116 film da vedere prima dei 16 anni - FRAMED
116 film da vedere prima dei 16 anni - FRAMED

116 film da vedere prima dei 16 anni, curato da Manlio Castagna ed illustrato da Alessandro Ventrella, raccoglie le storie cinematografiche consigliate come visioni imprescindibili per giovani spettatori.

Se non pensassi che i film fossero il valore aggiunto, nonché al tempo stesso l’opera più completa, per la crescita personale di ciascuno e per capire la propria psiche e quella degli altri, non starei qua a parlarne. E probabilmente è proprio prima dei 16 anni che ho capito che volevo fare questo lavoro, scrivere di film, conoscere il cinema, comunicare l’arte delle immagini in movimento.

Manlio Castagna, autore e regista, nonché vicedirettore artistico del Giffoni Film Festival dal 2007 al 2018 e critico cinematografico per Virgin Radio, realizza 116 film da vedere prima dei 16 anni, edito da Mondadori Ragazzi: un manuale che funziona tramite un attento intento critico, approcciandosi però a lettori e lettrici molto giovani. Compito difficile, andare a semplificare la critica, ma necessario. Soprattutto vincente nell’opera che ho avuto il piacere di leggere (e rileggere, e rileggere).

La struttura

116 film da vedere prima dei 16 anni è una guida ragionata che seleziona, per l’appunto, 116 opere. Ogni film si presenta con una scheda critica, molti di questi sono corredati dalle illustrazioni evocative e splendide di Alessandro Ventrella. Il libro si suddivide in 10 sezioni, ognuna comprendente tra i 10 e i 15 film, a seconda della tematica predominante. La prima sezione si intitola AMORE, e possiamo trovarci Call me by your name (Luca Guadagnino, 2017) e Sing Street (John Carney, 2016), l’ultima è LOTTA PER LA SOPRAVVIVENZA, dove compaiono, tra gli altri, Christiane F. – Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino (Uli Edel, 1981) e Ladri di biciclette (Vittorio De Sica, 1948).

Manlio Castagna consiglia film imprescindibili “da vedere prima di diventare grandi”, ma non per questo prettamente indirizzati ad un pubblico giovane. Infatti nelle “scatole” tematiche ci sono film di tutti i tipi, mainstream, cult, d’autore, underground.

La ricchezza sostanziale della vicinanza di film così diversi è il linguaggio attraverso cui vengono comunicati: la semplicità fluida di una sinossi che evita qualsiasi spoiler si accosta a 3 motivi per cui il lettore dovrebbe guardare il film in questione. In più un divertente box di Trivia & Tech raccoglie curiosità e note che ne approfondiscono la descrizione.

Sono visioni comunicate, perlopiù, a spettatori acerbi, che non hanno anni e stratificazioni di film alle spalle. Proprio per questo il consiglio è guardarli con un occhio incontaminato, per sentirli meglio, per piantare un seme.

I film

Dei 116 film consigliati me ne mancano per la precisione 27, che recupererò al più presto. Sfogliando le pagine mi sono immersa in una tipologia di critica cinematografica che è forse la più complessa, perché si fa presto a stupire ed ingarbugliare con parole desuete, mentre semplificare e un compito che mette realmente alla prova. E nonostante il linguaggio sia “semplice”, non lo è la scelta dei film, che appunto variano anche per intensità di argomenti. Castagna non si tira indietro neanche qui, e trova il modo più giusto per riportare anche la necessità delle emozioni negative, come per Mommy di Xavier Dolan, perché servono anche quelle per crescere.

Uno ad uno i film descritti e consigliati mi hanno riportato a quell’età da cinema nel pomeriggio, ai DVD affittati nei weekend invernali con le amiche del cuore. Ad un tempo in cui parlare di film coincideva con la voglia di parlare di sé, e le inquadrature, i dialoghi, le colonne sonore, contribuivano a sognare narrazioni ed entravano dentro, con un’intensità che solo a quell’età è possibile provare. E se fosse possibile per sempre? Continuare a guardare il cinema come se fosse il modo più giusto per guardare fuori e al tempo stesso guardarsi dentro. Tengo il libro di Castagna e Ventrella accanto e continuo a sfogliarlo, e un po’ di magia mi riporta indietro e avanti, anche se i 16 anni li ho passati da un po’.

Un grazie speciale a Mondadori per avermi permesso di leggere 116 film da vedere prima dei 16 anni, trovate il link per acquistare il libro qui.

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Ho una passione smodata per i film in grado di cambiare la mia prospettiva, oltre ad una laurea al DAMS e un’intermittente frequentazione dei set in veste di costumista. Mi piace stare nel mezzo perché la teoria non esclude la pratica, e il cinema nella sua interezza merita un’occasione per emozionarci. Per questo credo fermamente che non abbia senso dividersi tra Il Settimo Sigillo e Dirty Dancing: tutto è danza, tutto è movimento. Amo le commedie romantiche anni ’90, il filone Queer, la poetica della cinematografia tedesca negli anni del muro. Sono attratta dalle dinamiche di genere nella narrazione, dal conflitto interiore che diventa scontro per immagini, dalle nuove frontiere scientifiche applicate all'intrattenimento. È fondamentale mostrare, e scriverne, ogni giorno come fosse una battaglia.

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