Sono passate solo poche settimane da quando, dopo un incontro del Ministro Franceschini con il CTS, un raggio di luce sembrava aver illuminato il mondo teatrale per alcuni, preziosi istanti: la possibile riapertura dei luoghi di pubblico spettacolo il 27 marzo, per la Giornata mondiale del Teatro.

Peccato che, fin da subito, i teatranti hanno accolto scetticamente questa eventualità. E difatti, come volevasi dimostrare, questa bella e fumogena prospettiva si è dissolta. Perché? Semplice (almeno a parole).

Lo scopo dei vertici politici e del Ministero della Cultura sembra infatti essere quello di dare una percezione di sostegno e di riapertura, nascondendo la reale non volontà di ascolto del settore.

Prova ne è la nascita di numerosi(ssimi) tavoli di discussione paralleli, sia in ambito politico che di associazionismo. Se un anno fa questo era sintomo di ricchezza, adesso sembra solo un ulteriore frammentazione di idee e propositi.

Le istituzioni stanno (ancora) procedendo per ripetizioni, e quella della famigerata riapertura del 27 marzo sembra quasi la gemella della (parziale) ripartenza del 15 giugno 2020, che permise un ritorno (provvisorio) all’occupazione solo per il 20% dei lavoratori dello spettacolo.

Ma nonostante tutto, il 27 marzo rimane la Giornata mondiale del Teatro. Celebrata per il secondo anno di fila in sordina, a luci spente. Ma forse oggi più che mai celebrata, come segno (e segnale) che anche se i teatri continuano a rimanere (quasi inspiegabilmente) chiusi, “the show must go on” (now and forever).

Una giornata per celebrare la bellezza del Teatro

Istituita dall’International Theatre Institute e da esperti dell’UNESCO nel 1962, la Giornata mondiale del Teatro prevede l’organizzazione di eventi teatrali in tutto il mondo e la diffusione di un messaggio con il quale un’eccellenza del settore condivide le proprie riflessioni sul tema del teatro e della cultura della pace.

Testimonial del 2021 il Premio Oscar Helen Mirren, attrice di teatro, cinema e televisione. Ecco il suo messaggio, che sarà letto nei teatri, nelle scuole, nelle biblioteche e nei luoghi di cultura e aggregazione in tutto il mondo.

Helen Mirren
(fonte web)

 “Questo è un momento così difficile per lo spettacolo dal vivo e molti artisti, tecnici, artigiani e artigiane hanno lottato in una professione già piena di insicurezze. Forse questa insicurezza sempre presente li ha resi più capaci di sopravvivere, con intelligenza e coraggio, a questa pandemia. La loro immaginazione si è già tradotta, in queste nuove circostanze, in modi di comunicare creativi, divertenti e toccanti, naturalmente soprattutto grazie a internet. Da quando esistono sul pianeta, gli esseri umani si sono raccontati storie. La bellissima cultura del teatro vivrà finché ci saremo. L’urgenza creativa di scrittori, designer, danzatori, cantanti, attori, musicisti, registi non sarà mai soffocata e nel prossimo futuro rifiorirà con una nuova energia e una nuova comprensione del mondo che noi tutti condividiamo. Non vedo l’ora!”

Traduzione italiana di Roberta Quarta del Centro Italiano dell’International Theatre Institute

Gli appuntamenti italiani

Due gli appuntamenti web organizzati in collaborazione con il Centro italiano dell’ITI-UNESCO presieduto da Fabio Tolledi, direttore artistico della compagnia Astràgali Teatro.

Dalle 10 alle 12 su Facebook e Youtube si terrà la proclamazione del vincitore assoluto e dei segnalati di Scrivere il teatro, concorso per le scuole indetto dal Ministero dell’Istruzione e Iti-Italia. 

Dopo la lettura del messaggio di Helen Mirren interveranno i rappresentanti di alcuni dei teatri italiani soci dell’ITI (Teatro Vascello di Roma, Accademia Amiata Mutamenti di Grosseto, La Mama Umbria International di Spoleto, Mana Chuma Teatro di Reggio Calabria, Astràgali Teatro di Lecce, Teatro Aenigma di Urbino). 

Dalle 15, invece sul web anche l’ottava Giornata Nazionale di Teatro in Carcere promossa dal Coordinamento Nazionale del Teatro in Carcere, costituito da cinquanta esperienze teatrali diffuse su tutto il territorio italiano, con il sostegno del Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità.

Lunga vita al teatro, sempre.

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Nata nella terra dove il fuoco dell’Etna incontra il limpido Mar Mediterraneo, l’arte è da sempre la mia passione, in tutte le sue declinazioni. Da piccola mi piaceva leggere, guardare film di ogni genere, scrivere racconti e poesie, girare per musei, ma è solo varcando per la prima volta la porta di un teatro che ho capito la mia vocazione. “Crescendo e cercando”, ho scelto di frequentare il corso di laurea in scienze della comunicazione. Nel frattempo il teatro mi ha nutrito e ha occupato tutto il mio tempo libero. Decisi di fruirne a 360 gradi, non solo “facendolo” studiando in un’accademia e portando in giro per l’Italia spettacoli con diverse compagnie, ma anche vedendolo, vivendolo da spettatrice e, con il tempo, da redattrice. Finita la triennale non ebbi dubbi: emigrai in quel di Bologna per specializzarmi al Dams e iniziai a collaborare con diverse testate giornalistiche, venendo ospitata in vari festival e convegni. L’arte cambia con la società e ci si specchia dentro. Il teatro ne coglie gli umori, e li trasferisce al pubblico nel celeberrimo qui e ora che non teme (perché non ha) paragoni con nient’altro.

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