
I SAG Awards hanno cambiato nome, ma tutto il resto è rimasto intatto: la 32ª edizione degli Actor Awards, andata in onda in diretta su Netflix la notte di domenica 1° marzo, è stata la conferma che quello degli attori, a Hollywood, è un piccolo mondo a parte. Autoreferenziale? Molto. Ma, forse, anche più propenso a riconoscere lo sforzo e l’impegno necessario alle interpretazioni, anche al di là del marketing della lunga stagione dei premi.
La cerimonia, presentata da Kristen Bell, è disponibile sulla piattaforma in replay fino al 29 marzo. Se l’avete persa o se volete riguardare i momenti migliori, ecco cosa non perdere.
La vittoria di Micheal B. Jordan cambierà la traiettoria di Sinners?
Viola Davis ci ha forse regalato il meme migliore dell’intera stagione dei premi quando, durante l’annuncio del miglior attore protagonista, non è riuscita a nascondere l’entusiasmo per Michael B. Jordan. Vale la pena ricordare che era stata proprio lei a condurre l’intervista-incontro con MBJ organizzato per i membri del SAG, il sindacato nazionale degli attori negli Stati Uniti. Sempre lei, durante quell’incontro, aveva espresso un’opinione poi andata virale sui social: MBJ in Sinners non interpreta solo i gemelli Smoke e Stack, ma assume le sembianze e il carattere di un terzo personaggio, “Stack vampiro” (visibile nella scena post-credit con Buddy Guy).
Ci fa piacere pensare che questa meritatissima vittoria – per un interprete che lavora a Hollywood già dai primi anni Duemila, quando era solo un bambino – dipenda anche dal peso delle parole di Viola Davis, oltre che dal grande lavoro fatto in Sinners.

Emozionatissimo, Jordan ha accettato il premio con le lacrime agli occhi, per poi lasciarsi andare a un pianto liberatorio, immortalato dietro le quinte, a telecamere spente. La sua vittoria non era affatto scontata, soprattutto in una stagione dei premi che aveva visto inizialmente trionfare Timothée Chalamet.
Da un lato, tuttavia, dopo le 16 nomination da record agli Oscar, Sinners sta attirando più attenzione rispetto alla primissima uscita in sala, facendo scoprire anche l’incredibile sdoppiamento di MBJ e le ottime performance dell‘intero cast, come dimostra anche la seconda vittoria del film agli Actor Awards. Dall’altro lato, le aspettative su Chalamet – che l’anno scorso aveva vinto, sorprendendo tutti anche con il suo discorso – si sono adesso raffreddate sia perché il marketing aggressivo di Marty Supreme ha oltrepassato il limite di sopportazione del pubblico, sia perché un vecchio scandalo sui fratelli Safdie potrebbe aver provocato una brusca frenata all’intera stagione dei premi del film. Sembra infatti che i registi si siano separati sul piano professionale e personale dopo che, come riporta Page Six, un’attrice minorenne fu molestata dal suo partner di scena durante le riprese di Good Time.
Non è ancora chiaro quanto la vittoria di Michael B. Jordan possa incidere sulle decisioni dell’Academy – e infatti spesso capita che le decisioni SAG non coincidano con quelle degli Oscar, tuttavia gli attori e le attrici hanno espresso fermamente una preferenza, confermata anche dal boato e dalla standing ovation per MBJ.
Cos’altro è successo agli Actor Awards
Che Sinners abbia avuto un impatto enorme su questi Sag Awards lo si capisce anche dal fatto che per la prima volta in oltre 30 anni la cerimonia abbia incluso un’esibizione dal vivo che, pur inserendosi nella sezione In memoriam della serata, ha di fatto reso omaggio al film di Ryan Coogler. A cantare e suonare This Little Light of Mine, insieme a un coro e a una scenografia molto simile a una scena del film, è stato Miles Caton, ovvero Sammy nell’opera di Coogler.
Nel tributo agli attori e alle attrici che ci hanno lasciato quest’anno, naturalmente non è mancata Catherine O’Hara, che nella stessa sera ha ricevuto il premio postumo alla miglior attrice in una serie comica (The Studio). E parlando sempre di leggende, Harrison Ford ha accettato il premio alla carriera con un’ironia tagliente e secca, che si è poi sciolta in un emozionante ringraziamento.

Il discorso di Ford è stato uno dei pochissimi momenti vagamente politici di una cerimonia che fin dall’inizio ha dichiarato di voler tenere fuori dalle porte ogni riferimento all’attualità, nonostante sia andata in onda nel pieno dell’attacco militare degli Stati Uniti in Iran, anzi forse proprio per questo. Ford ha ricordato che chi ha il privilegio di lavorare con l’immaginazione e la creatività vive in un mondo di idee. E con le idee, che siano solo intrattenimento, pura arte o una mescolanza di entrambi, si dà forma al mondo.
L’unico altro, doveroso, riferimento istituzionale della serata alla guerra appena scoppiata è stato quello del presidente del sindacato SAG, Sean Austin, che tuttavia si è concluso in una semplice e “sincera preghiera di pace”.
Il resto della cerimonia – circa due ore e mezza – è trascorso senza intoppi e senza sorprese. The Pitt e The Studio, come prevedibile, hanno conquistato le categorie televisive, rispettivamente nella categoria drammatica e in quella comica. E in entrambi i casi hanno lasciato spazio per i ringraziamenti solo ai protagonisti, Noah Wyle e Seth Rogen, che a loro volta avevano già vinto nelle categorie attoriali. Una mossa poco elegante, che ha tolto il microfono e lo spazio ai co-protagonisti e che per fortuna non si è ripetuta nel caso del miglior cast cinematografico, quando è stato Delroy Lindo ad accettare il premio – con scenografico inchino di Samuel L. Jackson – e a parlare a nome di tutti gli altri.
Actors Awards: chi ha vinto
I vincitori e le vincitrici della 32ª edizione degli Actor Awards sono evidenziati in grassetto.
Migliore attore protagonista
- Timothée Chalamet – Marty Supreme
- Leonardo DiCaprio – Una battaglia dopo l’altra
- Ethan Hawke – Blue Moon
- Micheal B. Jordan – Sinners – I peccatori
- Jesse Plemons – Bugonia
Migliore attrice protagonista
- Jessie Buckley – Hamnet
- Rose Byrne – If I had legs I’d Kick You
- Kate Hudson – Song Sung Blue
- Chase Infiniti – Una battaglia dopo l’altra
- Emma Stone – Bugonia
Migliore attore non protagonista
- Miles Caton – I peccatori
- Benicio Del Toro – Una battaglia dopo l’altra
- Jacob Elordi – Frankenstein
- Paul Mescal – Hamnet
- Sean Penn – Una battaglia dopo l’altra
Migliore attrice non protagonista
- Odessa A’Zion – Marty Supreme
- Ariana Grande – Wicked: For Good
- Amy Madigan – Weapons
- Wunmi Mosaku – I peccatori
- Teyana Taylor – Una battaglia dopo l’altra
Miglior cast cinematografico
- Frankenstein
- Hamnet
- Marty Supreme
- Una battaglia dopo l’altra
- Sinners – I peccatori
Migliori controfigure cinematografiche
- F1
- Frankenstein
- Mission: Impossible – The Final Reckoning
- Una battaglia dopo l’altra
- I peccatori
Migliore attore in un film televisivo o mini-serie
- Jason Bateman – Black Rabbit
- Owen Cooper – Adolescence
- Stephen Graham – Adolescence
- Charlie Hunnam – Monster: La storia di Ed Gein
- Matthew Rhys – The Beast in Me
Migliore attrice in un film televisivo o mini-serie
- Claire Danes – The Beast in Me
- Erin Doherty – Adolescence
- Sarah Snook – All Her Fault
- Christine Tremarco – Adolescence
- Michelle Williams – Dying for Sex
Migliore attore in una serie drammatica
- Sterling K. Brown – Paradise
- Billy Crudup – The Morning Show
- Walton Goggins – The White Lotus
- Gary Oldman – Slow Horses
- Noah Wyle – The Pitt
Migliore attrice in una serie drammatica
- Britt Lower – Scissione
- Parker Posey – The White Lotus
- Keri Russel – The Diplomat
- Rhea Seehorn – Pluribus
- Aimee Lou Wood – The White Lotus
Migliore attore in una serie comica
- Ike Barinholtz – The Studio
- Adam Brody – Nobody Wants This
- Ted Danson – A Man on the Inside
- Seth Rogen – The Studio
- Martin Short – Only Murders in the Building
Migliore attrice in una serie comica
- Kathryn Hahn – The Studio
- Catherine O’Hara – The Studio
- Jenna Ortega – Wednesday
- Jean Smart – Hacks
- Kristen Wiig – Palm Royale
Miglior cast in una serie drammatica
- The Diplomat
- Landman
- The Pitt
- Scissione
- The White Lotus
Miglior cast in una serie commedia
- Abbott Elementary
- The Bear
- Hacks
- Only Murders in the Building
- The Studio
Migliori controfigure televisive
- Andor
- Landman
- The Last of Us
- Squid Game
- Stranger Things
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