AGATA CHRISTIAN - DELITTO SULLE NEVI, Medusa Film. C.De Sica - foto di Jessica Guidi
AGATA CHRISTIAN - DELITTO SULLE NEVI, Medusa Film. C.De Sica - foto di Jessica Guidi

Al cinema dal prossimo 5 febbraio con Medusa Film, Agata Christian – Delitto sulle nevi vede il ritorno del fortunato trio, Eros Puglielli alla regia e i due attori Christian De Sica e Lillo Petrolo, che dopo l’esperienza di Cortina Express (2024) si ritrovano protagonisti in un film dal sapore (quasi) completamente diverso, che riprende gialli d’autore e cult iconici, coniugando il genere legato intrinsecamente al mistero al genere della commedia, che trova sia nei due attori, che nel resto del cast (tra cui Paolo Calabresi, Maccio Capatonda e Marco Marzocca) un terreno piacevolmente fertile affinché il fortunato mix germogli. A completare l’ensemble, Giorgio Colangeli, Chiara Francini, Enzo Paci, Alice Pagani, Ilaria Spada, Sara Croce e Tony Effe.

Se Cortina Express prendeva quello che erano i Cinepanettoni, edulcorandone il linguaggio ma mantenendone location e parte degli intenti, Agata Christian – Delitto sulle nevi fa un passo ulteriore: si struttura come un giallo dove è difficile capire chi sia l’assassino (o gli assassini) fino a poco prima della rivelazione, dove le gag comiche, a volte volutamente semplici, immediate, funzionano con il resto della narrazione, e dove il ruolo di De Sica che interpreta un antipatico e presuntuoso investigatore è qualcosa di delizioso, tra eleganza d’altri tempi e “vaffa” esilaranti.

Il cast e il regista hanno incontrato la stampa in occasione della conferenza stampa del film, tenutasi al Cinema Barberini di Roma lo scorso 28 gennaio.

Sinossi

Christian Agata, celebre criminologo dal sarcasmo pungente e dal talento investigativo infallibile, si ritrova suo malgrado coinvolto in un weekend all’insegna del mistero. Invitato dalla famiglia Gulmar, magnati dell’industria ludica, a fare da testimonial per il rilancio del loro storico gioco da tavolo “Crime Castle”, accetta di trascorrere qualche giorno nella loro sontuosa proprietà in Valle d’Aosta. Ma ciò che si preannunciava come una tranquilla operazione commerciale si trasforma presto in un vero caso da risolvere.

Ad affiancarlo in questa indagine fuori programma c’è il brigadiere Gianni Cuozzo, un poliziotto di provincia, ingenuo ma animato da un sincero spirito di giustizia, nonché suo fan sfegatato. Quando il patriarca Carlo Gulmar annuncia inaspettatamente di voler mantenere il controllo della sua azienda, revocando la cessione alla start-up Shothouse, scatena un terremoto tra i suoi familiari, tutti convinti di ereditarne le redini. Mentre rancori e tensioni montano, una valanga isola il castello dal resto del mondo. E, come in ogni classico del genere, il dramma non tarda ad arrivare: Carlo viene trovato morto, ucciso da un colpo di fucile e con il volto affondato in una torta, riverso sulla plancia del gioco che avrebbe dovuto celebrare. Con i telefoni fuori uso e la strada bloccata, la villa diventa una trappola per topi: l’assassino è ancora tra loro.

Sarà Christian, con la sua mente brillante e il suo disprezzo per le banalità, a guidare l’indagine, costretto a sopportare l’entusiasmo confusionario del comandante. Tra indizi nascosti, segreti di famiglia e false piste, la strana coppia di investigatori – il cinico detective e il poliziotto impacciato – darà la caccia all’assassino in un gioco di specchi dove nulla è come sembra. E mentre Cuozzo cercherà di dimostrare di essere un vero segugio e non solo un pasticcione, Christian metterà alla prova il suo proverbiale intuito per scoprire la verità dietro la facciata della famiglia Gulmar.

 Lillo Petrolo &  C .De Sica – foto di Jessica Guidi

Ispirazioni, ricerca e risate

Eros Puglielli, che vede il suo esordio con Dorme nel 1995, e che ha sempre continuato a spaziare tra cinema e televisione, confessa che coniugare giallo e comedy è sempre stato uno dei suoi desideri: «Sono un fan di questi due generi, il mio sogno era quello di sfruttare questo punto di contatto per fare un film che fosse fino in fondo comico e fino in fondo giallo». Aggiunge ovviamente l’ispirazione a film come Clue del 1985, diretto da Jonathan Lynn (conosciuto in Italia con il titolo Signori, il delitto è servito); un racconto corale, grottesco, con personaggi sopra le righe e imprevedibili.

Il legame con la commedia funziona soprattutto grazie alla presenza di attori come Christian De Sica, che ringrazia i suoi colleghi dicendo: «Faccio un personaggio antipatico, tutt’altro che divertente, ma grazie a professionisti come Lillo e Paolo Calabresi è facile ballare, sono due grandi comici». Non un’impresa facile, quella di riuscire a conciliare caratteri comici e personaggi estremi nelle loro stranezze, eppure Puglielli ci riesce, e lo sottolinea anche Capatonda, che nel film è il ricco e insopportabile erede Gulmar, la famiglia di magnati dell’industria ludica: «Eros è stato bravissimo a coniugare il cast e i linguaggi, e spero che il mio personaggio sia comicamente ripugnante».

La sorpresa nella parte femminile del cast

Le donne presenti in Agata Christian – Delitto sulle nevi sono il vero contraltare manipolatorio a tutte le azioni maldestre e pasticcione compiute dai personaggi maschili.

Lo sottolinea in conferenza stampa Chiara Francini, che nel film interpreta il ruolo di una segretaria-assistente che nasconde enormi segreti: «A partire dal successo mondiale dei romanzi di Agatha Christie, il giallo è un genere profondamente femminile, Eros ha saputo orchestrare questo film con grande maestria, ci sono delle eccellenze, lo dico da attrice. Le figure femminili non sono di contorno ma estremamente funzionali, muovono tutto». Lo conferma anche Ilaria Spada, divertita nel gioco della narrativa contaminata, che presenta il lavoro di Puglielli prima di tutto come un’operazione elegante.

Solo in apparenza i personaggi femminili sembrano stereotipi bidimensionali: la risoluzione di questo giallo in mezzo alla neve vi svelerà il contrario.

Agata Christian – Delitto sulle nevi sarà dal 5 Febbraio al cinema.

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Silvia Pezzopane
Ho una passione smodata per i film in grado di cambiare la mia prospettiva, oltre ad una laurea al DAMS e un’intermittente frequentazione dei set in veste di costumista. Mi piace stare nel mezzo perché la teoria non esclude la pratica, e il cinema nella sua interezza merita un’occasione per emozionarci. Per questo credo fermamente che non abbia senso dividersi tra Il Settimo Sigillo e Dirty Dancing: tutto è danza, tutto è movimento. Amo le commedie romantiche anni ’90, il filone Queer, la poetica della cinematografia tedesca negli anni del muro. Sono attratta dalle dinamiche di genere nella narrazione, dal conflitto interiore che diventa scontro per immagini, dalle nuove frontiere scientifiche applicate all'intrattenimento. È fondamentale mostrare, e scriverne, ogni giorno come fosse una battaglia.