Il favoloso mondo di Amélie (Jean-Pierre Jeunet, 2001) - BiM Distribuzione

Il favoloso mondo di Amélie (Jean-Pierre Jeunet, 2001) – Credits – BiM Distribuzione

Il favoloso mondo di Amélie è il film che dal 2001 continua a farci innamorare della magia fiabesca di Parigi. Per il suo importante anniversario, il ventesimo, il film di Jean-Pierre Jeunet torna al cinema grazie a BiM Distribuzione, l’11 e il 12 maggio.

Amélie, la ragazza con le tasche piene di sassi

Il pubblico si divide spesso nettamente tra chi ama l’apparente ingenuità di Amélie e chi non sopporta proprio né la sua stravaganza iperbolica né l’impatto che ha avuto nella cultura di massa. Sono poche le vie di mezzo. E chi è cresciuto con Amélie conosce almeno una ragazza che, imitando il taglio di capelli di Audrey Tautou o il suo fare infantile ha creduto di ereditarne lo spirito. Ma non è poi così semplice.

Questo perché il suo favoloso mondo è un sogno a tratti escapista, a tratti angoscioso e bisogna immedesimarsi ugualmente in entrambi gli aspetti per apprezzare fino in fondo la fantasia in cui lei si rifugia e si nasconde.

Già la Parigi in cui si muove ci viene mostrata su un piano di surrealtà attraverso la scelta di una fotografia così satura e alienante. Si aggiunge poi, naturalmente, la Voce narrante e onnisciente (di André Dussollier) che connota ancor di più lo straniamento di Amélie dal suo qui e ora.

Chiusa nella sua bolla di possibilità, Amélie non ha corpo, non ha vero contatto con il mondo. Riempie le sue tasche di sassi da lanciare nel fiume ma in realtà le appesantisce per restare con i piedi per terra. Il film non è che il racconto di come, con un atto di coraggio, che poi è un atto di amore, riesce a riprendere il controllo della sua narrativa. Ed essere finalmente presente e felice.

Il favoloso mondo di Amélie (Jean-Pierre Jeunet, 2001) - Credits- BiM Distribuzione
Il favoloso mondo di Amélie (Jean-Pierre Jeunet, 2001) – BiM Distribuzione

Amélie, la “ragazza con il bicchiere d’acqua”

La vita di Amélie, vissuta a lungo solo in potenza, è ben riassunta dall’immagine della ragazza con il bicchiere d’acqua, nel quadro di Renoir. Come afferma il burbero (ma dolcissimo) Monsieur Dufayel – l’uomo di vetro che ogni anno ridipinge La colazione dei canottieri – la ragazza con il bicchiere è la più difficile da rappresentare. Si trova al centro del quadro, ma non è presente. Il suo sguardo è altrove, la sua mente vaga. Così è la protagonista del film di Jeunet. Amélie è al centro del Favoloso Mondo, è al centro dell’azione, ma la vive davvero?

È difficile da definire proprio per questo, perché non essendo capace di confrontarsi con la realtà è lei stessa a essere sconfinata. Vive nel Mondo Ideale. L’incontro con Nino (Mathieu Kassovitz), seppur non privo dell’alone sognante dietro cui Amélie nasconde le sue paure, è lo stimolo che le serve per cambiare. Senza snaturare se stessa, anzi ritrovandosi per la prima volta in effettivo dialogo con i suoi desideri, Amélie è quindi pronta ad affrontare e a scontrarsi con la vita.

Tornerete in sala per rivederlo sul grande schermo? Qui di seguito il nuovo trailer.

Trailer ufficiale della proiezione-evento: 11 e 12 maggio

Classe 1993, sono praticamente cresciuta tra Il Principe di Bel Air e le Gilmore Girls e, mentre sognavo di essere fresh come Will Smith, sono sempre stata più una timida Rory con il naso sempre fra i libri. La letteratura è il mio primo amore e il cinema quello eterno, ma la serialità televisiva è la mia ossessione. Con due lauree umanistiche, bistrattate da tutti ma a me molto care, ho imparato a reinterpretare i prodotti della nostra cultura e a spezzarne la centralità dominante attraverso gli strumenti forniti dai Cultural Studies.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui