Angelika - Credits: Conza Press

Angelika – Credits: Conza Press. Foto di Adriano Martini, Micaela Belgiorno

Per la nostra rubrica dedicata agli incontri con giovani talenti del panorama musicale italiano, parliamo oggi con Angelika (Angelica Del Nibbio) : alcune essenziali domande per iniziare ad entrare nel suo mondo.

Chi è Angelica Del Nibbio?

Angelica Del Nibbio è il nome con cui sono iscritta all’anagrafe, è il nome del corpo che ospita la mia anima, è un nome legato a ricordi di famiglia da parte di madre ed è un nome-gancio, tramite cognome, alla famiglia di mio padre.

In che contesto sociale e culturale nasci e cresci?

Sono cresciuta con mia madre e mio padre a Firenze; mio padre però, essendo manager, ha avuto l’opportunità di vivere anche in altre città e spesso andavamo a trovarlo per periodi più o meno lunghi. Nel complesso potrei dire che sono cresciuta in un clima particolare; mia madre è naturopata quindi molto legata alla spiritualità che è una dimensione alla quale mi sono approcciata sin da piccolissima. Mio padre, come ho detto, essendo manager, è molto più pratico, molto più razionale; diciamo che sono una buona via di mezzo che sta ancora cercando un equilibrio.

In linea generale la mia è sempre stata una famiglia molto aperta; abbiamo affrontato ogni genere di argomento e non ci sono mai stati tabù. I miei genitori sono stati i primi a farmi avvicinare al mondo dell’arte; mi hanno sempre portata a concerti, opere, spettacoli teatrali, cinema e musei; penso sia una delle cose più belle che un genitore possa fare per un figlio… l’educazione artistica.

Cosa immagini saresti stata se non fossi diventata una musicista?

Ahhhh, il mio sogno più grande rimane quello di diventare una bond girl.

Cilekka, singolo di debutto di Angelika - Credits: Conza Press. Foto di Adriano Martini, Micaela Belgiorno
Cilekka, singolo di debutto di Angelika – Credits: Conza Press. Foto di Adriano Martini, Micaela Belgiorno

Perché fai quello che fai? Da quale bisogno imprescindibile nasce la tua musica?

Lo faccio perché mi fa star bene, perché le parole, da sempre, sono la cosa più importante per me. Inoltre, non vi siete mai soffermati a pensare che, anche a distanza di anni, non dimenticate  il testo di una canzone che magari avete memorizzato nel giro di poche ore mentre per superare un esame o studiare un capitolo ci mettete un anno?

Le canzoni sono speciali. Le canzoni, per come le vivo io, sono messaggi che vengono da qualche luogo e i musicisti sono solo recettori; siamo solo il tramite e non siamo padroni di quello che scriviamo… credo che tutti noi siamo immersi in un flusso di energia e gli artisti siano semplicemente più sensibili a questo flusso.

Quanto e in che modo il tuo stile musicale è legato a questo bisogno?

Non mi piace parlare di stile, non mi piace ingabbiarmi in un genere specifico. Scrivo in base a come mi sento, sia musicalmente parlando sia a livello di testo; sono aperta a contaminazioni di ogni tipo.  

C’è qualche grande artista a cui ti ispiri?

Certo, tantissimi!!! Anzi, io credo che ogni artista sia fonte d’ispirazione; tutte le persone hanno qualcosa da insegnarti in realtà (artisti e non). Sono una grande fan di Fiona Apple e ultimamente ho scoperto Enzo Carella che ha dei testi meravigliosi.

Qual è il brano nella storia della musica che avresti voluto scrivere tu?

La musica è finita, (amo er califfo) o E se domani di Mina, credo che sia in assoluto una delle più belle canzoni d’amore.

Quale quello che ti vergogneresti di aver scritto?

Io credo che se un pezzo esiste vuol dire che ha ragione di esistere; diciamo che non vado pazza per il reggaeton.

Ascolta CILEKKA, il singolo di debutto di Angelika, su Spotify.

Domande a cura di Alessio Tommasoli. Un ringraziamento particolare a Conza Press.

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