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Audrey Hepburn – Come rubare un milione di dollari e vivere felici

Audrey Hepburn in Come rubare un milione di dollari e vivere felici - Credits: 20th Century Fox

Audrey Hepburn in “Come rubare un milione di dollari e vivere felici” – Credits: 20th Century Fox

Audrey Hepburn è una figura talmente iconica che quando si parla dei suoi film, difficilmente ci si riferisce ai registi. Colazione da Tiffany non è noto come “film di Blake Edwards”, ma come “film di Audrey Hepburn”. E lo stesso vale per molte altre pellicole, come Sabrina, o Vacanze Romane. Anzi, Vacanze Romane da questo punto di vista è forse l’esempio più significativo. Essendo del 1953, venne girato quando la Hepburn era ancora agli esordi. Non era la star che tutti conosciamo. Il vero divo era Gregory Peck, già noto da tempo. Ma fu proprio lui che, colpito dalla giovane attrice, insistette perché il suo nome comparisse in locandina a caratteri cubitali. E non a caso, il film le valse il premio Oscar come miglior attrice nel 1954.

How to Steal a Million – Audrey Hepburn al di là dei titoli più famosi

Audrey Hepburn ha una filmografia incredibilmente ampia e sfaccettata, che abbraccia vari generi, dal dramma alla commedia. D’altronde, era un’attrice particolarmente versatile. Ma una delle commedie più belle e divertenti in cui ha recitato è senz’altro Come rubare un milione di dollari e vivere felici (William Wyler, 1966).

Il film vede Hepburn nei panni della protagonista Nicole, una ragazza di buona famiglia che vive a Parigi insieme al padre, Charles Bonnet (Hugh Griffith). La donna è molto affezionata al genitore, che però ha un “piccolo” difetto: si diverte a falsificare i dipinti. Charles, infatti, ha un vero talento come pittore, ma anziché sfogare onestamente la sua vena creativa, preferisce dipingere quadri in stile impressionista o postimpressionista, firmandoli con i grandi nomi di Cézanne, Monet o Van Gogh. E li vende, naturalmente. A prezzi astronomici.

Nicole è profondamente contraria alle attività truffaldine del padre, ma constata anche che è impossibile convincerlo a smettere. La loro vita potrebbe però procedere tranquilla, se non fosse che Charles pecchi di tracotanza, prestando una scultura a un importante museo parigino. Nientemeno che una Venere scolpita nel marmo da Benvenuto Cellini. O almeno, questo è quello che dice lui. In realtà, l’abitudine a produrre falsi è di famiglia. L’opera, infatti, è stata realizzata anni addietro dal nonno di Nicole, che vi ritrasse la nonna. 

Purtroppo, però, per la validità della polizza l’opera deve essere esaminata da un esperto. E se ciò dovesse avvenire, si scoprirebbe l’amara verità. Nicole, dunque, decide di salvare il padre, contattando un ladro professionista, Simon (Peter O’Toole), perché la aiuti a trafugare la scultura prima del fatidico esame.

Brillante sceneggiatura e grandi interpretazioni: i pilastri del film

How to Steal a Million è la dimostrazione che si possono fare grandi cose, se si ha in mano una grande sceneggiatura. In un’epoca in cui non erano ancora gli effetti speciali a lasciare a bocca aperta, le battute sagaci e il talento degli attori erano fondamentali, per imprimere una bella storia nella memoria del pubblico. E questa pellicola ci riesce alla perfezione. Non dimentichiamo poi che il regista è William Wyler, lo stesso di Vacanze Romane. Stiamo dunque parlando di giganti del settore. 

Locandina di Come rubare un milione di dollari e vivere felici 
Credits: 20th Century Fox
Locandina di Come rubare un milione di dollari e vivere felici
Credits: 20th Century Fox

La bellezza di questo film, dunque, risiede tutta nella sua semplicità. Il soggetto è originale e lo sviluppo della sceneggiatura a dir poco brillante. Le battute sono ottimamente costruite e i dialoghi sono in grado di farci ridere ancora oggi. Una comicità all’antica, in grado di suscitare una risata anche senza parolacce o dark humor, ma spesso attraverso equivoci e gag. Come quando Nicole ferisce goffamente Simon alla spalla per poi medicarlo. Fra le mille lamentele di lui e i rimbrotti di lei, che gli fa la predica sul suo stile di vita disonesto [da che pulpito!]. 

 La coppia Audrey Hepburn/Peter O’Toole

Audrey Hepburn e Peter O’Toole insieme sono un vero uragano. Sono talentuosi, belli, travolgenti. E, cosa non meno importante, fra di loro c’è una grande intesa, essenziale sul set. La chimica fra i due protagonisti è un altro dei pilastri portanti di questo film, ingiustamente poco conosciuto. I dialoghi sono deliziosi, caratterizzati da un’ironia elegante che traspare anche grazie alla loro bravura. Entrambi adottano la filosofia del less is more: non serve fare troppo per divertire, o per appassionare il pubblico. Basta un’alzata di sopracciglio, uno sguardo. E nell’affascinare con una semplice occhiata, Audrey Hepburn era una maestra.

Nonostante sia poco nota, questa pellicola è una di quelle che più la valorizza ed evidenzia la sua bellezza, il suo fascino discreto, la sua eleganza. Memorabile la sequenza che si svolge nel bar dell’Hotel Ritz, dove la donna attende Simon completamente vestita di pizzo nero, il trucco impeccabile sotto una mascherina che le copre parzialmente il volto. La mano che tamburella sul tavolo, il gesto elegante con cui soffia il fumo della sigaretta, tutto fa capire i motivi per cui Audrey Hepburn è ancora oggi simbolo di classe ed eleganza senza pari. 

Dettaglio dell'abito in pizzo - "Audrey Hepburn (How to Steal a Million)" di fred baby su licenza CC BY-NC-SA 2.0
Dettaglio dell’abito in pizzo – “Audrey Hepburn (How to Steal a Million)” di fred baby su licenza CC BY-NC-SA 2.0

Per non parlare della bravura di Peter O’Toole, attore dal fascino magnetico. Reduce da Lawrence d’Arabia, stupisce vederlo come interprete in una commedia “leggera”. Eppure lo vediamo perfettamente a suo agio, muoversi con disinvoltura e sorprenderci con la sua eccezionale versatilità. 

Come rubare un milione di dollari e vivere felici, quindi, non è affatto da meno rispetto ai grandi classici di Audrey Hepburn. Anzi, è un film che merita di essere riscoperto e che ci insegna come l’intrattenimento possa essere anche qualcosa di semplice ed elegante. 

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Tag: Last modified: 4 Maggio 2021
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