Aurora Venosa, foto di Imma Petricciuoli
Aurora Venosa, foto di Imma Petricciuoli

Aurora Venosa nasce a Napoli nel 2007 e già da piccola è immersa nell’arte, i suoi genitori sono, infatti, campioni mondiali di tango argentino. La sua carriera da cantante inizia prestissimo e nel 2024 conquista i Bootcamp di X Factor.

Nel 2025 la sua vocazione musicale si unisce al debutto attoriale: Aurora è una delle protagoniste della serie Rai con Luisa Ranieri, La Preside, liberamente ispirata alla storia vera di Eugenia Carfora e prossimamente su Netflix. Diretta da Luca Miniero nel ruolo di Jessica, canta anche la sigla della serie, il brano inedito intitolato Non mi basti mai, che riflette alla perfezione lo spirito di un racconto collettivo dedicato alla realtà complicata di ragazze e ragazzi che vivono le loro storie dentro e fuori le mura scolastiche.

La tua carriera di attrice inizia con il ruolo di Jessica nella serie TV La Preside, cosa ha significato per te entrare in un progetto del genere, un racconto corale dedicato alle storie di tanti giovani “invisibili”?

Ha significato tutto. Mi ha permesso di affrontare una crescita umana e professionale importante. Ha dato al mio cuore la possibilità di raccontare delle storie, apparentemente lontane da me, eppure così incredibilmente vicine. Mi ha permesso di dare voce a Jessica, una ragazza che vive in un contesto difficile e degradato, facendomi realizzare che lì fuori ci sono così tante ragazze e cosí tanti ragazzi che lottano quotidianamente per raggiungere una libertà, per crearsi uno spazio sincero dove potersi esprimere.

Interpreti anche la sigla della serie: come è nata questa idea, come si è sviluppata e quanto è legata al tuo personaggio?

La sigla è arrivata inaspettatamente dopo la fine delle riprese. Io e Alessandro (De Martino, ndr) eravamo felicissimi di poter interpretare Non mi basti mai. Penso che questa canzone sia la cornice perfetta per celebrare nel migliore dei modi questo viaggio incredibile che ha unito il mio mondo musicale al mondo della musica in generale. È una canzone che lega tutti i personaggi della serie, donando speranza e sogni, carica e amore. Sono molto felice che il pubblico abbia accolto Non mi basti mai.

Il tuo nuovo singolo è stato rilasciato lo scorso 6 febbraio. Parlaci di Chiamami ancora Love e del tuo progetto musicale.

Chiamami ancora Love è il frutto di un anno di lavoro immenso e gratificante con il mio produttore Lorenzo Guastaferro. Il brano è stato scritto da me e Francesco Curcio e composto dallo stesso Guastaferro. È un brano ricco di forza e coraggio, parla della rinascita dopo la fine di una storia d’amore. Dona carica ed energia, ti fa venire voglia di ricominciare. C’è “una pagina bianca” che non rappresenta la fine ma l’inizio di tutto. Questo brano è l’inizio di un progetto unico e non vedo l’ora che tutte le persone possano ascoltare ciò che ho da dire.

Quanto la musica influisce anche sul tuo lavoro di attrice? Ti va di dirci quali sono gli artisti che ascolti ultimamente e i registi che segui al cinema?

La musica influisce su ogni aspetto della mia vita, continuamente. Anche quando sembra che non ci sia, c’è sempre dentro e fuori da me. Ne La Preside, la musica è stata una parte fondamentale del mio percorso per poter costruire la mia storia e il mio personaggio. Amo ascoltare la musica, in ogni momento della mia giornata. È qualcosa che non riesco mai a staccare. Ascolto tanto Elodie, un’artista che ammiro per la sua caparbietá e forza. Geolier è un punto di riferimento per tutti i giovani artisti che vogliono raccontare il bello, nonostante tutto. Amo andare al cinema e guardare tutto ciò che posso. Apprezzo tanto Cristina Comencini, Luca Guadagnino, Susanna Nicchiarelli e Gabriele Muccino.

L’intervista è a cura di Silvia Pezzopane e Valeria Verbaro. Continua a seguire FRAMED. Siamo anche su FacebookInstagram Telegram.