Alessio Tommasoli

Chiamatemi pure trentenne, giovane adulto, o millennial, se preferite. L'importante è che mi consideriate parte di una generazione di irriverenti, che dopo gli Oasis ha scoperto i Radiohead, di pigri, che dopo il Grande Lebowsky ha amato Non è un paese per vecchi. Ritenetemi pure parte di quella generazione che ha toccato per la prima volta la musica con gli 883, ma sappiate che ha anche pianto la morte di Battisti, De André, Gaber, Daniele, Dalla. Una generazione di irresponsabili e disillusi, cui è stato insegnato a sognare e che ha dovuto imparare da sé a sopportare il dolore dei sogni spezzati. Una generazione che, tuttavia, non può arrendersi, perché ancora non ha nulla, se non la forza più grande: saper ridere, di se stessa e del mondo assurdo in cui è gettata. Consideratemi un filosofo - nel senso prosaico del termine, dottore di ricerca e professore – che, immerso in questa generazione, cerca da sempre la via pratica del filosofare per prolungare ostinatamente quella risata, e non ha trovato di meglio che il cinema, la musica, l'arte per farlo. Forse perché, in realtà, non esiste niente, davvero niente  di meglio.

Un diluvio di veleno, il romanzo Southern Gothic di Jordan Farmer

Esce oggi in tutte le librerie Un diluvio di veleno di Jordan Farmer, edito da Jimenez Edizioni. Siamo nel West Virginia, alle pendici di quei monti Appalachi dove l’uomo riesce a disperdersi davvero...

“Sesso più, sesso meno”, quando parliamo attraverso il silenzio del corpo

Si dice che il silenzio valga molto più di qualsiasi parola. Banale, ma vero. Soprattutto quando in mezzo ci sono tante, troppe parole inutili.  È allora che si capisce quanto contino i gesti,...

Estate ’85 – L’importanza dei Cure nel nuovo film di François Ozon

C'è una regola non scritta nel cinema, quasi un comandamento tacito: non pensare mai di fare un bel film da un bel romanzo. François Ozon l'ha infranto con Estate '85 (Été 85),...

I’M OPEN, COME IN – Intervista a OANA

Per la nostra rubrica dedicata agli incontri con giovani talenti del panorama musicale italiano, parliamo oggi con Oana: alcune essenziali domande per iniziare ad entrare nel suo mondo. Chi è Oana? Una delle domande più...

I’M OPEN, COME IN – Intervista a Virginia Mai

Per la nostra rubrica dedicata agli incontri con giovani talenti del panorama musicale italiano, parliamo oggi con Virginia Mai: alcune essenziali domande per iniziare ad entrare nel suo mondo. Chi è Virginia Mai? Virginia...

Rock Lit: una birra, un amico e il legame profondo tra musica e letteratura

Rock Lit. Musica e letteratura: legami, intrecci, visioni - Liborio Conca, Jimenez Edizioni, 2018. Ci sono sensazioni che fluttuano libere nell'aria, pure e vergini da qualsiasi soggettività che se ne impossessi. Sono l'espressione...

I’M OPEN, COME IN – Intervista a Daniele Coletta

Continua il nostro format, breve ed essenziale, per entrare nel mondo di musicisti e cantautori italiani contemporaneri. Tramite l'ufficio stampa di Red&Blue, abbiamo avuto l'occasione di porre alcune domande a Daniele Coletta,...

I’M OPEN, COME IN – Intervista a Calvino

Per la nostra rubrica dedicata agli incontri con giovani talenti del panorama musicale italiano, parliamo oggi con Calvino (Niccolò Lavelli) : alcune essenziali domande per iniziare ad entrare nel suo mondo. Chi è...

Alessio Tommasoli

Chiamatemi pure trentenne, giovane adulto, o millennial, se preferite. L'importante è che mi consideriate parte di una generazione di irriverenti, che dopo gli Oasis ha scoperto i Radiohead, di pigri, che dopo il Grande Lebowsky ha amato Non è un paese per vecchi. Ritenetemi pure parte di quella generazione che ha toccato per la prima volta la musica con gli 883, ma sappiate che ha anche pianto la morte di Battisti, De André, Gaber, Daniele, Dalla. Una generazione di irresponsabili e disillusi, cui è stato insegnato a sognare e che ha dovuto imparare da sé a sopportare il dolore dei sogni spezzati. Una generazione che, tuttavia, non può arrendersi, perché ancora non ha nulla, se non la forza più grande: saper ridere, di se stessa e del mondo assurdo in cui è gettata. Consideratemi un filosofo - nel senso prosaico del termine, dottore di ricerca e professore – che, immerso in questa generazione, cerca da sempre la via pratica del filosofare per prolungare ostinatamente quella risata, e non ha trovato di meglio che il cinema, la musica, l'arte per farlo. Forse perché, in realtà, non esiste niente, davvero niente  di meglio.