
Oggi, martedì 9 dicembre, si è svolta a Milano la conferenza stampa per il nuovo film di James Cameron, Avatar: Fuoco e Cenere, che uscirà in Italia il 17.
I membri del cast presenti in sala erano Sam Worthington, Stephen Lang, Jack Champion, Trinity Jo-Li Bliss e Bailey Blass.
Avatar, l’opera-mondo
L’amore per il progetto di Cameron, il rispetto per la visione artistica e tecnica che il regista ha messo in piedi, traspaiono dalle parole degli attori. Stephen Lang (Miles Quaritch) dice: «È una grande fortuna dal punto di vista professionale, lavorare, anche a livello personale, con una personalità così creativa e visionaria come James Cameron».
Soprattutto perché, piano piano, alle vecchie glorie del primo film si stanno affiancando dei nuovi interpreti che rappresentano il futuro della saga, nel nostro mondo come su Pandora.
«È interessante fare parte di un progetto che non capiamo ancora appieno. Non riusciamo a capire quanto sia pionieristico. Noi non conoscevamo il cinema prima di James Cameron, eravamo bambini. Siamo stati trattati con molto rispetto e spirito collaborativo» dice Trinity Jo-Li Bliss (Tuk).
Ma le parole più forti le ha pronunciate Jack Champion (Spider) cui è riservato un ruolo fondamentale e catartico nel terzo capitolo: «Io non saprei chi sono senza Avatar, perché ho fatto il mio casting quando avevo 12 anni. È stata una parte integrante della mia vita fino adesso. È veramente un benedizione per me».
La profondità del messaggio di Cameron
L’utopia sociale di Avatar, un mondo dove la condivisione e la connessione tra individui rendono possibili cose impensabili, è minacciata dall’egoismo umano e ora anche da un nuovo clan.
È opinione del cast stesso che quanto appare nella saga sia il riflesso di un periodo buio per la nostra società, ma che contenga anche un messaggio di speranza di Cameron e la sua personale risposta a tutto questo.
«Noi stiamo vivendo momenti difficili, di grande precarietà, incertezza. E l’unica cosa che abbiamo è il nostro amore reciproco. È questo quello che ci ha detto James. Si tratta di essere tutti connessi. È nostra responsabilità fare qualcosa, promuovere l’amore reciproco e per l’umanità, per correggere i problemi e le storture che ci possono essere». (Sam Worthington/Jake Sully)
L’amore di Cameron per il cinema e il futuro della società umana si riflettono nella sua poetica. Il suo narrare storie è un modo per confortarci e spronarci. «Quello che l’umanità desidera, sono le storie, perché queste illuminano il nostro passato e il nostro futuro, e alle volte rendono anche il presente molto più sopportabile. E James Cameron è veramente un maestro nel raccontare storie. Io credo che questa sia veramente la forza più grande. Lui scrive una storia che ci connette a livello mondiale» (Stephen Lang).
Avatar, un sogno di grandezza
Sam Worthington, parlando di che cos’è questo nuovo capitolo della saga ha detto: «Le emozioni sono espresse in maniera più profonda. Il primo e il secondo Avatar avevano lo stesso DNA, mentre per quanto riguarda il terzo, il mondo è più grande, e così anche le emozioni si approfondiscono. C’è ovviamente un file rouge con il secondo capitolo, poiché li abbiamo girati insieme. Quello che abbiamo provato come attori in La via dell’acqua, lo abbiamo riversato in Fuoco e cenere. Ogni personaggio cerca di trovare la propria collocazione».
La saga di Avatar poi è certamente un bagliore di speranza per i cinema di tutto il mondo, perché è composta da opere che rendono pienamente solo nella condizioni imposte e proposte dalle sale cinematografiche.
Come ha ribadito Jack Champion: «Mi auguro che Avatar possa incoraggiare la gente a tornare al cinema a vedere i film. È unico quando si va al cinema, si piange insieme, si ride, si applaude quando muore il cattivo. A casa non puoi avere le stesse reazioni».
In breve
Il 17 dicembre si apre una nuova epica porta sul mondo di Pandora, sul sogno costruito da James Cameron. Andate in sala a vedere quest’opera grandiosa.
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