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L’amore tossico in una coppia lesbica in “Ragazza, donna, altro” di Bernardine Evaristo

Bernardine Evaristo, Ragazza, donna, altro - credits: Big Sur edizioni

Ragazza, donna, altro è una raccolta di dodici racconti, scritti da Bernardine Evaristo. In Italia il libro è stato pubblicato da Edizioni Sur nel novembre 2020 e tradotto da Martina Testa. Inoltre con quest’opera l’autrice si è aggiudicata il Man Booker Price a pari merito con The Testaments di Margaret Atwood. E nonostante sia valsa all’autrice le luci della ribalta, almeno in Italia, si tratta già dell’ottavo testo di Bernardine Evaristo. Dopo aver esordito nel 1994 con la raccolta di poesie Island of Abraham, ha pubblicato diversi racconti e romanzi con uno stile ibrido tra prosa e poesia che caratterizza anche quest’ultimo lavoro.

Bernardine Evaristo - Credits: Web
Bernardine Evaristo – Credits: Web

Ragazza, donna, altro è un’opera corale che ha per protagoniste dodici donne britanniche, per lo più afro-discendenti. Il libro è diviso in quattro capitoli e ciascuno narra le storie di tre donne che sono connesse tra di loro (principalmente da un rapporto madre-figlia). Ogni storia di per sé ha una sua peculiarità e incarna perfettamente il concetto di intersezionalità.

Un episodio che mi ha colpita particolarmente si trova nel primo capitolo. È la storia di un amore tossico tra Dominique e la sua compagna Nzinga. Dominique, teatrante lesbica e fervente attivista, incontra casualmente nel centro di Londra l’affascinante Nzinga. Tra le due nasce subito una storia d’amore molto intensa che spingerà Dominique a seguire Nzinga negli Stati Uniti e a lavorare con lei nella comune femminile Spirit Moon.

Atteggiamenti machisti e patriarcali: la dipendenza

Dominique, nonostante l’amore profondo che prova per Nzinga riconosce in lei una volontà di controllo che equipara a quella dei peggiori maschilisti. Questa volontà di controllo passa attraverso i più piccoli gesti quotidiani, che Nzinga giustifica come schiavitù d’amore nei confronti di Dominique ma che rendono quest’ultima totalmente dipendente da lei. Con profondo rammarico di Dominique che “cominciò a rimpiangere di aver permesso a Nzinga di fare tutto e prendere decisioni al posto suo”. Tra le altre cose, Dominique viene privata della propria libertà economica. Questo problema si pone quando Dominique decide di scappare tramite l’aiuto di una delle donne di Spirit Moon ma non ha i mezzi per farlo perché: “[Nzinga] non ha mai veramente aggiunto il mio nome a quello che doveva essere un conto in banca cointestato”.

Copertina edizione inglese - Credits: Web
Copertina edizione originale della raccolta – Credits: Web

Isolamento e possessività

Progressivamente si instaura un atteggiamento di isolamento e possessività. Non solo con gli estranei, come possono essere gli uomini in città, ma anche le amiche o le donne della comune Spirit Moon che lavorano insieme a loro. Chiunque diventa un nemico che contrasta il loro amore. Questo concetto di progressivo isolamento ritorna spesso sottolineando i vincoli della costrizione, poiché “lei non era davvero libera di parlarci, altrimenti poi sarebbe stata rimproverata di aver detto qualcosa che non doveva”. Non solo le altre persone costituiscono una minaccia, ma la stessa Dominique è continuamente sotto accusa. Quando la possessività di Nzinga culmina nella violenza fisica Dominique pensa di andarsene ma, come spesso accade alle vittime di violenza “si disse che era successo un’unica volta, ma scoprì che non era così quando i pugni da uno diventarono molti”. 

Se in un articolo di giornale o in un post su Facebook avessimo letto di comportamenti analoghi in una coppia eterosessuale saremmo rimasti sconcertati. Leggerli in riferimento a una coppia lesbica può sembrare insolito, perché non se ne parla mai. Due donne, femministe per giunta, possono vivere un rapporto tossico? La risposta è sì, perché come Evaristo illustra brillantemente in questo racconto, a prescindere dalle idee che abbiamo e quanto possiamo impegnarci nel metterle in pratica, veniamo cresciuti in un sistema cis-etero patriarcale. Anche chi fa parte di una minoranza discriminata non è immune dall’assimilazione di certi costrutti sociali. Per provare a superarli questo libro è sicuramente un primo passo.

Chiunque si trovi in una situazione simile a quella descritta in questo articolo può contattare il numero 1522 per chiedere aiuto. Chi ti ama non pensa che tu sia di sua proprietà, non ti umilia, non ti picchia. Non ti meriti quello che ti sta succedendo e non ne hai colpa.

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Last modified: 26 Marzo 2021
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