Biennale Teatro 2021 - Gianni Forte e Stefano Ricci, Direttori del settore Teatro / ©Andrea Avezzù
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Gianni Forte, Stefano Ricci – Biennale Teatro 2021 ©Andrea Avezzù

Torna, quest’anno alla sua 49esima edizione, il Festival Internazionale del Teatro della Biennale di Venezia. Primo anno alla direzione artistica per il duo composto da Stefano Ricci e Gianni Forte (ricci/forte), che hanno presentato ieri in conferenza stampa Blue, il programma del festival in scena dal 2 all’11 luglio.

“Partiremo proprio dal blue e dalle sue infinite variazioni per tracciare il filo dei nostri giorni, illuminare le scosse di un’umanità che sente il bisogno di inventare – senza cedere alla congiura della nostalgia e farsi travolgere dalla spirale del rimpianto – nuove forme di vita, una Rinascenza universale sotto ogni profilo”.

Un fitto programma di artisti italiani e stranieri, composto da Krzyszt of Warlikowski (Leone d’Oro), Kornél Mundruczó con il Proton Theatre, Roberto Latini, Kae Tempest (Leone d’Argento), Thomas Ostermeier e Edouard Louis, Danio Manfredini, Francesco Pititto e Maria Federica Maestri di Lenz Fondazione, Agrupación Señor Serrano, Filippo Andreatta e il suo Office for Human Theatre, Adrienn Hód, Paolo Costantini (vincitore del bando Biennale College Registi 2020-21).

“Pensiamo a colori e vedremo il mondo diverso”

Artisti eterogenei che presenteranno al festival opere d’interferenza fra linguaggi, tecniche, codici e mezzi espressivi in dialogo con le urgenze del presente. “Non un solo teatro ma molti teatri possibili. Plurali come l’universo perché il pensiero libero non conosce né dogane né frontiere”, ribadiscono i direttori.

Insieme ad alcuni dei registi invitati, ospiti e maestri per il programma di masterclass di Biennale College: Martin Crimp, Chiara Guidi e Galatea Ranzi, Leo Muscato con Nicole Kehrberger e il maestro Riccardo Frizza, Monica Capuani, Andrea Porcheddu, Davide Carnevali.

E ancora il costante impegno produttivo di Biennale College, che ai progetti biennali per registi italiani under 35 e autori italiani under 40, aggiunge da quest’anno il progetto per performer italiani e stranieri under 40. Due lavori performativi inediti scelti dai direttori fra le proposte, debutteranno all’interno del festival.

Tutte le informazioni sulle attività 2021 del settore Teatro sono disponibili sul sito della Biennale di Venezia.

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Nata nella terra dove il fuoco dell’Etna incontra il limpido Mar Mediterraneo, l’arte è da sempre la mia passione, in tutte le sue declinazioni. Da piccola mi piaceva leggere, guardare film di ogni genere, scrivere racconti e poesie, girare per musei, ma è solo varcando per la prima volta la porta di un teatro che ho capito la mia vocazione. “Crescendo e cercando”, ho scelto di frequentare il corso di laurea in scienze della comunicazione. Nel frattempo il teatro mi ha nutrito e ha occupato tutto il mio tempo libero. Decisi di fruirne a 360 gradi, non solo “facendolo” studiando in un’accademia e portando in giro per l’Italia spettacoli con diverse compagnie, ma anche vedendolo, vivendolo da spettatrice e, con il tempo, da redattrice. Finita la triennale non ebbi dubbi: emigrai in quel di Bologna per specializzarmi al Dams e iniziai a collaborare con diverse testate giornalistiche, venendo ospitata in vari festival e convegni. L’arte cambia con la società e ci si specchia dentro. Il teatro ne coglie gli umori, e li trasferisce al pubblico nel celeberrimo qui e ora che non teme (perché non ha) paragoni con nient’altro.

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