Renée Zellweger in Bridget Jones - Un amore di ragazzo, regia di Michael Morris. Courtesy of Universal Studios
Renée Zellweger in Bridget Jones - Un amore di ragazzo, regia di Michael Morris. Courtesy of Universal Studios

Il 2025 segna un atteso ritorno per i fan di Bridget Jones con l’uscita del quarto film della saga, Bridget Jones – Un amore di ragazzo. Dopo oltre vent’anni, la goffa, disorganizzata, ma irresistibile protagonista, interpretata ancora una volta da Renée Zellweger, torna sul grande schermo in una storia che la vede più matura, più consapevole e forse, più vicina a tutti noi, specialmente quando usa Tinder.

Il film, in uscita in Italia il 27 febbraio con anteprime speciali a San Valentino, segna anche il ritorno di alcuni dei volti più amati della saga: Hugh Grant, Emma Thompson e Colin Firth, che insieme a Zellweger danno nuova vita ai personaggi iconici che ci hanno accompagnato nei capitoli precedenti.

La trama: un viaggio di crescita e rinascita

Bridget Jones – Un amore di ragazzo segue un momento cruciale della vita di Bridget che, dopo la dolorosa perdita del marito Mark Darcy, si trova ad affrontare un profondo cambiamento. Vedova e madre di due figli, la protagonista intraprende un percorso di crescita personale in cui deve fare i conti con il lutto e le sfide della maternità, mentre cerca di ritrovare sé stessa in una nuova fase della vita. Sebbene il ricordo di Mark sia ancora vivo nel suo cuore, la sua vita sentimentale prende una nuova piega con l’ingresso di due uomini: il giovane e affascinante Roxster (Leo Woodall) e il più maturo Paul (Chiwetel Ejiofor).

A differenza del passato però, la “lotta per il cuore” di Bridget non si gioca più su inseguimenti o competizioni tra uomini, ma su una riflessione profonda sulle sue scelte. Questa volta Bridget non è più spinta dal desiderio di trovare l’amore a ogni costo, ma dalla necessità di fare scelte consapevoli, in equilibrio tra il suo ruolo di madre e il bisogno di essere finalmente in pace con sé stessa.

Billy Darcy (Casper Knopf), Mabel Darcy (Mila Jankovic) e Bridget Jones (Renée Zellweger) in una scena di Bridget Jones - Un amore di ragazzo. Courtesy of Universal Pictures
Billy Darcy (Casper Knopf), Mabel Darcy (Mila Jankovic) e Bridget Jones (Renée Zellweger) in una scena di Bridget Jones – Un amore di ragazzo. Courtesy of Universal Pictures

Un nuovo inizio per Bridget Jones

Il film si apre con la morte di Mark Darcy, un evento che segna un grande punto di svolta nella vita di Bridget. Il dolore per la perdita del marito viene trattato con sobrietà, senza eccessi melodrammatici, ma con una profondità che arricchisce la storia, che mancava nei precedenti capitoli della saga.

Il lutto segna il punto di partenza di una nuova vita per la protagonista, in parte distante dalla Bridget che conoscevamo anni fa. Eppure, nonostante i cambiamenti, sempre la stessa: pasticciona, ironica, e con un cuore grande.
La protagonista, ormai adulta, si trova ad affrontare la maternità, la difficoltà di sentirsi “perfetta” come le altre madri e la lotta interiore nel superare un dolore così grande. In questo percorso, il film riesce a trovare l’equilibrio tra umorismo e introspezione, unendo la leggerezza tipica delle rom-com a una narrazione che ci invita a riflettere sul tempo che passa e sulla consapevolezza che cresce con l’età.

Il nuovo capitolo di Bridget Jones tra passato e presente

Bridget Jones – Un amore di ragazzo non è solo un viaggio nella crescita di Bridget, ma anche un omaggio sentito alla saga che ci ha accompagnato nel corso degli anni. Sebbene il film porti con sé una visione più matura e consapevole della protagonista, la nostalgia è un elemento che non manca.

Molti dei momenti iconici dei primi film fanno la loro comparsa: le passeggiate sul Tower Bridge, il ballo in pigiama, le risate con gli amici di una vita al pub. Il film quindi non è solo una storia sulla crescita personale di Bridget, ma anche un tributo alla saga che ha segnato un’epoca nel panorama delle commedie romantiche.

Dopo Bridget Jones’s Baby, che purtroppo ci aveva lasciato un po’ di amaro in bocca nonostante il ritorno del regista Sharon Maguire, il nuovo capitolo ci riporta inaspettatamente nel confortevole mondo di Bridget. Merito della regia di Michael Morris (alla sua opera seconda dopo To Leslie) che con il suo approccio fresco e originale rende omaggio al personaggio che abbiamo imparato ad amare fin dal primo film del 2001.

In Bridget Jones – Un amore di ragazzo troviamo quindi un rispetto per il passato, ma anche uno sguardo nuovo che, seppur ancorato ai momenti che ci hanno fatto innamorare di Bridget Jones, ci regala una protgonista più matura, capace di affrontare con serenità i cambiamenti che la vita le presenta.

Il ritorno di Hugh Grant

Un altro grande ritorno in Bridget Jones – Un amore di ragazzo è quello di Daniel Cleaver, interpretato da Hugh Grant. Nonostante siano passati anni, il personaggio di Cleaver torna con lo stesso umorismo tagliente che lo ha sempre contraddistinto, in linea con quello della ginecologa cinica interpretata dalla collega Emma Thompson.

Seppur meno irruento rispetto ai primi film, il ritorno di Hugh Grant è sicuramente una piacevole sorpresa, una ventata di leggerezza e comicità in contrasto con i toni più emotivi del film. Daniel, ora padre del giovane Enzo, non è più l’affascinante dongiovanni di un tempo, ma un uomo più consapevole con una vena di autoironia che rende il personaggio decisamente più sensibile ma sempre un po’ irresponsabile e immaturo.

La sua interazione con Bridget, pur non essendo romantica, è una sorta di richiamo al passato, con quel mix di divertimento e affetto che ha sempre reso speciale il loro rapporto. Il suo ritorno, accompagnato da brillanti battute, è un richiamo alla parte più leggera e spensierata della saga, che ci ricorda quanto Bridget Jones sia riuscita a mescolare il comico con il sentimentale, senza mai sacrificare l’autenticità dei suoi personaggi.

Un finale che ci meritiamo

Nonostante la comicità che da sempre caratterizza la storia di Bridget, questo capitolo riesce anche a toccare temi più profondi. Un dialogo significativo sulla vita e la morte si sviluppa attraverso l’apparizione di un gufo, simbolo della presenza di Mark anche dopo la sua scomparsa. Questi momenti delicati, impreziositi da un pizzico di magia, aggiungono una dimensione inaspettata al film, emozionando senza mai cadere nel melodramma.

La Bridget di oggi non è più la stessa di vent’anni fa, ma la sua crescita ci lascia con un messaggio chiaro: anche nelle difficoltà, il cambiamento è possibile, e l’amore trova sempre la sua strada. In questo percorso di rinascita, come le ricorda il padre Colin, «non basta sopravvivere, bisogna vivere!». Un monito che esprime perfettamente la nuova consapevolezza che guida Bridget a vivere la sua vita con un rinnovato senso di libertà.


Bridget Jones – Un amore di ragazzo non è solo un ritorno alle origini, ma anche un’evoluzione che regala alla saga il finale che merita. Un dolce addio alla nostra amata Bridget, ma anche un invito a non smettere mai di lottare per la felicità, a qualsiasi età.

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