Broadway

Dove si situerebbe in classifica la bellezza di Atene se si incontrasse con la Broadway Avenue dei teatri di rivista di New York?

Se il caos ateniese, i suoi palazzoni sbiancati di cemento senza mai il tetto coperti di graffiti, i mercati puzzolenti del pesce e delle spezie, i viottoli intorno all’Acropoli che si scontrano coi dimostranti incappucciati appena scesi a piazza Syntagma, davanti al parlamento più scioperato del mondo, se il porto più grande d’Europa, comprato dai cinesi per pochi euro, si tingesse dei colori di un musical queer newyorkese?

Semplice, diventerebbe uno show di strada, uno show punk e squatter, uno show povero e ladro, dove si balla per rubare i portafogli al pubblico distratto e stanco, in piedi e sudato e non per far pagare il biglietto a un bagarino o a una cassa.

Pickpocket

Il film di apertura del Mix Festival di cinema LGBTQ+ e cultura Queer di Milano è Broadway di Christos Massalas ed è un clash di stili, tra Hair, Rocky Horrow Picture Show, I Want to Break Free, Priscilla e la rabbia anarcoide del popolo greco contro lo sfruttamento neoliberale in primis delle minoranze, e poi di tutta la popolazione, uno sfruttamento prima di tutto economico. Questo sfruttamento discende nelle forme di un gioco di dominio (e di domino) tra i tre personaggi principali del film: le due ballerine (di cui una +queer) e il loro pigmalione boss in un’altalena di tensioni e rilasci, tensioni e rilasci, scandita da una musica dissonante e invadente e dalle grida di un esercito di regine lesbo e queer.

Il paradiso infatti è sempre nella diversità, specialmente se glitter. Ma esistono davvero un lato maschile e un lato femminile, in cui entrare e scambiarsi? Per Massalas forse sembra di sì, e dopotutto sembra che l’uomo sia sempre il dominatore principale.

Ma il palazzo occupato che è il teatro di posa per lo spettacolo di rivista di strada greco è infestato dagli insetti, non dagli uomini: è povero e ladro.

Un regista tuttofare

Massalas, che dei suoi film è sempre anche scenarista e quasi sempre anche produttore, ritorna al lavoro dopo cinque anni di pausa con un film esplosivo, sensibile e coinvolgente, a dimostrazione che dopotutto – come insegna la famigerata moda greca – anche staccare e  riposarsi, qualsiasi ne sia la causa, è più spesso una fine che un inizio.

I suoi cortometraggi precedenti Copa-Loca, Flowers and Bottoms, Make-Up erano stati notati a Cannes, Los Angeles, al bellissimo festival di Salonicco, al Milano Film Festival (in cui Make-Up aveva vinto il premio del pubblico) e raggranellato vari altri premio in giro per il globo.

Massalas torna a lavorare con Elsa Lekakou e una troupe affiatata e rodata, in cui ogni tassello sembra funzionare in disastrato accordo col resto del puzzle.

Il cinema greco, mai troppo brillante comparato ad altre cinematografie dei Balcani e dell’area mediterranea, ha trovato una nuova voce per dar vita alle sue problematiche, bellezze, ossessioni.

Il MIX prosegue fino a domenica con un ricco programma di proiezioni (50 titoli in gara con 36 anteprime), incontri, presentazioni, concerti, dj set e altro, al Piccolo Teatro Strehler, al Cam Garibaldi e alla Casa degli Artisti di Milano.

Tutte le proiezioni sono gratuite ed è possibile seguirle anche in streaming, caldeggiata la presenza però, almeno per chi è zona: afa garantita.

Segui FRAMED su Instagram e Facebook per aggiornamenti sul MIX. Siamo anche su Telegram.

Al cinema come nella vita non credo esistano cattive storie, ma solo storie raccontate male, per questo preferisco ormai la rarefazione dei linguaggi, la sperimentazione, la visionarietà. Sarei felice che la video-arte entrasse nelle multisale, magari passando per Bill Viola e Studio Azzurro. Nel cinema europeo il mio epitome è Fassbinder, nel cinema USA mi hanno conquistato i road movies (e Wenders). Se dovessi descrivermi in una parola direi… una parola forse non è abbastanza. Blu.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui