Brooklyn Nine-Nine, Netflix

Se non avete mai sentito parlare di Brooklyn Nine-Nine o non l’avete ancora iniziata, è arrivato il momento di dare una possibilità a questa serie.

Brooklyn Nine-Nine è una serie comedy ambientata nel Distretto 99 di Brooklyn (inesistente nella realtà), quindi intrecciata verticalmente con indagini della NYPD e casi da risolvere. Orizzontalmente, tuttavia, ossia nello sviluppo cronologico degli episodi, dà il meglio di sé con la progressiva costruzione dei personaggi. Di stagione in stagione è possibile riconoscere una struttura ben precisa. Innanzitutto ogni episodio si apre con una cold open, tipica delle comedy: una breve sequenza sconnessa dal resto dell’episodio che ha il solo scopo di creare una gag prima della sigla. Si tratta di un elemento fisso di tutte le serie comiche più celebri, da Friends a The Big Bang Theory. Tutte le cold open di Brooklyn Nine-Nine sono esilaranti, tanto da diventare il marchio della serie.

Seguendo l’ordine degli eventi, poi, ogni stagione inizia orientativamente in autunno, in modo che tra i primissimi episodi vi siano sempre, oltre quelli classici del Ringraziamento e Feste natalizie, soprattutto quelli dedicati ad Halloween. L’Halloween Heist è un appuntamento immancabile (pur con qualche variante), una gara in cui tutto è permesso e ogni equilibrio del Distretto si ribalta momentaneamente.

Jake Peralta e il Distretto 99

Lo splendido e folle gruppo di protagonisti riuscirà quindi a coinvolgervi e divertirvi già dopo pochi episodi, tanto che, quasi senza accorgervene, avrete già divorato la prima stagione. Sono proprio loro, ognuno con un carattere piuttosto fisso ma sempre interessante e divertente, a rendere imperdibile questa serie.

Iniziando da Andy Samberg, il suo Jake Peralta è il fulcro del Distretto: detective brillante ma uomo piuttosto immaturo. In maniera semplicistica ma efficace, l’abbandono del padre (che lui ricorda costantemente) l’ha segnato nel profondo marcando i tratti infantili del suo carattere. Ama Die Hard e non smette mai di citarlo, ma soprattutto qualsiasi guaio combini, riesce sempre a trovare la soluzione più imprevedibile. È una riserva di sorprese e, ovviamente, di gag memorabili. Una su tutte, la sequenza sulle note dei Backstreet Boys, che riassume perfettamente il personaggio.

Jake Peralta (Andy Samberg) sulle note di I Want It That Way

Accanto a Jake, da un punto di vista romantico, ben presto è chiaro che rimarrà sempre Amy Santiago (Melissa Fumero), anche lei detective brillante, ma ligia al dovere e precisissima. L’esatto opposto di Peralta e un’efficacissima “dolce metà” che completa la psicologia di Jake.

Entrambi, in modo diverso, sono poi ossessionati dal Capitano Holt (Andre Braugher). Jake perché rivede in lui una figura paterna. Amy per il bisogno di essere la più brava agli occhi delle autorità superiori. Da un lato il legame anche affettivo con la coppia protagonista è una delle evoluzioni più belle del personaggio. Dall’altro il suo particolarissimo umorismo è più efficace quando rimane imperscrutabile, nel tono di voce e nell’espressività.

Similmente inscalfibile è Rosa Diaz (Stephanie Beatriz). Un personaggio che gioca sul filo del rasoio tra lo stereotipo della poliziotta tosta in motocicletta e la sociopatia dei serial killer. Le sue reazioni esagerate e spesso colleriche, soprattutto nelle prime stagioni, funzionano perfettamente nell’intento comico, senza renderla mai una macchietta. È un personaggio che vive nel qui e ora. All’inizio è volutamente poco approfondito per creare apposite gag sul suo alone di mistero.

Difficile poi scegliere tra il buffo Charles Boyle e la straordinaria Gina Linetti. Il primo (Joe Lo Truglio) è il miglior amico, un po’ imbranato e strambo, di Jake. Le sue passioni e le sue cicliche ossessioni sono fonte continua di risate. La seconda (Chelsea Peretti) è un elemento imprescindibile delle prime quattro stagioni, dea ex machina, sempre pronta a risolvere qualsiasi assurda situazione con il suo inconfondibile stile-Linetti.

(S-D): Amy, Hitchcock, Scully, Terry, Jake, Holt, Gina, Boyle, Rosa - Brooklyn Nine-Nine
(S-D): Amy, Hitchcock, Scully, Terry, Jake, Holt, Gina, Boyle, Rosa – Brooklyn Nine-Nine

A completare il quadro rimangono i personaggi più delineati e fissi in assoluto, che proprio per la loro riconoscibilità non falliscono mai nell’intento di far sorridere. Si tratta ovviamente di Hitchcock e Scully e in parte anche il Sergente Terry Jeffords. I primi sono un duo da slapstick comedy. Jeffords (Terry Crews) è, come tutti, un personaggio basato su numerosi stereotipi ma è anche quello che se ne libera con più difficoltà. Quando è supportato dagli altri, la sua comicità si inserisce perfettamente nel ritmo della serie, da solo tuttavia sembra un personaggio facilmente dimenticabile rispetto al resto. Ed è uno dei pochi difetti di questa serie.

Proprio per la popolarità dei suoi personaggi, comunque, sul canale YouTube ufficiale di Brooklyn Nine-Nine trovate i video che riassumono al meglio la personalità di ogni poliziotto del 99. E su Netflix trovate le prime sei stagioni, da scoprire o riguardare per l’ennesima volta. In entrambi i casi Jake Peralta e la sua banda di matti sono un antidoto assicurato contro il cattivo umore!

Tutti insieme: NINE-NINE!

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Classe 1993, sono praticamente cresciuta tra Il Principe di Bel Air e le Gilmore Girls e, mentre sognavo di essere fresh come Will Smith, sono sempre stata più una timida Rory con il naso sempre fra i libri. La letteratura è il mio primo amore e il cinema quello eterno, ma la serialità televisiva è la mia ossessione. Con due lauree umanistiche, bistrattate da tutti ma a me molto care, ho imparato a reinterpretare i prodotti della nostra cultura e a spezzarne la centralità dominante attraverso gli strumenti forniti dai Cultural Studies. Tra questi, solo per dirne alcuni, rientrano gli studi post-coloniali, gli studi femministi e quelli etnografici.

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