Cannes 2025. Foto di Joachim Tournebize_FDC
Cannes 2025. Foto di Joachim Tournebize_FDC

Cannes si prepara alla prima giornata di Festival. Come da tradizione l’ultima parte del tappeto rosso è stata montata sulle scale del Grand Palais di fronte a decine di giornalisti, adesso è davvero tutto pronto. Questa sera a inaugurare la 78ª edizione sarà in particolare Robert De Niro, che riceverà la Palma d’oro onoraria dalle mani di Leonardo DiCaprio.

Nelle ore che precedono la cerimonia di inaugurazione, che sarà guidata da Laurent Lafitte, la giuria ha inoltre partecipato alla sua prima conferenza stampa alimentando già il dibattito su un’importante questione che attraversa il Festival.

Cannes e la questione della lettera per Gaza

La presidente di giuria Juliette Binoche si è infatti rifiutata di rispondere alla domanda di una giornalista sul perché il suo nome non figuri tra i circa 400 firmatari di una lettera aperta che il cinema mondiale ha inviato a Libération per denunciare il silenzio mediatico su Gaza. In conferenza Binoche ha affermato di aver avuto dei motivi precisi per non far apparire la sua firma (che secondo alcuni giornalisti francesi, inizialmente c’era), ma che non è sua intenzione rivelarli alla stampa.

Nonostante questa risposta, però, sembra che a Cannes l’intenzione sia quella di non chiudere il cinema in una bolla, provando a dialogare con il mondo e con il presente. Lo stesso maestro di cerimonia, il già citato Lafitte, ha infatti aggiunto in conferenza che «Cannes è spesso un cinema politico, sociale, societario, civico» e che quindi si può «parlare un po’ del mondo senza essere troppo sentenziosi o moralisti, questo (Cannes, ndr) è comunque il posto giusto» per farlo.

In ricordo di Fatma Hossouna

La lettera inviata al giornale francese si intitola A Cannes, l’horreur de Gaza ne doit pas être silenciée, ovvero: A Cannes l’orrore di Gazanon dovrà essere silenziato. E nel testo si legge: «Noi, artisti e personalità della cultura, non possiamo restare in silenzio mentre a Gaza è in corso un genocidio». L’urgenza di una voce per Gaza e per il popolo palestinese viene in questa edizione anche dall’uccisione della fotogiornalista indipendente palestinese Fatma Hassouna, morta a 25 anni insieme alla sua famiglia in un attacco israeliano dello scorso 16 aprile. Fatma Hassouna era (e resta) la protagonista di un film che sarà presentato a Cannes, nella sezione di cinema indipendente ACID: Put Your Soul on Your Hand and Walk, della regista iraniana in esilio Sepideh Farsi.

Un festival meno glamour e (forse) più popolare

Ci si aspetta quindi un Festival che non intende chiudersi, ma comunicare il più possibile con il pubblico. Ne è una piccola dimostrazione anche la scelta di trasmettere la cerimonia in diretta nelle sale francesi, per abbracciare l’intero Paese. Sarà anche un Festival, forse, meno glamour del solito.

È notizia recente infatti la pubblicazione di un nuovo dress code che vieta la nudità e le trasparenze sul tappeto rosso – per motivi di decenza – così come gli abiti troppo voluminosi e ingombranti, per velocizzare i red carpet. Al contrario però, per la prima volta, le regole si ammorbidiscono sulle calzature, ammettendo adesso anche scarpe senza tacco, purché eleganti. Un modo forse per restringere l’influenza dell’alta moda sul festival e riportare l’attenzione sui veri protagonisti, i film.

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