Cha Cha Real Smooth
Credits: AppleTV+ © 2022 Apple

Cha Cha Real Smooth è un classico film indie da Sundance, qualsiasi cosa voglia dire, a partire da titolo che sembra mettere insieme parole a caso ma che in realtà già descrive il tono e la personalità del suo protagonista.

Cooper Raiff lo scrive, lo dirige e lo interpreta, rielaborando il tema più semplice e al tempo stesso più complesso di ogni storia individuale: il passaggio all’età adulta. Il suo Andrew, 22 anni, è un uomo dolce e maturo nonostante l’età. Empatico, schietto e sincero, di quella sincerità che prende in contropiede e che strappa il velo a tante convenzioni sociali. È un personaggio a cui ci si affeziona dal primo minuto, soprattutto per la cura che esprime nei confronti delle persone che lo circondano, dalla madre bipolare al fratello minore David, alla scoperta dei primi innamoramenti.

Cos’è Cha Cha Real Smooth

Terminato il college, Andrew non ha le idee chiare e non sa bene che strada prendere. Si lascia trasportare dagli eventi, poiché a causa del suo carattere solare e del suo innato talento di party starter, diventa la star dei bar e dei bat mitzvah della classe di David. Fare l’animatore alle feste non lo soddisfa come un vero lavoro però gli permette di avvicinarsi sempre di più a Domino (Dakota Johnson), giovanissima madre di una ragazza autistica, Lola (Vanessa Burghardt, attrice a sua volta autistica, il cui casting dimostra anche l’attenzione di Raiff per una rappresentazione non abilista e più corretta possibile).

Domino, come suggerisce forse in maniera troppo evidente il suo nome, è l’elemento che scuote la vita di Andrew e fa crollare alcune sue certezze. Lo fa innamorare perdutamente, convincendolo di poter vivere un sogno che non è il suo, che non gli appartiene ancora. Ma la vita è più complessa di una commedia romantica e il lieto fine secondo i canoni hollywoodiani non appartiene al cinema indipendente da Sundance a cui – tra l’altro – Apple TV+ sta facendo l’abitudine, dopo aver vinto l’Oscar con CODA.

Andrew avrà il suo happy ending, solo che non sarà quello più scontato. Non sarà una fine, prima di tutto, ma un inizio: il momento in cui si renderà conto che avere soltanto 22 anni vuol dire avere una vita di esperienze davanti per imparare a essere felici e amare.

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valeria-verbaro-framed-magazine
Classe 1993, sono praticamente cresciuta tra Il Principe di Bel Air e le Gilmore Girls e, mentre sognavo di essere fresh come Will Smith, sono sempre stata più una timida Rory con il naso sempre fra i libri. La letteratura è il mio primo amore e il cinema quello eterno, ma la serialità televisiva è la mia ossessione. Con due lauree umanistiche, bistrattate da tutti ma a me molto care, ho imparato a reinterpretare i prodotti della nostra cultura e a spezzarne la centralità dominante attraverso gli strumenti forniti dai Cultural Studies.

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