
«Un’esperienza mondiale, potenzialmente, e che quindi rimescola un po’ le carte»: così Marco Bellocchio, nella veste di direttore artistico del CSC ISFF – International Student Film Festival, ha descritto cosa si aspetta da questa prima edizione, in programma a Roma tra l’11 e il 15 novembre 2026, della nuova iniziativa promossa dal Centro Sperimentale di Cinematografia e presentata nella Biblioteca Luigi Chiarini.
Presenti, oltre all’acclamato regista di titoli come I pugni in tasca, La Cina è vicina, i più recenti Il traditore e Rapito e serie tv come Esterno notte e Portobello (oltre al nuovo progetto su Sergio Marchionne), anche altri esponenti del Comitato organizzatore, inclusi la Presidente del CSC Gabriella Buontempo, il vicedirettore del CSC ISFF e Conservatore della Cineteca Nazionale Steve Della Casa e il team di selezione composto dal giornalista e sceneggiatore Pierfranco Allegri, dal filmmaker ed ex allievo CSC Leonardo Malaguti e dalle critiche cinematografiche Ilaria Ferretti e Silvia Pezzopane.
Il cinema del presente
«Si pensa molto al cinema del passato e del futuro ma non al cinema del presente, ed è quello che vorremmo fare, perché ci sono tanti sguardi che non vengono visti, purtroppo, e questo è lo spazio giusto», ha detto Pezzopane, che con gli altri selezionatori avrà l’arduo compito di scegliere le opere finaliste al concorso del CSC ISFF, rivolto ai cortometraggi di studenti (in corso o appena diplomati) delle scuole di cinema (non oltre 3 lavori candidati ciascuna, ogni corto della lunghezza di massimo 20 minuti) da tutto il globo: le iscrizioni saranno aperte fino al 30 giugno (ore 12.00), inviando le proprie proposte attraverso il link https://cscfestival.it/. E il criterio di valutazione, specificato da Allegri, sarà «unicamente la qualità».
Toccherà poi alla Giuria Internazionale, costituita da professionisti del cinema, critici, docenti ed ex allievi di scuole cinematografiche (i nomi verranno svelati nei prossimi mesi), assegnare i premi alla Miglior opera (fiction, animazione, documentario, VFX), alla Miglior regia, alla Miglior sceneggiatura, al Miglior montaggio e alla Miglior fotografia, cui si aggiungono il Premio del pubblico, il Premio speciale per l’innovazione linguistica o tecnologica e le eventuali Menzioni speciali.
«Per il Centro Sperimentale di Cinematografia questo Festival rappresenta una naturale estensione della propria missione: formare, sostenere e accompagnare i nuovi talenti, rafforzando al tempo stesso il dialogo tra culture, linguaggi e visioni diverse», ha detto Buontempo, sottolineando come la presenza di Marco Bellocchio (lui stesso ex allievo del CSC) rappresenti «un valore straordinario: uno sguardo autorevole e libero, capace di riconoscere e valorizzare la ricerca e l’innovazione delle nuove generazioni». Ad arricchire il programma avremo inoltre masterclass, retrospettive (come quella dedicata ai corti di diploma di registi ex studenti del CSC), workshop dedicati allo sviluppo creativo e alla sperimentazione interdisciplinare, incontri e, come anticipato da Della Casa, anche una rassegna sulle opere prime.
Opere prime che hanno spesso segnato la storia della settima arte, da Quarto potere a Fino all’ultimo respiro, e sono «qualcosa di irripetibile», come ha rimarcato Bellocchio (lui, con I pugni in tasca, lo sa bene). In attesa di approfondire ulteriormente, nella cornice della prossima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, i contenuti di questo neonato CSC ISFF, il pluripremiato decano del nostro cinema ha lasciato un’affettuosa raccomandazione al Comitato di selezione dei corti che saranno in gara: «Cercate di guardarli con attenzione, con calma», tenendo a mente l’importanza del «vedere e rivedere».
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