Ryan Coogler e David Jonsson, San Diego Comic-Con, Hall H - Annuncio Black Panther III - (C) Marvel
Ryan Coogler e David Jonsson, San Diego Comic-Con, Hall H - Annuncio Black Panther III - (C) Marvel

Un segreto mantenuto per circa sei mesi, in attesa del grande annuncio nella Hall H del San Diego Comic-Con: Ryan Coogler ha scelto il nuovo Black Panther dell’MCU. Sarà David Jonsson, attore britannico già visto in Alien: Romulus, The Long Walk, Industry e anche nella commedia romantica Incontrarsi a Rye Lane.

Dal palco del panel Marvel a San Diego, inoltre, Coogler ha confermato che Black Panther III sarà girato in pellicola 70 mm e IMAX, dimostrando soprattutto una ulteriore libertà creativa nel MCU dopo il successo di Sinners (I peccatori), realizzato con le stesse modalità.

Black Panther III uscirà nelle sale il 15 dicembre 2028 e porterà sullo schermo il figlio di Re T’Challa, già visto alla fine di Wakanda: Forever. Non si tratta, perciò, di un recasting totale, ma di un modo per dare seguito alla storia della Pantera Nera, onorando al tempo stesso anche la memoria di Chadwick Boseman, scomparso il 28 agosto 2020.

Il lutto improvviso, sei anni fa, aveva convinto Coogler a riscrivere Wakanda: Forever, focalizzandosi su Shuri e su un affascinante villain come Namor, in grado di sospendere la narrazione del Marvel Cinematic Universe e creare qualcosa di completamente a sé stante.

La direzione attuale del MCU, tuttavia, sembra richiedere un cambio di passo, perciò anche se la presenza di Shuri nell’universo Marvel resta confermata, la scelta di un nuovo Black Panther appariva ormai da tempo quasi obbligata per poter proseguire con la narrazione.

Black Panther, un universo coerente

Ryan Coogler è entrato da regista-autore nel MCU. Lo si è compreso subito, dal momento in cui il suo Black Panther nel 2018 ha creato un prima e un dopo nell’industria hollywoodiana. Coogler non si è piegato alla logica del cinecomic ma ha portato la sua visione all’interno, creando un ibrido nuovo.

Per farlo, si è affidato a una squadra di collaboratori di grande talento, dalla costumista Ruth E. Carter alla scenografa Hannah Beachler, fino al compositore Ludwig Göransson e alla direttrice della fotografia Autumn Durald Arkapaw (entrata nella troupe di Coogler da Wakanda: Forever).

David Jonsson (C) Marvel Italia
David Jonsson al San Diego Comic-Con (C) Marvel

Perché David Jonsson è un’ottima scelta

Ciò che funziona nel metodo di Coogler è il modo in cui da regista riesce a gestire l’insieme, valorizzando ogni comparto tecnico e artistico. Fatta eccezione per Michael B. Jordan – con cui ha comunque costruito in simbiosi, fin dagli inizi, una carriera sempre più solida – Coogler non lavora con le star. Anche per questo la scelta di David Jonsson è coerente con l’idea di Black Panther e con il cinema di Coogler. È un attore, di grande talento, al servizio del personaggio e del film, non viceversa.

Non è cioè un nome altisonante a dover attirare l’attenzione sull’opera, ma è il film (al più) a dover dare la possibilità a un bravo interprete di giocare “in Serie A”, tra le major hollywoodiane. Così, anche se Jonsson resta sconosciuto alla maggior parte del pubblico, Coogler ottiene esattamente ciò che vuole: un attore in grado di tenere il profilo basso in attesa di riempire lo schermo, proprio come è successo dieci anni fa, la prima volta che Chadwick Boseman veniva presentato al Comic-Con.

In attesa di scoprire come sarà davvero questo Black Panther, Jonsson intanto sembra avere la stessa gentilezza di Boseman nello sguardo e la stessa eleganza necessaria a interpretare la stirpe regale del Wakanda. Certo è, cioè, che Ryan Coogler raramente sbaglia.

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