Regina Elisabetta II

Dio salvi la Regina! Elisabetta II sovrana di iconologia tra fiction e realtà è il racconto della più nota monarca della contemporaneità, protagonista dell’immaginario audiovisivo e storico di oggi.

Il saggio, della collana Fotogrammi di Bietti Edizioni è redatto da Anna Maria Pasetti e contiene anche un’intervista a Stephen Frears, regista di The Queen con Helen Mirren.

cover Dio salvi la Regina!

Essere troppo normali era pericoloso come essere troppo diversi

Con queste parole la Regina aveva bandito l’odiato documentario Royal Family andato in onda sulla BBC nel 1969. Era un tentativo necessario, secondo il Principe Filippo, per ricordare ai sudditi l’importanza della Corona in un momento in cui l’immagine dei Windsor sembrava debole e priva di vero senso. Si rivelò un fallimento perché troppo normalizzante, fino a sfiorare il ridicolo. Pericoloso proprio perché intaccava il mistero della Corona e della Famiglia reale.

Non lo ricorderemmo nemmeno oggi, se non fosse citato nella grande serie di Peter Morgan, The Crown, che riflette a sua volta sulla costruzione dell’immagine della Famiglia nel tempo, romanzandone alcuni momenti essenziali che portano definitivamente in auge il racconto dei Windsor.

«Uneasy lies the head that wears the Crown»

William Shakespeare, Henry IV – Part III

Sono numerosi i prodotti televisivi e cinematografici che raccontano la storia e gli enigmi di questa famiglia. Molti riguardano la figura vulnerabile e affascinante di Lady D (solo l’ultimo è Spencer). Tutti raccontano di una Regina che «non è previsto che cambi», un simbolo perfetto destinato a rimanere sempre uguale nel tempo, riconoscibile e fedele a se stesso.

Anna Maria Pasetti sceglie di raccontarlo da alcuni punti di vista in particolare, oltre quello emblematico di The Crown: Una notte con la regina (2015), ossia il sogno di ciò che non è stato; The Queen, cioè lo scontro ideologico fra il mito della Regina e quello di Diana defunta e infine forse il più importante: l’apertura dei Giochi Olimpici del 2012.

Il cortometraggio Happy & Glorious [foto in copertina] di Danny Boyle segna il vero e proprio riconoscimento pop della simbologia di Elisabetta II, come afferma Pasetti. È il momento in cui convergono due universi immaginifici, quello di James Bond (Daniel Craig) e quello della Corona: massima esaltazione mediale della Regina, ormai pura icona. Qui di seguito trovate il video.

Se volete approfondire l’argomento vi consigliamo di leggere il saggio di Anna Maria Pasetti.

L’autrice

Anna Maria Pasetti, milanese, critica e giornalista cinematografica, collabora con «Il Fatto Quotidiano» e altre testate. Ha scritto per «Alias», «Ciak», «Rolling Stone». Laureata in lingue con tesi in Semiotica del cinema all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito un MA in Film&Television Studies al Birbeck College di Londra. È stata selezionatrice per la Settimana internazionale della Critica della Mostra del Cinema di Venezia, per il concorso del festival Sguardi Altrove sul cinema al femminile. Nel 2018 ha fondato l’associazione culturale Red Shoes, che promuove la cultura cinematografica britannica in Italia.

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Classe 1993, sono praticamente cresciuta tra Il Principe di Bel Air e le Gilmore Girls e, mentre sognavo di essere fresh come Will Smith, sono sempre stata più una timida Rory con il naso sempre fra i libri. La letteratura è il mio primo amore e il cinema quello eterno, ma la serialità televisiva è la mia ossessione. Con due lauree umanistiche, bistrattate da tutti ma a me molto care, ho imparato a reinterpretare i prodotti della nostra cultura e a spezzarne la centralità dominante attraverso gli strumenti forniti dai Cultural Studies.

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