DOM, prodotto da Riccardo Biadene per KAMA Productions in coproduzione con Nihad Kreševljaković per MESS Sarajevo e Ivana Cvetković Bajrović per Method, con la partecipazione di Global Film Partners Amsterdam

Dal primo marzo 2026 DOM, il documentario diretto da Massimiliano Battistella che ha incantato critica e pubblico alle Giornate degli Autori, Notti veneziane, in occasione della 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, e al al 31° Sarajevo Film Festival, è al cinema.

DOM ha ottenuto ha ottenuto la menzione MDR Film Prize a Dok Leipzig (Festival famoso per selezionare documentari e film d’animazione) e rientra tra i titoli in ‘cinquina’ 2026 per il Cinema del Reale ai prossimi Nastri d’Argento. La risonanza che ha ricevuto, ancor prima di uscire al cinema, è dovuta alla forza di un racconto messo in scena con una forma visiva che con estrema grazia si accorda alla storia di Mirela Hodo, rifugiata in Italia nel 1992 durante l’assedio della sua città.

Battistella la accompagna a Sarajevo per riconciliarsi con il passato, filmando un ritorno carico di aspettative e promesse. Il viaggio che la protagonista percorre passa per persone che non vede da molti anni, luoghi che le ricordano una vita prima di quella che si è trovata a vivere in seguito. La sua ferita piano piano si rimargina, e le immagini la accolgono.

Chi è Mirela Hodo

Mirela è una donna bosniaca di quarant’anni che vive a Rimini con il compagno e i due figli, ma che decide di intraprendere un viaggio per Sarajevo, dove ha vissuto fino all’età di dieci anni all’orfanotrofio Dom Bjelave per poi essere trasferita con altri bambini in Italia allo scoppio della guerra, e di ritrovare la sua città dopo tanti anni. Lì vive ancora sua madre, che non vede da quando è bambina, ma vivono anche alcuni dei suoi più cari amici.

Mirela attraversa un dolore che la accompagna da quando è bambina; intraprendendo un viaggio che ha immaginato tantissime volte, compie un vero e proprio percorso di cura per un senso di colpa e una sofferenza che sono ormai radicati in lei.

La regia di Massimiliano Battistella

Non capita spesso di entrare in contatto con un lavoro come quello realizzato per DOM. Tutto ciò che viene mostrato passa attraverso l’emotività e il sentire più profondo della protagonista. Fidandosi completamente della macchina da presa, e in questo senso del regista, Mirela si mostra in tutta la sua fragilità, senza aver paura di muoversi nel modo che ritiene più sincero. La rappresentazione di Sarajevo rimane lontana dall’effetto “cartolina”, dando priorità a scenari che passano per lo sguardo della donna che vi torna dopo anni, prima che dall’occhio del regista.

DOM si muove inoltre in un dialogo costante tra presente e passato, ricostruito grazie al montaggio e al lavoro sul repertorio, che si alterna alle immagini di Mirela, prima a Rimini e poi a Sarajevo. L’archivio utilizzato va oltre il valore storico, perché è filtrato dalla soggettività della protagonista e dei personaggi con cui entra in contatto. C’è la testimonianza sorprendente di Dom Bjelave durante l’assedio e il girato delle educatrici del centro vicino Rimini, c’è il ricongiungimento di Mirela con una serie di vecchi amici, che è privo di sentimentalismi, eppure così vero da smuovere sentimenti intensi in chi guarda, come se quella storia fosse di tutti.

I prossimi appuntamenti in sala di DOM

DOM, prodotto da Riccardo Biadene per KAMA Productions in coproduzione con Nihad Kreševljaković per MESS Sarajevo e Ivana Cvetković Bajrović per Method, con la partecipazione di Global Film Partners Amsterdam, è arricchito da prezioso materiale d’archivio e da una colonna sonora firmata dal compositore bosniaco Nedim Zlatar, noto per le collaborazioni con il premio Oscar Danis Tanović.

Il documentario vede la collaborazione autoriale della psicodrammaturga Lisa Pazzaglia, al montaggio Desideria Rayner con Giampiero Civico. La fotografia è firmata da Emanuele Pasquet. Il film è stato sviluppato nell’ambito del programma CPH:DOX 2024 e selezionato agli AJD Industry Days / Rough Cut di Sarajevo 2024.

Il tour di DOM prenderà il via il 1° marzo 2026 a Rimini al Cinema Fulgor. Il 2 marzo il film farà tappa a Roma al Cinema Nuovo Sacher di Nanni Moretti. Il 3 marzo sarà la volta di Venezia al Cinema Rossini, mentre il 4 marzo DOM arriverà a Milano al Cinema Anteo. Il 5 marzo il tour proseguirà a Torino al Cinema Centrale e a Roma al Cinema Farnese, per poi spostarsi il 6 marzo a Trieste al Cinema Ariston, mentre l’8 marzo sarà a Firenze al Cinema Alfieri. Il tour proseguirà il 9 marzo Bologna, nell’ambito della rassegna Top Doc, al Cinema Arlecchino, il 12 marzo sarà a Cagliari al Cinema Odissea. Molte altre città si stanno aggiungendo al tour.

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RASSEGNA PANORAMICA
Voto
9
Silvia Pezzopane
Ho una passione smodata per i film in grado di cambiare la mia prospettiva, oltre ad una laurea al DAMS e un’intermittente frequentazione dei set in veste di costumista. Mi piace stare nel mezzo perché la teoria non esclude la pratica, e il cinema nella sua interezza merita un’occasione per emozionarci. Per questo credo fermamente che non abbia senso dividersi tra Il Settimo Sigillo e Dirty Dancing: tutto è danza, tutto è movimento. Amo le commedie romantiche anni ’90, il filone Queer, la poetica della cinematografia tedesca negli anni del muro. Sono attratta dalle dinamiche di genere nella narrazione, dal conflitto interiore che diventa scontro per immagini, dalle nuove frontiere scientifiche applicate all'intrattenimento. È fondamentale mostrare, e scriverne, ogni giorno come fosse una battaglia.
dom-il-ritorno-a-sarajevo-recensione-massimiliano-battistella-cinemaLa risonanza che DOM ha ricevuto, ancor prima di uscire al cinema, è dovuta alla forza di un racconto messo in scena con una forma visiva che con estrema grazia si accorda alla storia di Mirela Hodo, rifugiata in Italia nel 1992 durante l’assedio della sua città.