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La scelta di Anne - L'Événement (Audrey Diwan) Credits: Europictures

Arriverà nelle sale italiane con Europictures il 4 novembre, La scelta di Anne – L’Événement, Leone d’oro di Venezia 78, diretto da Audrey Diwan.

Un film che nasce da un bisogno di espressione intima, artistica e personale, ma che inevitabilmente diventa discorso politico.

Oggi, alla conferenza stampa che anticipa l’arrivo nei cinema, abbiamo avuto l’opportunità di ascoltare direttamente dalle parole della regista i motivi per cui questo film si colloca a pieno titolo nelle narrazioni necessarie al nostro presente.

Un film che pone domande, ma che non forza alcuna risposta

Per chi non ha ancora familiarità con il tema del film, La scelta di Anne – L’Événement è l’adattamento del romanzo autobiografico di Annie Ernaux, una delle maggiori scrittrici francesi contemporanee. (Abbiamo parlato qui del suo La donna gelata, L’Orma Editore). Era il 1963 e l’evento del titolo era l’innominabile aborto, vietato per legge in Francia ma ricercato da Ernaux stessa. Una decisione sofferta, spinta dalle convenzioni di una società incapace di accettare l’autodeterminazione del corpo e dell’esistenza femminile.

A questo proposito, Audrey Diwan ha appunto affermato in conferenza di essersi avvicinata al celebre romanzo di Ernaux dopo aver lei stessa scelto di abortire in passato. La differenza abissale tra l’ambiente protetto e il supporto sanitario da lei ricevuto, in contrasto con la violenza delle pratiche clandestine narrate nel libro l’ha spinta a voler raccontare questa storia.

Una storia che naturalmente si rivolge alle donne, ma che ancor di più si rivolge a chi – e purtroppo, senza alcuna sorpresa, si tratta quasi sempre di uomini – non crede che certe storie andrebbero raccontate. A chi, di fatto, afferma di essere in contrasto ideologico, ma spesso non sa nemmeno bene contro cosa si sta schierando. Ecco, L’Événement squarcia il velo del tabù e, pur con delicatezza, mostra tutto: il dolore, la paura, la rabbia, l’emarginazione, i desideri, i sogni infranti, il sangue, il corpo. E non lo fa per aprire un dibattito politico, anche se questa è la prima conseguenza.

Lo fa per porci di fronte alla più semplice delle domande: perché non siamo tutti dalla parte di Annie? Perché ancora oggi – anche tra gli stessi presenti alla conferenza – c’è ancora bisogno di ribadire che la legge esiste per regolamentare le scelte, questa scelta, ma non per negarle?

Su come lo fa ne parleremo presto, in un approfondimento dedicato al film nei prossimi giorni. Qui di seguito trovate il trailer ufficiale italiano.

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Classe 1993, sono praticamente cresciuta tra Il Principe di Bel Air e le Gilmore Girls e, mentre sognavo di essere fresh come Will Smith, sono sempre stata più una timida Rory con il naso sempre fra i libri. La letteratura è il mio primo amore e il cinema quello eterno, ma la serialità televisiva è la mia ossessione. Con due lauree umanistiche, bistrattate da tutti ma a me molto care, ho imparato a reinterpretare i prodotti della nostra cultura e a spezzarne la centralità dominante attraverso gli strumenti forniti dai Cultural Studies.

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