Falling 2020, Viggo Mortensen
Falling 2020, Viggo Mortensen

Falling è la prima prova da regista per l’attore Viggo Mortensen, e dal trailer, uscito pochi giorni fa, già si capisce che ci farà versare un sacco di lacrime. Il suo debutto dietro alla macchina da presa promette un dramma incentrato su un complesso rapporto padre-figlio, scandito da flashback e momenti del presente, in cui un Willis, genitore testardo e conservatore, ormai anziano e non più auto sufficiente, è costretto a trasferirsi a casa di suo figlio, che vive con il compagno e la loro bambina adottiva.

Scelta non facile accogliere nel proprio angolo di conquistata felicità la persona che per tutta la sua esistenza non ha fatto altro che sottolineare l’inadeguatezza altrui (segnando indelebilmente le vite dei suoi figli).

Nel ruolo del vecchio e irragionevole padre c’è Lance Henriksen (noto per aver vestito i panni dell’inquietante androide Bishop del film Aliens – Scontro finale, 1986) mentre suo figlio John è interpretato dallo stesso Mortensen, che compare anche come sceneggiatore e produttore.

Il film è stato presentato al  Sundance Film Festival 2020 lo scorso gennaio. Ancora non è chiara la data di uscita ma dopo le intense e commoventi interpretazioni in Captain Fantastic (Matt Ross, 2016) e Green Book (Peter Farrelly, 2018, vincitore di tre premi Oscar nel 2019 tra cui quello come Miglior Film dell’anno), non possiamo che aspettarci un altro ruolo che non scorderemo facilmente.

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Ho una passione smodata per i film in grado di cambiare la mia prospettiva, oltre ad una laurea al DAMS e un’intermittente frequentazione dei set in veste di costumista. Mi piace stare nel mezzo perché la teoria non esclude la pratica, e il cinema nella sua interezza merita un’occasione per emozionarci. Per questo credo fermamente che non abbia senso dividersi tra Il Settimo Sigillo e Dirty Dancing: tutto è danza, tutto è movimento. Amo le commedie romantiche anni ’90, il filone Queer, la poetica della cinematografia tedesca negli anni del muro. Sono attratta dalle dinamiche di genere nella narrazione, dal conflitto interiore che diventa scontro per immagini, dalle nuove frontiere scientifiche applicate all'intrattenimento. È fondamentale mostrare, e scriverne, ogni giorno come fosse una battaglia.

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