Film 2021: i migliori secondo la redazione
Film 2021: i migliori secondo la redazione

Tornare al cinema è stato per noi fondamentale: un’emozione che ci ha ripagato di tutto il tempo trascorso ad aspettare. Il 2021 ha costituito un anno di ripartenza, di sale piene e in fermento, nonché la possibilità di tornare, senza distanze, seduti vicini nella condivisione di un film. Qui sotto trovate la selezione della redazione di FRAMED, non una classifica ma per ognuno di noi l’opera che più l’ha colpito.

Annette di Leos Carax

Annette è il ritorno di Leos Carax al cinema con un musical che vede gli Sparks co-autori del soggetto e della colonna sonora, e a nove anni da Holy Motors non potevo chiedere di meglio. Surreale e perturbante, il film è la massima espressione della concezione geniale che il regista ha del cinema e del mondo spettatoriale. In una continua alternanza metacinematografica, i due protagonisti, Henry (Adam Driver) e Ann (Marion Cotillard), ci trasportano verso il drammatico baratro di una relazione per sua natura complessa. Assistiamo alla favola mediatica, ai sentimenti rivelatori, all’assenza di rimorso. Annette racconta una mascolinità in crisi, e la sete d’ambizione, trasformando una qualsiasi storia d’amore in una tragedia epica senza punti di ritorno. Sicuramente l’unico film del 2021 che mi ha lasciato a bocca aperta, per fortuna da sotto la mascherina non si vedeva nulla.

Silvia Pezzopane
Film 2021. Credit: I Wonder Pictures

L’événement di Audrey Diwan

Già tornare regolarmente in sala è stata una delle più belle sensazioni del 2021, anche per questo scegliere un solo film su tutti è difficile. Scelgo allora quello che per me è stato il più importante e significativo, non per forza il migliore: il Leone d’oro di Audrey Diwan. Un’opera piccola, per costruzione e intenzioni, ma enorme nelle sue conseguenze. Un film che costringe a guardare anche quello che non vorremmo guardare e a pensare e sentire tutto quello che prova la sua protagonista. Una stupenda prova di regia, che insiste sulla parzialità dell’inquadratura: una scatola quadrata in cui c’è soltanto la verità di Anne e non esiste altro che la sua scelta. Una storia che varrà sempre la pena raccontare, finché ci sarà anche una sola donna non ancora libera nel suo corpo.

Valeria Verbaro
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Film 2021. La scelta di Anne – L’Événement (Audrey Diwan) Credits: Europictures

Titane di Julia Ducournau

Ogni volta che ci sediamo nella sala buia di un cinema, o sul divano di casa davanti a uno schermo, stiamo formulando una domanda implicita che troverà risposta nelle ore successive. Riuscirà questo film a portarmi altrove? Quando va male ci scarica sullo zerbino in una notte di dicembre, quando va bene è tutto un sentore di brezza primaverile, quando va benissimo vediamo il mondo intero dallo spazio. La fiction speculativa di Julia Ducournau mette assieme tutte e tre le esperienze senza rifuggire da abisso e sublime, avvolgendoci in una trama sensoriale fitta di stimoli – spesso sgradevoli, sempre vivificanti.

Michela Zedda
Film 2021. Titane (© Carole Bethuel)

Bad Luck Banging or Loony Porn di Radu Jude

Tra i grandi film del 2021, quello di Radu Jude (Orso d’oro a Berlino) è stato il più brillante nel rappresentare questo tempo di ossimori. Il suo caos autoritario, la sua atomizzante massificazione, la sua enciclopedica insipienza.

Descrivendo perfettamente, senza didascalie né nostalgie di illusorie (a)normalità, l’era Covid. Con una storia che da essa può tranquillamente prescindere, quella di Emilia. Insegnante progressista processata da una borghesia grottescamente bigotta, per un video erotico finito su internet.

È l’atto di filmare (fuori dal non-senso comune) ad essere sotto accusa. E in questa satira tripartita il cinema esplode, anarchico, corrosivo. Calato nel presente senza esserne suddito, attraversante le assurdità della vita e della Storia. E, così, davvero proiettato nel futuro.

Emanuele Bucci
Katia Pascariu in Bad Luck Banging or Loony Porn. Credits: Lucky Red.
Film 2021. Bad Luck Banging or Loony Porn, microFILM.

West Side Story di Steven Spielberg

L’insperata folgorazione che per il rotto della cuffia ha scombinato le mie classifiche mentali. Vedere al cinema le schermaglie tra Jets e Sharks, il magico (e pericolosissimo) colpo di fulmine tra Tony e Maria, la gioiosa furia di Anita è stata un’esperienza commovente.

Il portato nostalgico di tale operazione è riuscito a combinarsi, grazie soprattutto alla rara perfezione di regia, fotografia, scenografie e coreografie, ad un’urgenza che, prendendo molto dal passato, è anche costitutivamente contemporanea. Un cast di volti perlopiù sconosciuti provenienti dal musical teatrale che impongono con forza la loro potenza scenica dà consistenza a un film che correva il rischio di rimanere un accorato ma vuoto omaggio al passato. Sono innamorata persa di questo film-esperienza per cui trovo ancora difficile trovare le parole adatte a descriverlo.

Alessandra Vignocchi
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Film 2021. West Side Story (Steven Spielberg, 2021) – Credits Walts Disney Studios Motion Pictures

Dune di Denis Villeneuve

Tratto dalla monumentale opera letteraria di Frank Herbert, Dune, per la regia di Denis Villeneuve, si distacca completamente dal predecessore di David Lynch. D’altronde, non è la prima volta che Villeneuve si trova a fronteggiare questa sfida: il confronto con i pilastri del cinema. Già prima ha dovuto occuparsi del sequel di Blade Runner, una vera e propria pietra miliare della fantascienza. Ma già in quel caso era riuscito a vincere la sfida, realizzando un’opera di tutto rispetto. 

E nel caso di Dune è riuscito a fare altrettanto. Non solo il film non teme confronti con l’opera (seppur egregia) di Lynch, ma riesce anche a rendere alla perfezione l’essenza del romanzo di Herbert. Dune è più di un film: è un vero e proprio poema epico portato sul grande schermo. I personaggi appaiono come eroi dell’Iliade che combattono per una causa superiore, mettendo a repentaglio la loro vita. Ognuno ha un destino e uno scopo. E tutte le loro storie si intrecciano sullo sfondo del magnifico pianeta Harrakis, il luogo dove si produce la Spezia, il bene più prezioso dell’Universo. Le distese desertiche, i giganteschi Vermi delle Sabbie, gli eserciti imperiali… Non sarebbero sufficienti venti pagine per descrivere la magnificenza delle immagini, le grandiose atmosfere che Villeneuve riesce a regalarci. Dune è una vera e propria esperienza visiva.

Giulia Losi
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Film 2021. Dune di Denis Villeneuve, Warner Bros.

È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino

È cambiato tutto”. Questa è la frase ricorrente da due anni. Un Mondo alterato, diverso e con il quale non riusciamo più ad interagire. Un’insofferenza continua verso le privazioni, le restrizioni, che hanno segnato soprattutto i più giovani, provocando in loro, un costante disagio nei confronti della realtà attuale.

Una realtà, che quando inizia a non piacerci più, vorremmo cambiare. È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino offre questa possibilità. Attraverso il protagonista, Fabietto Schisa, il regista con una certa chiarezza, dona un messaggio di speranza.

I cavalloni della sofferenza e l’inadeguatezza nello stare al Mondo, rendono quasi impossibile immaginare un’idea di futuro, ma guardando la realtà, attraverso gli occhi di Sorrentino, questa idea sembra poter essere, non solo possibile, ma soprattutto realizzabile da chiunque, nonostante la presenza del dolore umano.

Il regista ci fornisce un vero e proprio vademecum sul come indirizzare il proprio dolore, rendendolo quasi una “conditio sine qua non” per ottenere una rivalsa nei confronti della vita, senza doverlo patire. Occorre puntare i piedi e credere in quella scintilla di follia, insita in noi, per farne un qualcosa di meraviglioso.  

Zia, quando hai detto di aver visto il monaciello io ti ho creduta” dice Fabietto. E per avere una realtà meno scadente, alla vista del monaciello, è giusto che iniziamo a crederci un po’ tutti noi, soprattutto in questi tempi.

Annamaria Martinisi
È stata la mano di Dio, Paolo Sorrentino - Netflix
Film 2021. È stata la mano di Dio, Paolo Sorrentino – Netflix

The Last Duel di Ridley Scott

Il 2021 è stato l’anno di Ridley Scott. Oltre a House of Gucci, ad ottobre è stato distribuito nelle sale The Last Duel (adesso su Disney+, qui la recensione). Presentato nella sezione Fuori Concorso alla Biennale di Venezia, vede nel cast nomi del calibro di Matt Damon, Adam Driver, Jodie Comer e Ben Affleck.

The Last Duel è un film che aspettavo da molto e che non ha deluso le mie aspettative. Basato sul romanzo storico omonimo del 2004, racconta la vera storia di un crimine all’epoca della Guerra dei cent’anni: Marguerite viene molestata dal cavaliere Le Gris, amico intimo di suo marito Jean de Carrouges; lui nega ma lei non resta in silenzio e lo accusa; inizia così uno dei processi più famosi di sempre. Un film che racconta il coraggio e la perseveranza di una donna che si ribella al sistema in cui vive, e porta avanti la sua causa a testa alta senza mai farsi piegare.

Rebecca Fulgosi
Film 2021. 20th Century Studios’ THE LAST DUEL. Photo credit: Patrick Redmond. © 2021 20th Century Studios. All Rights Reserved.

Leggi anche il nostro Best of delle serie TV del 2021.

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