Franco Battiato. Il lungo viaggio. Dario Aita fotografato da Azzurra Primavera
Franco Battiato. Il lungo viaggio. Dario Aita fotografato da Azzurra Primavera

Giovedì 22 gennaio 2026. Siamo all’Anteo Palazzo del Cinema a Milano. Nell’aria si respira quasi lo spirito dell’artista che il film di oggi racconta. O forse è così che lo viviamo noi, in attesa da tempo di Franco Battiato. Il lungo viaggio.

La presentazione del film non è stata solo una restituzione di un biopic, ma un momento di riflessione collettiva sull’eredità di un genio che ha segnato la cultura italiana, uno degli artisti più visionari italiani di tutti i tempi.

Il film, una coproduzione Rai Fiction e Casta Diva Pictures, diretto da Renato De Maria, si prepara a debuttare nelle sale come evento speciale il 2, 3 e 4 febbraio, distribuito da Nexo Studios, prima di approdare su Rai 1. Sono intervenuti durante la conferenza stampa, oltre al regista e alla sceneggiatrice Monica Rametta, Dario Aita, l’attore chiamato all’impresa di incarnare il “Maestro”, Leonardo Ferrara (capostruttura Rai Fiction), Francesca Chiappetta, produttrice Casta Diva e Cristina Battiato, presidente della Fondazione Franco Battiato ETS.

Sinossi

Uno sguardo avvincente sulla vita e sulle passioni di uno dei più grandi artisti della musica italiana: il film segue il percorso del giovane Battiato dalla Sicilia al suo arrivo a Milano, esplorando i momenti cruciali del cammino verso il successo e seguendolo fino al ritorno nell’amata terra d’origine.

Il racconto di un viaggio interiore, in cui la natura dell’artista, già incline alla spiritualità, si trasforma in una ricerca più consapevole. Al centro della narrazione anche l’evoluzione del suo talento musicale e alcuni degli incontri significativi che hanno plasmato la sua carriera e il suo spirito creativo, tra cui quello con Giuni Russo, Juri Camisasca e Giusto Pio, amico e coautore di molti dei brani più iconici del repertorio di Battiato.

Un’interpretazione “per sottrazione”

Quando Dario Aita prende la parola, la prima domanda è inevitabile: come si può interpretare Battiato? L’attore siciliano, con una flemma che sembra aver mutuato proprio dal suo personaggio, risponde parlando di un lavoro di sintonizzazione e di una “luce mistica” del cantautore, che ha cercato di carpire, facendola diventare sua, in tutte le sue forme esprimibili.

«Dirò che non si diventa Franco Battiato. Una delle sfide più grandi che tutti noi dovevamo affrontare era quella di staccarlo un attimo dall’icona che era, farlo ritornare tra di noi e guardarlo negli occhi come si fa con qualsiasi altro essere umano. In fondo anche i santi erano degli esseri umani», spiega Aita. 

La regia di Renato De Maria, tra visione e realtà

Renato De Maria ha sottolineato come il biopic non voglia essere un’enciclopedia della vita di Battiato, ma un viaggio sensoriale. Il film esplora gli incontri decisivi: quello con Giusto Pio (interpretato da Giulio Forges Davanzati), con il quale nacque un sodalizio artistico leggendario, e con figure come Fleur Jaeggy (Elena Radonicich) e Juri Camisasca.

La scelta stilistica è quella di un racconto “intimo e visionario”, dove la musica originale, curata da Vittorio Cosma con Giuvazza Maggiore, non è solo colonna sonora ma tessuto narrativo. Durante la conferenza è stato ricordato un aneddoto emblematico riportato dallo storico manager Bruno Tibaldi: il momento in cui, dopo anni di sperimentazione d’avanguardia che lo avevano reso un artista di nicchia, Battiato disse con disarmante onestà: “Ho deciso di fare successo”. Da lì, il pop visionario di Battiato non fu più lo stesso.

Il cast e la partecipazione della Fondazione

Importante la presenza in sala di Cristina Battiato, Presidente della Fondazione Franco Battiato ETS, che ha supportato il progetto garantendo che la statura morale e artistica dello zio fosse rispettata. Il cast vanta anche la partecipazione straordinaria di giovani talenti della musica contemporanea come Joan Thiele e Anna Castiglia, a sottolineare come il messaggio di Battiato sia ancora un ponte verso le nuove generazioni.

Perché non perdere Franco Battiato. Il lungo viaggio

Con Franco Battiato. Il lungo viaggio si può parlare di un’opera che promette di non essere un’operazione nostalgia, ma un invito a ritrovare quel “centro di gravità permanente” che si avvicina il più possibile alla verità; quella cercata, rincorsa e trovata di Franco Battiato.

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Annamaria Martinisi
Sono il risultato di un incastro perfetto tra la razionalità della Legge e la creatività del cinema e la letteratura. La mia seconda vita è iniziata dopo aver visto, per la prima volta, “Vertigo” di Hitchcock e dopo aver letto “Le avventure di Tom Sawyer” di Mark Twain. Mi nutro di conoscenza, tramite una costante curiosità verso qualunque cosa ed il miglior modo per condividerla con gli altri è la scrittura, l’unico strumento grazie al quale mi sento sempre nel posto giusto al momento giusto.