ABBA - Foto via TikTok

Bee Gees, jeans a zampa, chitarre e disco dance…no, non è una serata revival a tema anni ‘70 di boomer nostalgici. Sono piuttosto i pomeriggi dei loro nipoti che scrollano compulsivamente la FYP di TikTok. Il mezzo può piacere o no, lo si può comprendere o meno ma, se c’è un pregio intoccabile della cultura pop di oggi, è la convivenza tra mondi, la mescolanza dei generi e la rottura di quelle gerarchie statiche tipiche di epoche storiche diverse.

Non c’è niente di esecrabile, oggi, nelle contaminazioni tra mondi apparentemente agli antipodi come la trap e il punk. La resistenza da parte di una certa fetta di pubblico e di addetti ai lavori – vedi Manuel Agnelli a X Factor 2021 che prende i Nirvana cantati con l’Auto-Tune quasi come un’offesa personale – è fisiologica. La Gen Z tuttavia non sente ragioni e continuerà a ballare Blanco e gli Abba in discoteca, senza alcuna remore. 

E c’è di più. Il bisogno di guardare al passato, di rifugiarsi nel conforto di periodi storici diversi e lontani dal presente non è nuovo ma ricorre periodicamente nei momenti di crisi esistenziale diffusa. E, mai come in questi anni ‘20, la crisi esistenziale è all’ordine del giorno, dell’ora, del secondo. Niente di nuovo, dunque, per una tendenza forte già negli anni ‘80, forse tra i periodi più idealizzati, non compresi e guardati con le lenti rosa della storia.

I favolosi 80s sono stati un periodo di grande smarrimento, del panico dell’AIDS, della stanchezza di un decennio passato pesante e denso. Lì la volontà di fuggire dal presente ha portato a un’ondata di revival anni ‘50 in tutti i campi della cultura pop. Quegli anni ‘50 idealizzati e dai contorni sbiaditi, edulcorati da arretratezza, razzismo, sessismo e immobilità dei valori e dei quali sono rimasti soltanto i milkshake, le giacche di pelle, Grease e Happy Days. Non è un caso, dunque, che fino a tempi recentissimi gli anni ‘80 siano stati il decennio più imitato, rigurgitato e riscoperto anche se, ancora una volta, attraverso lenti estremamente filtrate.

La Gen Z e il conforto della fuga 

Dopo l’esplosione della trap che ha scosso la pop culture italiana dalle sue fondamenta fino ad assestarsi definitivamente come il nuovo pop, era solo questione di tempo prima che si ricercassero sonorità diverse. Nella storia della popular music nulla si crea, nulla si distrugge, tutto evolve Si incastra e non si esaurisce mai del tutto, piuttosto converge in qualcosa di diverso. È naturale pertanto che periodicamente si abbia l’impressione di vivere revival e déjà-vu e ogni nuova generazione troverà il suo posto nel mondo anche grazie alla fuga dal presente, al rifugiarsi nell’idealizzazione di epoche passate.

La Gen Z con il suo rinnovato impegno politico sociale, le sue lotte e le sue rivendicazioni piccole e grandi, il suo individualismo e le sue paure, ha scelto proprio gli anni ‘70 come vessillo dei discorsi sulla pop culture portato avanti da tutti i suoi ambiti. Così come nel mondo della moda emergono minigonne di velluto, fantasie psichedeliche e stivaletti in vinile da indossare sotto jeans a zampa, gli ABBA pubblicano un nuovo album. I Måneskin e i Greta Van Fleet – che nell’estetica e nel sound prendono a piene mani dai grandi gruppi del rock anni ‘70, primi fra tutti i Led Zeppelin – conquistano TikTok.

Nei corsi e ricorsi della storia della musica pop, il conforto della fuga è necessario e rassicurante, per sopravvivere alla paura del futuro, per scappare dalle incertezze del presente e – mai come oggi – per trovare un appiglio o un gancio in mezzo al cielo, come direbbe Baglioni. 

Continuate a seguire FRAMED per contenuti simili. Siamo anche su FacebookInstagram e Telegram!

Da sempre affascinata e appassionata di cultura pop, sfrutto la mia laurea in DAMS e la mia formazione musicale per far accapponare la pelle a chi non vede l'evidente somiglianza tra Sfera Ebbasta e Fabrizio De André. Guardo, ascolto e leggo di giorno e scrivo di notte, se ho qualcosa da dire. Per conoscermi meglio, l'importante è tenere a mente due cose: la mia parte preferita della giornata è l'aperitivo e la settimana di Sanremo è più importante del mio compleanno.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui