Grace-and-Frankie
Grace and Frankie - Credits: Netflix

Grace and Frankie è una di quella serie che si iniziano per caso, seguendo i consigli dell’algoritmo di Netflix o del passaparola, per poi farsi amare subito, dal primo episodio. È uno dei prodotti Originali più longevi della piattaforma, arrivato adesso alla settima e ultima stagione, ma non sorprende se si va a guardare il nome della sua ideatrice. Marta Kauffman è infatti una delle showrunner più influenti di Hollywood, entrata nell’Olimpo della televisione con Friends.

Naturalmente, non sono due realtà paragonabili, né per temi né per intrecci narrativi. È chiaro, però, che Kauffman è in grado di catturare con le sue serie il vero Spirito del tempo, restituendocelo in forma comica e irresistibile. Così mentre Friends parlava ai giovani adulti a cavallo tra gli anni Novanta e Duemila, Grace and Frankie si rivolge a un pubblico senza età, pur facendo dell’anti-ageismo uno dei suoi punti cardine. Ma andiamo con ordine.

Se non avete mai visto nulla di Grace and Frankie, in breve, è la storia di due donne di oltre settant’anni che divorziano improvvisamente dai rispettivi mariti quando scoprono la relazione fra questi ultimi. Borghese, elegante e cinica la prima, una vera e propria hippie la seconda: si sono odiate per quarant’anni ma scelgono di supportarsi a vicenda in questa situazione inaspettata. La convivenza forzata, porterà alla luce, nel corso delle stagioni, una serie di idee e progetti per cui Grace e Frankie, eventualmente, diventeranno anche imprenditrici, ricominciando daccapo le loro vite, insieme.

Se cercate qualche dettaglio in più, ecco almeno quattro motivi per cui questa serie potrebbe diventare una delle vostre preferite.

1. Lo sviluppo dei personaggi

Sette stagioni incentrate su personaggi in età matura, o proprio anziani se vogliamo, sono una grande sfida, a causa del pregiudizio diffuso per cui a una certa età si smetta di cambiare o di crescere emotivamente. Grace and Frankie invece sperimenta proprio sui mutamenti, certo difficili ma presenti, che avvengono nell’ultima fase della vita.

Il presupposto da tenere presente per comprendere fino in fondo è sempre lo shock della rivelazione iniziale: la relazione tra Robert e Sol, tenuta nascosta per decenni e poi esposta all’improvviso. Per Grace e Frankie è un vero e proprio trauma, che le spinge a reagire e a svegliarsi dal torpore di ruoli sociali in cui non possono più riconoscersi, a partire da quello di moglie. La scelta è quella di lasciarsi cadere in un abisso senza più punti di riferimento o, come invece fanno, tracciare un nuovo percorso. È anche la ricerca di un nuovo posto da occupare nel mondo che le spinge a collaborare ed eventualmente a diventare profondamente amiche.

A ben vedere, però, il cambiamento che le investe è parallelo e complementare a quello degli ex-mariti, Robert e Sol. A muovere tutto cioè è proprio l’azzardo dei due uomini, l’atto di coraggio nel lasciare alle spalle la realtà che conoscevano per vivere finalmente la loro verità.

E questi sono solo i quattro personaggi principali. In realtà ogni comprimario, a partire dai figli delle due coppie, ha il proprio spazio di evoluzione all’interno della serie. Piccolo, soprattutto per il tempo effettivo dedicato agli altri personaggi, ma sufficiente a creare un legame con il pubblico nel corso degli anni.

2. L’anti-ageism: contro la retorica stagna sugli anziani

Dal punto precedente discende in modo diretto la caratteristica principale di Grace and Frankie: una nuova rappresentazione dei personaggi più anziani. E non si tratta solo di personaggi divertenti che strappano un sorriso o qualche lacrima. Parliamo proprio di temi come il sesso e l’amore in età matura, i bisogni del corpo femminile dopo la menopausa, la crescente sfiducia professionale nei confronti dei più anziani, la discriminazione sul luogo di lavoro.

Sono adesso forse necessari dei piccoli spoiler per comprendere come questa serie riesca ad aggirare e ribaltare certi stereotipi. Grace si presenta come una donna d’affari, proprietaria di un’azienda di cosmetici molto popolare. Per ragioni di marketing e immagine, il brand stesso la allontana costringendola quasi a passare il testimone alle sue figlie. Già da qui si comprende l’ulteriore smarrimento della donna, privata nello stesso momento della stabilità nella vita pubblica e personale. Rimane però la sua esperienza e il suo istinto professionale, che legato alla creatività stravagante di Frankie, porta alla nascita di una nuova impresa. Le due donne infatti iniziano a progettare e vendere sex toys (e nelle ultime stagioni anche speciali water per la terza età), rivendicando il piacere e l’empowerment femminile a qualsiasi età.

3. Jane Fonda, Lily Tomlin e il grande cast

Facile dirlo con il senno di poi, ma nessuno potrebbe incarnare Grace e Frankie meglio di Jane Fonda e Lily Tomlin. E non è solo una questione di aspetto o physique du rôle, è anche il contesto. È il passato e il presente attivista di queste due grandi attrici, che va oltre la finzione quando nella serie si parla della condizione della donna, a qualsiasi età. È qualcosa di sottile, ma tangibile: una diversa credibilità che permea le loro parole e i loro gesti, tanto che Netflix nel 2018 ha voluto un documentario sulle icone femministe degli anni Settanta partendo proprio dai contributi delle due interpreti. Si intitola Femministe: ritratti di un’epoca e ve lo consigliamo caldamente.

Trailer di Femministe: ritratti di un’epoca

Accanto a Fonda e Tomlin, però, si crea anche un gruppo di comprimari eccellenti, a partire dagli ex-mariti, che non escono mai di scena, Martin Sheen e Sam Waterston. O i vari interpreti ricorrenti che, come abbiamo visto, si ritagliano sempre più spazio: a partire da Brooklyn DeckerJune Diane Raphael, Ethan Embry e Baron Vaughn, figli di questa grande famiglia allargata. O persino le notevoli guest star, da Sam Elliott e Peter Gallagher a RuPaul e Lisa Kudrow. Ognuno in grado di gravitare nell’orbita di due mostri sacri come le due protagoniste, senza farsi oscurare, ritagliandosi lo spazio per ampliare la propria storia e al contempo arricchire e stratificare quella di Grace e Frankie.

4. Frankie

Merita uno spazio tutto suo questo personaggio straordinario, interpretato da Lily Tomlin, senza nulla togliere alla Grace di Jane Fonda. Ciò che attrae in lei è la sua libertà radicale e a tratti spaventosa, mascherata da assenza senile o stravaganza. Frankie non segue alcuna regola di buon senso. Crea le sue regole che, per quanto illogiche, contorte e fantasiose, nel suo mondo funzionano. È poi lo scontro fra la sua realtà interiore e il mondo reale a rendere tutto, nel complesso, esilarante.

Ci sono diversi momenti, nel corso della serie, in cui Frankie è costretta a ripensare se stessa, a giudicarsi o a confrontarsi con le aspettative normalizzanti di chi le vive vicino. Sono anche momenti emotivamente intensi, in cui noi come pubblico temiamo di perderla, ma che in realtà servono appunto ad apprezzare la sua ancora più forte dichiarazione di libertà. Frankie è un baluardo di resistenza allo sguardo giudicante dell’Altro.

Se questi motivi vi sono sufficienti, trovate tutte le stagioni di Grace and Frankie su Netflix. Attenzione, però, la settima e ultima è rilasciata a blocchi di quattro episodi per volta e non è ancora completa.

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Classe 1993, sono praticamente cresciuta tra Il Principe di Bel Air e le Gilmore Girls e, mentre sognavo di essere fresh come Will Smith, sono sempre stata più una timida Rory con il naso sempre fra i libri. La letteratura è il mio primo amore e il cinema quello eterno, ma la serialità televisiva è la mia ossessione. Con due lauree umanistiche, bistrattate da tutti ma a me molto care, ho imparato a reinterpretare i prodotti della nostra cultura e a spezzarne la centralità dominante attraverso gli strumenti forniti dai Cultural Studies.

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