La prima stagione di Homecoming comprende 10 episodi di circa mezz’ora ciascuno: vederli tutti in una giornata? È possibile, perché è capace di trascinarvi in una struttura ad imbuto da cui è difficile uscire.

La prima stagione di Homecoming è disponibile su Amazon Prime Video. Con la regia di Sam Esmail (creatore di Mr. Robot), la miniserie racconta la storia della psicologa Heidi (interpretata da una sorprendente Julia Roberts) che ha dimenticato misteriosamente chi era prima di ritrovarsi a lavorare come cameriera in un locale.

Si ritroverà, assieme ad un dipendente dei reclami del Dipartimento della Difesa statunitense (Shea Whigham) che sta indagando su un caso, a ricordare/riscoprire il suo precedente impiego, presso una corporate multinazionale che “aiutava” veterani di guerra a reinserirsi in un ambiente civile. Il problema però, è che i ricordi di Heidi su quel periodo della sua vita sono spariti, e non sa come sia accaduto.

Basata sul podcast omonimo di Eli Horowitz e Micah Bloomberg, Homecoming unisce intrighi e complotti governativi ad una profonda articolazione drammatica dei personaggi, il tutto all’interno dell’eccellente cornice registica di Esmail, che si diverte con la macchina da presa tra ricercati movimenti di macchina e visivi, ma anche con le citazioni. Non mancano quelle ad X-Files, serie cult degli anni ’90 in cui l’occultamento di notizie da parte del governo era il fulcro della voglia di affermare l’altrove da parte dei due agenti protagonisti.

Nei giochi registici e nelle ambientazioni claustrofobiche si nota, ovviamente, anche l’eco di Mr. Robot, altra creazione di Sam Esmail, e dei labirinti mentali che imprigionano Elliot Alderson (Rami Malek).

Ignorate la seconda stagione, uscita da qualche mese fa, e correte direttamente a guardare la prima: siamo di fronte ad una delle migliori serie televisive degli ultimi anni.

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Appassionato di cinema e serialità televisiva, mi muovo tra Bergman e Sion Sono, tra The Wire e The Office, e non disdegno qualsiasi forma di comunicazione mediale che vada dalla graphic novel al videogame. Curatore del sito Framed ma talvolta anche autore (in fondo ho una laurea magistrale in cinema), di lavoro videomaker e graphic designer.

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