I Care a Lot-2020-J Blakeson.
I Care a Lot è il film di J Blakeson (disponibile su Amazon Prime Video) che vede protagonista la meravigliosa Rosamund Pike. È stata premiata ai Golden Globes 2021 come Miglior attrice in un film commedia o musicale.

La spietata figura femminile, distaccata e gelida in ogni sua azione, è la leonessa pronta ad annientare chiunque altro solo per tornare a casa viva e proteggere chi ama.

I Care a Lot non è una commedia, tantomeno un film musicale: è un thriller con una protagonista forte e detestabile, Marla Grayson (Rosamund Pike), a tratti sociopatica e ostinata ad essere un predatore, nella vita, e non una debole preda. Nel cast ci sono anche Dianne Wiest e Peter Dinklage (Game of Thrones).

La cattiva ideale

Dalla prima inquadratura c’è il brivido nel rivivere un ruolo per certi versi simile, quello in Gone Girl di David Fincher, che ha segnato indelebilmente la carriera dell’attrice, facendo di quella nuca candida e del sorriso perfetto le armi più inquietanti del suo fascino.

Qui le stesse armi vengono utilizzate per truffare anziani definiti “non autosufficienti”: li fa rinchiudere in strutture specializzate, derubandoli in seguito di tutti i loro averi e giocando con la legge circa le libertà dei loro parenti prossimi.

Non si può empatizzare con un personaggio simile. Eppure la capacità manipolatoria ostentata da completi giacca pantalone dalle tinte compatte suscita una qualche ammirazione che per evitare di cadere in analisi morali è meglio non ammettere.

In un film che quasi non riesce a tenere testa alla spinta caratteriale donata alla bionda tutrice legale senza scrupoli, siamo coscienti della differenza tra giusto e sbagliato (e della deriva verso il molto sbagliato), ma chissà com’è continuiamo a tifare per lei.

Ho una passione smodata per i film in grado di cambiare la mia prospettiva, oltre ad una laurea al DAMS e un’intermittente frequentazione dei set in veste di costumista. Mi piace stare nel mezzo perché la teoria non esclude la pratica, e il cinema nella sua interezza merita un’occasione per emozionarci. Per questo credo fermamente che non abbia senso dividersi tra Il Settimo Sigillo e Dirty Dancing: tutto è danza, tutto è movimento. Amo le commedie romantiche anni ’90, il filone Queer, la poetica della cinematografia tedesca negli anni del muro. Sono attratta dalle dinamiche di genere nella narrazione, dal conflitto interiore che diventa scontro per immagini, dalle nuove frontiere scientifiche applicate all'intrattenimento. È fondamentale mostrare, e scriverne, ogni giorno come fosse una battaglia.

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