I corpi astinenti. Il sesso tra imposizione sociale e libertà | Edizioni TLON
I corpi astinenti. Il sesso tra imposizione sociale e libertà | Edizioni TLON

I corpi astinenti. Il sesso tra imposizione sociale e libertà è il nuovo libro, edito da Edizioni Tlon, di Emmanuelle Richard. Un insieme di testimonianze, di Richard e di “corpi astinenti”, coinvolti nel progetto con le loro esperienze personali sull’astinenza sessuale.

Per un anno, ho collezionato le testimonianze di uomini e donne di ogni età per viaggiare in realtà diverse, costruire un ampio discorso anonimo.

Emmanuelle Richard

Le situazioni raccolte diventano quelle di quaranta persone circa, di età differenti e con vissuti agli antipodi. Insieme vanno a formare un racconto collettivo che attraverso il piano personale investe il regime di preconcetti legati al sesso ed imperante nella società contemporanea.

La testimonianza di Emmanuelle Richard

Cosa succede se il sesso inizia a scomparire dalla propria vita? La prima dimensione con cui è quasi obbligatorio fare i conti è la società, che non concepisce l’astinenza sessuale per motivi che non siano religiosi o morali.

Per questo è difficile trovare testi come I corpi astinenti di Richard, dedicati alla comprensione dell’assenza del desiderio contestualizzata ai dogmi sociali secondo cui il sesso è onnipresente. Parlarne in termini di “mancanza” decreta da sempre una sconfitta in partenza.

Dall’analisi puntuale di esperienze totalmente personali, l’opera fornisce un nuovo punto di vista che come una voce gentile prende posto al tavolo della discussione. Dal punto di partenza dei cinque anni di astinenza di Richard, il suo lavoro affronta tutte le varianti di una conseguenza più che una causa: quella di non sentire il bisogno del sesso nella propria vita, magari per mesi, o anni, senza però concepire il proprio stato come anormale.

Il confronto con l’altro per capire sé stessi

Il confronto con sconosciuti e sconosciute inclini a raccontare le loro storie ha permesso al progetto letterario di Richard di comporsi come uno dei pochi approfondimenti della tematica. Considerando le vicende pregresse di ognuno ed ordinandole secondo la sua conoscenza, produce una destrutturazione del pensiero comune per inserirvi un’attitudine che deriva da moltissimi fattori.

Quindici uomini e ventidue donne, tra i diciotto e i sessant’anni, intervengono in modo anonimo andando a formare “un discorso inedito, vario e molteplice, sorprendente e conturbante, che contribuisce, per via indiretta alla decostruzione degli stereotipi di genere e di relazione, mettendo in discussione il nostro rapporto con la solitudine, la normalità, gli obblighi.” (Emmanuelle Richard).

I corpi astinenti. Il sesso tra imposizione sociale e libertà. Edizioni TLON

Cosa cambia nel corpo e nella mente

L’astinenza dalla sessualità slegata dal concetto di sofferenza è ciò che vuole approfondire la ricerca. Ciò che il lettore trova è un pensiero che si apre su molteplici versanti come la perdita di connessione con il proprio corpo, la difficoltà dell’intimità condivisa, la paura, il disinteresse e la saturazione.

Tutto ciò si riflette su corpi definiti non inclini alla normalità imposta che regola ogni azione ed emozione. Emmanuelle Richard realizza un libro da leggere e rileggere, un tassello importante per il momento attuale che stiamo vivendo. Attraverso l’indagine dell’astinenza dal sesso, si muove oltre, andando a toccare i nodi sensibili di ciò che siamo e ciò che ci viene detto di essere. Così da saltare oltre alle imposizioni per ritrovare il proprio, personale desiderio.

Ringraziamo Tlon per la possibilità di leggere I corpi astinenti. Il sesso tra imposizione sociale e libertà. Trovate il link per sapere di più ed acquistare il libro qui.

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Ho una passione smodata per i film in grado di cambiare la mia prospettiva, oltre ad una laurea al DAMS e un’intermittente frequentazione dei set in veste di costumista. Mi piace stare nel mezzo perché la teoria non esclude la pratica, e il cinema nella sua interezza merita un’occasione per emozionarci. Per questo credo fermamente che non abbia senso dividersi tra Il Settimo Sigillo e Dirty Dancing: tutto è danza, tutto è movimento. Amo le commedie romantiche anni ’90, il filone Queer, la poetica della cinematografia tedesca negli anni del muro. Sono attratta dalle dinamiche di genere nella narrazione, dal conflitto interiore che diventa scontro per immagini, dalle nuove frontiere scientifiche applicate all'intrattenimento. È fondamentale mostrare, e scriverne, ogni giorno come fosse una battaglia.

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