Foto Jacopo Salvi, Courtesy Archivio Storico La Biennale di Venezia
Danny Boyle a Venezia 83 per Ink. Foto Jacopo Salvi, Courtesy Archivio Storico La Biennale di Venezia

Film d’apertura alla Mostra Del Cinema di Venezia 83, Ink è il nuovo lungometraggio diretto da Danny Boyle; un viaggio storico e visivo caratterizzato dall’inconfondibile sguardo del regista, che approfondisce la vera storia di coloro che diedero vita al quotidiano britannico Sun nel 1969, dopo l’acquisizione da parte di Rupert Murdoch. Il progetto parte dall’opera teatrale omonima del 2017 firmata da James Graham, che è anche lo sceneggiatore del film. Nel cast, tra gli altri, Jack O’Connell, Guy pearce, Claire Foy.

La scia di una rivoluzione

Il linguaggio visivo in Ink diventa una metafora dei tempi che evolvono, esplodono, del presente che chiede un nuovo modo per diffondere le notizie, il cast corale racconta la necessità di rincorrere la novità, mettendo in scena anche tutto ciò che porterà quello stesso modo di fare informazione alla deriva. A Boyle non importa però formulare un giudizio ciò che il Sun rappresenta, o il modo in cui diventa sempre più grande, perché è consapevole che ci sarà sempre chi lo difenderà e chi continuerà a criticarlo, ma nel mezzo rimane la rivoluzione, il cambiamento.

Il protagonista di Ink è indiscutibilmente Larry Lamb (Jack O’Connell), che guida un gruppo di visionari al servizio della gente, e che non esita a esibire la propria “oscurità”, un tratto che Boyle sottolinea della grande capacità attoriale dell’interprete. Il film si concentra sulla nascita del mondo moderno attraverso la nascita di un magazine che offre una nuova libertà grazie a diverse voci, racconta sempre il regista, e un uomo, Murdoch, che ama la stampa, il giornalismo. «Il giornalismo è uno dei grandi pilastri di qualsiasi civiltà, in cui le persone, i giornalisti, raccontano la verità, e avere queste persone parte di una società è molto importante», afferma Boyle, anche rispetto alla realizzazione di un film che si concentra su qualcosa che sta velocemente scomparendo, specialmente in relazione all’avvento dell’intelligenza artificiale in ambito giornalistico.

Il cast in questo senso si immerge in un mondo, una realtà, che non esiste più, facendosi aiutare anche dal confronto con giornalisti e giornaliste che erano lì in quegli anni, e che hanno assistito a tutto ciò che ci ha portato fino ad ora.

Foto Jacopo Salvi, Courtesy Archivio Storico La Biennale di Venezia

Ink è prodotto da STUDIOCANAL, MEDIA RES e House Productions, e verrà distribuito al cinema da Lucky Red.

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Silvia Pezzopane
Ho una passione smodata per i film in grado di cambiare la mia prospettiva, oltre ad una laurea al DAMS e un’intermittente frequentazione dei set in veste di costumista. Mi piace stare nel mezzo perché la teoria non esclude la pratica, e il cinema nella sua interezza merita un’occasione per emozionarci. Per questo credo fermamente che non abbia senso dividersi tra Il Settimo Sigillo e Dirty Dancing: tutto è danza, tutto è movimento. Amo le commedie romantiche anni ’90, il filone Queer, la poetica della cinematografia tedesca negli anni del muro. Sono attratta dalle dinamiche di genere nella narrazione, dal conflitto interiore che diventa scontro per immagini, dalle nuove frontiere scientifiche applicate all'intrattenimento. È fondamentale mostrare, e scriverne, ogni giorno come fosse una battaglia.