
La 20ª edizione di Cortinametraggio (17-23 marzo), festival di Maddalena Mayneri con la direzione artistica di Niccolò Gentili, per una settimana porta l’attenzione sul cinema breve nella splendida cornice di Cortina d’Ampezzo, ancora innevata. Tra le opere in concorso quest’anno, anche un corto di cui abbiamo già parlato su FRAMED, con il contributo della regista Francesca Romana Zanni.
Si tratta di Il presente, racconto sulla genitorialità nell’oggi, affrontato dal punto di vista della maternità surrogata. Prodotto da Briciolafilm in associazione con The Box Film e Trebisonda Produzioni, Il presente è distribuito da Premiere Film. Nel cast si ricordano Massimiliano Caiazzo, Barbara Chichiarelli, Iaia Forte e Alberto Malanchino.
Di cosa parla Il presente
Stella, ex diva del cinema ormai in declino, per tornaconto personale propone al figlio Giovanni e al marito di lui, Jonathan, una gravidanza surrogata con Monica. Ma i due uomini non desiderano diventare genitori, tanto meno per assecondare le mire di visibilità di Stella. Due segreti che si intrecciano raccontano perciò quanto, in fondo, fare un figlio sia un atto di egoismo. Ma anche che non esiste un solo tipo di famiglia adatta a desiderare e crescere un bambino felice.
Il presente, una visione critica
Il presente è una dramedy, un racconto che sfrutta due registri sovrapposti. Mette in scena l’ironia ma non tralascia mai l’estrema serietà delle tematiche che affronta. È un’espressione contemporanea di un nuovo modo di percepire il desiderio di genitorialità, incarnato da quattro personaggi guidati da volontà e obiettivi differenti.
Quello che inizia come uno scenario quasi teatrale, diventa un messaggio diretto a chi guarda, coronato da uno sguardo in macchina che rivela i risvolti complessi dell’operazione narrativa, volta a mostrare le questioni, le problematicità, ma anche le possibilità che il discorso sulla maternità surrogata può determinare. La forma non preclude nessuna possibilità di interpretazione per chi guarda, poiché il corto non fornisce giudizi morali o letture del presente, ma lascia che molti spunti rimangano aperti, e lascino un pretesto di ragionamento, senza dimenticare che, per quanto la famiglia che viene fotografata appaia in alcuni momenti disfunzionale, è comunque una famiglia presente, e consapevole di quanto avere un figlio non sia solo un atto d’amore ma anche, a volte, di egoismo.
Si parla di gravidanza, di maternità, e di cosa significhi essere una donna senza figli oggi. La maternità surrogata si trasforma in un pretesto capace di suscitare una moltitudine di risvolti complicati, che esulano da risposte semplici. Così l’autrice scava nelle notizie di cronaca e nell’arte del racconto per trovare una chiave provocatoria, che alimenta un senso profondo di riflessione.
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