Il racconto di un sogno-mainardi
Il racconto di un sogno. Ritorno a Twin Peaks, di Ilaria Mainardi.

Il racconto di un sogno – Ritorno a Twin Peaks è il nuovo libro di Ilaria Mainardi (già autrice de La quarta dimensione del tempo), edito da Les Flaneurs Edizioni, che si addentra nelle misteriose assonanze e logiche astratte composte da David Lynch nella terza stagione della sua celebre serie TV Twin Peaks.

Perdersi a Twin Peaks (e ritrovarsi)

Le prime puntate di Twin Peaks, emblematico capolavoro televisivo ideato da David Lynch e Mark Frost, vanno in onda nel 1990 (1991 in Italia). Dalle prime scene capiamo che è qualcosa che si imprimerà nella nostra memoria “tattile” di spettatori: alcune immagini, i volti, suoni distinti, continuiamo a ricordare ogni dettaglio come se l’avessimo appena vista.

La seconda stagione andò in onda tra la fine del 1990 e il 1991, ampliando il mondo costruito ad arte da Lynch nella prima. La morte di Laura Palmer dimostra qui di far parte di un disegno più esteso, senza fornire però esaurienti risposte. Nel 1992 esce un film postumo, che in realtà si rivela un prequel dei fatti scatenanti, Fuoco cammina con me (Twin Peaks: Fire Walk with Me).

Gli anni successivi portano Lynch a realizzare due dei suoi lungometraggi più importanti: Strade perdute (Lost Highway, 1997) e Mulholland Drive (2001). Qui le tematiche amate dal regista prendono forme ancora più stratificate ed invadono la percezione di chi guarda tirandolo dentro ad un buco nero pervaso di dimensioni e verità “altre”.

Nel 2017 accade ciò che ogni fan aspettava: viene presentata una nuova stagione (prodotta per Showtime), Twin Peaks. Il ritorno, interamente scritta da Frost e Lynch, e diretta da quest’ultimo che ne firma anche il maestoso sound design. Le strade spezzate riprendono il loro corso, le vecchie conoscenze tornano per risolvere il mistero, ma tutto andrà al suo posto? La risoluzione del puzzle è fuori discussione quando si parla di David Lynch, la terza stagione non mette un punto ma apre l’ulteriore voragine sul senso di bene e male affrontato nel 1990.

Ed è qui che Il racconto di un sogno diventa il ragionamento scritto essenziale per scendere ancora più a fondo di una terza stagione imprescindibile per comprendere la poetica lynchiana.

Ritorno a Twin Peaks: l’analisi di Ilaria Mainardi

Il saggio di Ilaria Mainardi è una lettura complessa per una stagione complessa: tutto ciò di cui ha bisogno un fervente devoto dei brusii di Twin Peaks. Servendosi della filosofia, della teosofia, del mondo dell’arte e delle immagini, l’autrice struttura la sua analisi.

Come David Lynch attinge al nostro immaginario di paure e desideri, lo stesso si può dire per il libro che traccia una mappa invasa da più percorsi in un impero multidimensionale di possibilità concettuali. I punti cardine sono i tòpoi del regista, il sogno più di qualsiasi altro, in quanto la terza stagione racchiude sì il senso dell’esistenza di Laura Palmer, ma anche quello del suo cinema.

Si può certo scomporre Twin Peaks. Il ritorno – che è un magnum opus, ma la riflessione varrebbe per qualunque lavoro lynchiano – in inquadrature, scene, sequenze, scandagliando ogni simbolo, ogni rimando al passato o suggestione stuzzicante.

Ilaria Mainardi, Il racconto di un sogno – Ritorno a Twin Peaks.

Mainardi conduce il lettore in un viaggio nei meandri del senso di ciò in cui si potrebbe imbattere, come un Bianconiglio conduce la sua Alice nella realtà alternativa. Ci concede un viaggio oltre lo specchio e attraverso la nostra contemporanea concezione di visione. La lettura metaforica intrapresa non risolve gli enigmi, ma approfondisce il fascino della “perturbante indeterminatezza” veicolandone il grande potere espressivo.

Le 18 puntate della terza stagione vengono trattate nel libro come fossero un cuore pulsante e significante, che non esaurisce il suo senso dopo una prima visione, o in seguito a 100 analisi. Scostandosi dall’idea di una critica statica in riferimento ad un oggetto “finito”, si inoltra nell’impervia foresta in cui i sogni continuano a vibrare.

Il racconto di un sogno diviene allora una lettura importante per viaggiare attraverso Twin Peaks. Il ritorno (e corre in aiuto quando si affrontano le ultime due puntate, che più delle altre stravolgono la realtà sensibile per aggredirla con quella onirica).

Ringrazio l’autrice per la possibilità di leggere Il racconto di un sogno – Ritorno a Twin Peaks ma soprattutto per essermi stata d’aiuto nel collegare i puntini. Potete trovare il libro qui.

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Ho una passione smodata per i film in grado di cambiare la mia prospettiva, oltre ad una laurea al DAMS e un’intermittente frequentazione dei set in veste di costumista. Mi piace stare nel mezzo perché la teoria non esclude la pratica, e il cinema nella sua interezza merita un’occasione per emozionarci. Per questo credo fermamente che non abbia senso dividersi tra Il Settimo Sigillo e Dirty Dancing: tutto è danza, tutto è movimento. Amo le commedie romantiche anni ’90, il filone Queer, la poetica della cinematografia tedesca negli anni del muro. Sono attratta dalle dinamiche di genere nella narrazione, dal conflitto interiore che diventa scontro per immagini, dalle nuove frontiere scientifiche applicate all'intrattenimento. È fondamentale mostrare, e scriverne, ogni giorno come fosse una battaglia.

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