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Il teatro che riparte. Emilia Romagna Teatro Fondazione presenta la sua (mini) stagione fino a gennaio

Una volta, c’era. Partendo dal desiderio di uscire, finalmente, da uno stato di sospensione e scrivere una nuova storia, la stagione diffusa in cinque città, ERT Fondazione si lascia ispirare dal tradizionale incipit delle fiabe, ribaltando la prospettiva per arrivare a raccontare una realtà diversa a tutti gli effetti, completamente da reinventare.

Il Teatro Nazionale dell’Emilia-Romagna si prepara a inaugurare la stagione invernale: insieme agli artisti con cui in questi anni ha intessuto relazioni e condiviso visioni e ai cittadini di Modena, Castelfranco Emilia, Vignola, Bologna e Cesena, dando segno tangibile della sua presenza e della sua funzione pubblica.

«Se da millenni – scrive il Direttore Claudio Longhi – le comunità si raccolgono a teatro è anche perché da millenni il dramma, nello spettro più ampio delle sue possibilità – dalla tragedia alla commedia d’intrigo barocca, giù giù fino al dramma paesaggio o all’enciclopedia delle forme postdrammatiche financo le più sospese –, ambisce a ben vedere a spiegarci la realtà, intrecciando trame, disegnando mete, ricercando origini, allineando, insomma, sassolino dopo sassolino, proprio come Pollicino, un atto dopo l’altro, una scena dopo l’altra, un episodio dopo l’altro, i fatti, le impressioni, le emozioni. A questo, tra l’altro, serve dunque lo specchio (e la specola) del teatro: a organizzare l’esistente. A dare una forma, e un senso, alla nostra quotidianità».

Progettualità a breve termine e spazio alla produttività

Guardando al presente attraverso la lente delle fiabe, la stagione 2020-2021 di Emilia Romagna Teatro indaga il nostro tempo segnato da continui sconvolgimenti, per avviare una riflessione condivisa su alcuni temi cruciali della nostra attualità e dell’etica contemporanea: il rapporto dell’uomo con l’ambiente, il ruolo della scienza nella percezione della realtà e nell’evoluzione, la funzione dell’informazione e le sue trasformazioni, l’intervento della finanza negli assetti sociali globali e il fenomeno delle migrazioni.

L’emergenza sanitaria ha imposto un’organizzazione della stagione in due parti e privilegiato l’attività produttiva, con un nucleo di attori stabile, come già avviene in alcuni teatri europei. Da settembre 2020 a gennaio 2021, andranno in scena quasi esclusivamente produzioni made in ERT: al centro gli attori della Compagnia permanente che quest’anno si arricchisce di nuovi componenti, per un totale di 14 attori e una regista assistente.

Tra produzioni, riprese e ospitalità, i nomi in cartellone sono: Alejandro Tantanian, Claudio Longhi, Paolo Di Paolo, Tiago Rodrigues, Matthew Lenton, Lino Guanciale, Gabriel Calderón, Lola Arias, Deflorian/Tagliarini, Bluemotion e Giorgina Pi, Emanuele Aldrovandi, Lisa Ferlazzo Natoli e lacasadargilla, Sotterraneo, Marta Cuscunà, Marco D’Agostin, Riccardo Frati, Kepler-452, Davide Carnevali, Nanni Garella con la compagnia Arte e Salute, Angela Malfitano, Julian Rachlin, Andrea Santonastaso, Loris Fabiani, Elena Ferrante.

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Tag:, , Last modified: 16 Settembre 2020
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