The Palace International Short Film Festival
The Palace International Short Film Festival

Si è conclusa ieri sera la diciannovesima edizione del festival di cortometraggi internazionale In The Palace, di cui vi avevamo parlato qui.

In The Palace | Bonding Stories

Otto giornate in cui il filo conduttore è stato quello della condivisione, non a caso il tema di questa edizione era Bonding Stories. Realtà che si incontrano, colori che si fondono, storie di donne e uomini che vengono raccontate, ascoltate e accolte creando un’osmosi di mille mondi diversi (concetto che venne ripreso anche nell’edizione del 2018, il cui tema era proprio Osmosis).

È proprio questo, infatti, ciò che più caratterizza lo spirito di In The Palace. Qui tutti hanno modo di far sentire la propria voce in un ambiente accogliente, dove il pretesto della competizione serve ad unire più che a dividere. Le giornate sono organizzate con proiezioni fino alla sera. Da condividere però all’aperto, sorseggiando cocktail insieme ad artisti venuti da lontano per raccontare la propria storia. Ci si scambia idee, si costruiscono ponti, si impara a riconoscere nomi che all’inizio sembrano impronunciabili, ma che dopo poche ore diventano familiari tanto quanto quelli degli amici di una vita.

Gli eventi della settimana

Nel corso della permanenza nella cittadina bulgara di Pernik, dove si è tenuta questa edizione, molti sono stati gli eventi cui abbiamo avuto il piacere di assistere. Una delle punte di diamante è stata senza dubbio un workshop, suddiviso in tre giornate, interamente dedicato alla ripresa in super8. Ma non sono mancati i forum tematici con i registi dei film in gara, pitching session volte al finanziamento e al supporto nella realizzazione di nuovi progetti, nonché incontri istituzionali circa l’evoluzione e le tematiche del cinema breve attuale.

I vincitori della 19° edizione

Per quanto riguarda invece la Silver Princess Competition – la competizione principale del festival, che darà ai vincitori la possibilità di inviare le proprie opere per le nomination dei prossimi Academy Awards – i film sottoposti alla giuria sono stati 62. I vincitori premiati alla cerimonia di ieri sera sono stati i seguenti:

Il premio per il Miglior Film di Finzione se lo è aggiudicato il nostro connazionale Tommaso Acquarone con il film I Miei Occhi. In un giorno di pioggia, costretta all’interno di un’auto bordeaux, una donna decide di affrontare il proprio destino. Un film fatto di segreti e parole non dette, dialoghi ridotti all’osso ma pregni di sottotesti. Un ottimo esempio di come si scrive un buon film. Menzione speciale invece per Titan di Valéry Carnoy.

Pablo Polledri è invece il vincitore del premio per il Miglior Film d’Animazione con il corto Loop. Un cortometraggio allucinato, tanto divertente quanto ansiogeno in cui gli esseri umani sono ridotti a macchine costrette a ripetere le stesse azioni all’infinito. Queste le parole della giuria che ha premiato il film: “Loop è al tempo stessa una cruda e complessa storia vera sul mondo in cui viviamo. Benché l’idea delle persone ridotte a macchine non sia una novità, viene qui rappresentata in maniera fresca e innovativa”. Menzione speciale per Stars On The Sea di Seung-Wook Jang.

Rootless di Stefani Doychinova viene invece nominato vincitore del titolo per il Miglior Film Nazionale. Nikolay e Deliya vivono da soli con il loro cavallo di nome Maria in un piccolo ranch fuori città. La figlia Kalina rende loro visita con il marito e il figlio. Durante la cena, la tensione si fa sempre più crescente e Kalina se ne va con la sua nuova famiglia. Deliya è devastata e trova pace solo nella morte e Nikolay non può vivere senza di lei. Il film è stato premiato con queste parole “Celebrazione visiva di una parabola di infinita solitudine e tristezza. Una spietata storia di alienazione, l’ingresso finale in un mondo di persone distanti”.

Per la competizione studentesca, invece i premi se li sono aggiudicati Marlén Ríos-Farjat con Living All Of Life (best fiction) e Lina Kalcheva con Other Half (best animation). Menzioni speciali per Rooms di Welf Reinhart, We Will Be The Greatest di Jelena Vujović, Sisters di Andrea Szelesová e Night Of The Living Dread di Ida Melum.

Il premio per il Miglior Documentario è andato a Holy Slut di Fred Mascaras. Menzione speciale invece per Freedom Swimmer di Olivia Martin-McGuire. Infine, il premio per il Miglior Film Sperimentale è andato a Wall Piano di Asma Ghanem, Christopher Marianetti e Alexia Webster. Menzione speciale per Intrusion di Matevž Jerman e Niko Novak.

E mentre saliamo su un aereo e vediamo le montagne della Bulgaria allontanarsi dai nostri piedi, i preparativi per il prossimo festival sono già in corso. Fino al 1 ottobre 2022, infatti, sarà possibile candidare le proprie opere per la 20° edizione che avrà luogo all’inizio di maggio 2023. E da un anniversario così importante non possiamo che aspettarci grandi cose!

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Cassandra Enriquez
Classe 1993, diplomata in Sceneggiatura presso la Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti di Milano. Il mio imprinting col cinema è avvenuto all’età di dieci anni, facendo zapping alla TV e capitando casualmente sulla versione estesa de La Compagnia dell’Anello. Tutto ciò che è capitato dopo è in qualche modo legato a quella sera di zapping: il desiderio di lavorare col cinema, la voglia di imparare le lingue (dopo tutto Tolkien era un linguista), la smania di viaggiare, la passione per le belle storie… Sono affascinata da tutto ciò che riguarda l’arte dello storytelling e il mio sogno più grande è quello di vivere la mia vita dividendomi tra una bozza di Final Draft e una manciata di biglietti aerei di sola andata.