
Disponibile su Sky e Now Tv e composta da otto episodi, IT: Welcome to Derry, è la nuova serie prequel dei lungometraggi It – Capitolo 1 e It – Capitolo 2 prodotta, tra gli altri, da Andy Muschietti, già regista dei due film, e da Bill Skarsgard, interprete di Pennywise. Nel cast, oltre a Skarsgard, Clara Stack, Amanda Christine, Blake Cameron James, Matilda Lawler, Taylour Paige e Jovan Adepo.
Un prequel di cui avevamo (davvero) bisogno
Ambientata nel 1962, la serie esplora le misteriose vicende che coinvolgono la cittadina di Derry, in particolare alcuni dei suoi abitanti e dei soldati della base dell’aeronautica militare situata fuori dalla città, dopo che una serie di inquietanti eventi hanno coinvolto diversi di loro. Tra sparizioni e massacri, nuovi tasselli vengono aggiunti alla storia di It e delle sue origini, portando alla luce segreti e rivelazioni fondamentali per poter comprendere passato, presente e futuro.
Dopo l’enorme successo dei due capitoli cinematografici, che sembravano aver messo la parola fine alla storia del clown assassino più famoso del panorama letterario degli ultimi quarant’anni, IT: Welcome to Derry decide di fare un ulteriore passo indietro nella storyline, raccontando una porzione di racconto ancora sconosciuta ma necessaria per poter comprendere al meglio gli eventi che hanno poi coinvolto il gruppo dei Perdenti nei due lungometraggi. Welcome to Derry è quindi una serie di cui avevamo bisogno? Assolutamente sì.
IT: Welcome to Derry, le origini di un mostro
La differenza maggiore che si evidenzia facilmente tra questa serie e i due capitoli cinematografici precedenti, oltre che naturalmente dalla miniserie cult degli anni ’90, sta nella sua messa in scena. Andy Muschietti, regista oltre che dei due film anche di alcuni degli episodi, opta per una narrazione molto più cupa ma soprattutto più cruenta rispetto alla controparte cinematografica; la serie è infatti ricca di scene splatter e disturbanti volte a sottolineare l’inquietante e perversa natura della creatura protagonista, espediente che contribuisce a creare un’atmosfera soffocante e ricca di tensione, soprattutto grazie all’ottima interpretazione di Bill Skarsgard.
Il fulcro principale della narrazione rimane però quello di indagare e di fare chiarezza sulle origini di Pennywise. Qual è la sua vera natura? Qual è il suo vero scopo? Queste sono solo alcune delle domande che trovano finalmente una risposta all’interno degli otto episodi, tasselli di un puzzle che si rivela essere molto più grande di quello presentato fino ad ora. Per farlo la serie punta sull’utilizzo di diverse sottotrame che convergono nel medesimo punto con l’avanzare della narrazione, sottotrame che incorniciano e idealizzano la creatura, il cosiddetto Divoratore di Mondi, motore del racconto.
Tra tutte, quella che convince di più, e che già era stata parte fondamentale e punto di forza dei due lungometraggi di Muschietti, è quella che coinvolge il nuovo gruppo di Perdenti. La loro unione, non sempre idilliaca ma bensì costeggiata da numerosi alti e bassi, funge ancora una volta da punto di rottura nel grande piano di conquista di It, risultando fondamentale per la sua sconfitta futura.
IT: Welcome to Derry, in breve
Nonostante la presenza di un alto numero di fanservice, la prima stagione di IT: Welcome to Derry funziona più che bene, riuscendo a trovare equilibrio proprio grazie alle caratteristiche ereditate dai lungometraggi che la precedono e che qui vengono espanse. Il lato più cruento è bilanciato dalla gestione della storia, che amplia e approfondisce la mitologia di Derry e le paure collettive che affliggono la cittadina, trasmettendo un senso di inquietudine persistente.

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