The Last Black Man in San Francisco

Prima che diventi solo Kang il Conquistatore del Marvel Cinematic Universe – già visto in Loki e presto sul grande schermo con il prossimo Ant-Man, scoprite chi è Jonathan Majors. Protagonista di una serie straordinaria come Lovecraft Country, la sua carriera inizia a teatro e nel cinema indipendente. Attira per la prima volta l’attenzione della critica con il ruolo di Mont in The Last Black Man in San Francisco, un film-da-Sundance, surreale, super indie, un po’ sopra le righe, di una bellezza delicata proprio come il suo personaggio.

Una città da salvare

L’ultimo uomo nero a San Francisco non è Mont, è il suo amico Jimmy (Jimmy Fails). E non è davvero l’ultimo in senso apocalittico. Non c’è nessuna fine del mondo in vista, nonostante i pesci della baia abbiano improvvisamente qualche occhio in più e gli uomini bianchi si aggirino con le tute anticontaminazione nei quartieri di periferia. Sono questi gli elementi surreali che dettano l’umore generale del film, sospeso tra una fantasia dai contorni sfocati e una realtà lucidissima.

Jimmy è l’ultimo uomo nero perché è l’ultimo che resiste alla gentrificazione. Vuole tornare nella casa della sua infanzia, quella nel quartiere di Fillmore, ormai abitato solo da bianchi. Lì c’è la villetta con “il cappello da strega” che gli appartiene, custodita nella memoria e a cui intende tornare. Decide così di occuparla insieme a Mont e continuare a prendersene cura come fosse cosa viva e pulsante, parte stessa di sé.

Una storia vera

Jimmy Fails è il nome del personaggio e dell’attore che lo interpreta. Non è un caso. Jimmy infatti, come autore del soggetto, ha voluto raccontare in parte la sua storia, aiutato dall’amico regista Joe Talbot, al suo esordio cinematografico. Per realizzare The Last Black Man in San Francisco i due hanno avviato una campagna di crowdfunding su Kickstarter, conclusasi nel migliore dei modi possibile quando Danny Glover, grande attore originario di San Francisco, ha abbracciato il progetto, entrando in una piccola parte, il nonno di Mont.

Per il ruolo di Mont, appunto, la scelta è ricaduta su Jonathan Majors che ne ha fatto un personaggio complesso, persino da descrivere. Mont rimane un passo indietro, sempre accanto a Jimmy. È gentile, premuroso, attento, sensibile a tal punto da sembrare quasi stralunato, immerso in una dimensione tutta sua. Eppure è sempre molto lucido e razionale, un osservatore attento che assorbe tutto ciò che gli accade intorno e lo riversa nei suoi personaggi, nei suoi drammi teatrali. La sua fisicità imponente, unita alla scelta di vestirlo sempre fuori dal tempo, tra il dandy e i vecchi vestiti del nonno – in contrasto con la modernità di Jimmy – lo rendono un personaggio stridente. È la sua capacità di fare attrito con tutto il resto, tuttavia, a farne un co-protagonista memorabile.

The Last Black Man in San Francisco è disponibile su Netflix. Per altre recensioni continua a seguire FRAMEDSiamo su FacebookInstagram Telegram.

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Classe 1993, sono praticamente cresciuta tra Il Principe di Bel Air e le Gilmore Girls e, mentre sognavo di essere fresh come Will Smith, sono sempre stata più una timida Rory con il naso sempre fra i libri. La letteratura è il mio primo amore e il cinema quello eterno, ma la serialità televisiva è la mia ossessione. Con due lauree umanistiche, bistrattate da tutti ma a me molto care, ho imparato a reinterpretare i prodotti della nostra cultura e a spezzarne la centralità dominante attraverso gli strumenti forniti dai Cultural Studies.

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