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KADAVER: l’eterno conflitto fra la morale e la sopravvivenza

Kadaver (Cadaver) Netflix

Kadaver appartiene a quella categoria di film che, senza particolari aspettative, si rivelano piacevoli scoperte. È una piccola perla firmata dal regista norvegese Jarand Herdal e si presenta come una cinica riflessione sul concetto di sopravvivenza e sull’istinto di conservazione. E di quali siano le effettive differenze che separano uomini e bestie. Certo sono tematiche complesse, ma il film riesce a raccontarle in modo interessante, anche se in soli ottantasei minuti.

Kadaver si apre in un mondo distopico

Il film è un horror psicologico ambientato in un mondo futuribile, ma ben lontano dall’essere utopico. A differenza di molti esempi fantascientifici, l’universo narrativo di Kadaver non è stato benedetto dai progressi tecnologici, anzi. È chiaro che una tragedia ha investito l’umanità, che ora sopravvive a stento. Cadaveri putrefatti giacciono per le strade, senza che nessuno batta ciglio. D’altronde, alla tragedia dopo un po’ ci si fa il callo.

I protagonisti sono Leonor, Jacob e Alice, rispettivamente madre, padre e figlia. Alice è una dolce bambina che i genitori cercano ostinatamente di proteggere dalle brutture del mondo, malgrado l’orrore sia ovunque. Leonor, in particolare era un’attrice di talento, che ha vissuto gran parte della vita circondata dall’Arte. E il suo desiderio è quello di far sì che la figlia possa provare il piacere della Bellezza, nonostante tutto. Ed è proprio questa sua ferrea volontà che la spingerà a prendere una decisione dai risvolti tragici. 

Nella città sempre buia e vuota, in cui i pochi passanti scivolano silenziosamente sui marciapiedi, schivando i cadaveri che giacciono a terra, in cumuli di stracci, qualcosa attira l’attenzione di Leonor. Un uomo su un carro arriva in città, invitando gli astanti a un grande spettacolo teatrale che si svolgerà quella sera nel grande albergo sopra la collina. Cosa più importante di tutte: verrà servito del cibo. Leonor non se lo fa ripetere due volte. Compra tre biglietti, probabilmente in cambio del poco che possiede. E tutto questo per garantire un pasto caldo alla sua famiglia e far scoprire ad Alice le meraviglie del Teatro.

Come la donna dice al marito Jacob, è giusto che la figlia abbia una distrazione, almeno momentanea, dall’orrore che li circonda ed è ormai diventato parte della quotidianità.

Le regole del gioco

La famiglia si reca nel grande albergo. Dopo una cena abbondante, un uomo misterioso, Mathias, sale sul palcoscenico e si presenta come l’anfitrione. Dopodiché spiega come si svolgerà lo spettacolo. Il pubblico dovrà indossare delle maschere, per potersi distinguere dagli attori. Questi ultimi sono già seduti a tavola, in mezzo a loro. Gli spettatori saranno liberi di seguire i personaggi che più preferiscono, osservando lo svolgimento della loro storia, che avverrà all’interno delle stanze dell’albergo. Il luogo stesso, dunque, diventa un palcoscenico, in un’idea piacevolmente originale per un film.

Non è tutto oro ciò che luccica – SPOILER –

Sembra quasi tutto troppo perfetto: la cena abbondante, uno spettacolo avvincente. E infatti la realtà è ben più crudele. La serata altro non è che una gigantesca trappola, per attirare un pubblico disperato e disposto a tutto, forse, pur di sopravvivere.

Verso metà film comincia l’orrore. Alice sparisce improvvisamente e i genitori, terrorizzati, cominciano a percorrere l’albergo in lungo e in largo per ritrovarla. Ed è durante questa ricerca disperata che viene a galla la verità: Mathias ha escogitato il trucco dello spettacolo teatrale per rapire il pubblico e derubarlo di abiti e cose di valore. Almeno, questo è ciò che racconta ai suoi collaboratori.

A un livello ancora più raccapricciante, il vero valore delle vittime non è ciò che indossano, o quello che possiedono. È la loro carne. Mathias rapisce gli ospiti per poi farli macellare e cucinare. Ma come lui stesso confessa a una Leonor atterrita, non prova il minimo pentimento: in un modo così crudele, non c’è più alcuna differenza fra uomini e bestie e l’unico obiettivo è la sopravvivenza. Quando l’istinto di conservazione prevale, non c’è etica o morale che conti.

Kadaver, Jarand Herdal 2020 - Netflix
Kadaver, Jarand Herdal 2020 – Netflix

La raffinata riflessione di Kadaver sull’uomo e sulla lotta per la sopravvivenza

In circostanze estreme, quanto incide ancora la morale? Il film lascia la questione aperta. Ma ciò che conta, è che Kadaver costringe lo spettatore a riflettere, a porsi delle domande e a cercare da solo una risposta. Se la troverà o meno, non è suo interesse.

Punto di forza di Kadaver è che il racconto di tali tematiche è accompagnato da una cornice raffinatissima: l’albergo, un’immensa struttura cupa e claustrofobica con decorazioni ridondanti ricorda molto da vicino l’Overlook Hotel di Shining. E i riferimenti a Kubrick non finiscono qui, dal momento che le atmosfere e l’uso delle maschere dorate sono una chiarissimo riferimento ad Eyes Wide Shut. 

È chiaro che il regista, anche se molto giovane e semi-sconosciuto in Italia, non sia un novellino del cinema. Risulta evidente nella raffinata ricerca estetica, negli studiatissimi accostamenti cromatici.

Questo non significa che il film non abbia difetti, ed è giusto sottolineare anche alcuni elementi di criticità, come la recitazione. A parte l’eccezionale bravura di Gitte Witt  e Thorbjørn Harr, gli altri interpreti sono purtroppo deboli. E non aiuta nemmeno qualche piccola lacuna nella sceneggiatura, che approfondisce molto la psicologia dei protagonisti, trascurando gli altri, relegati a semplici figure di contorno.

Da una parte questa scelta è senz’altro dettata dalla necessità di esaltare maggiormente la narrazione, caratterizzata da un ritmo incalzante e plot twist adrenalinici, intervallati da momenti di riflessione che costituiscono delle pause necessarie. Dall’altra, costituisce un’evitabile pecca che si sarebbe potuta risolvere con un minutaggio maggiore, in grado forse di aggiungere valore al film senza il rischio di annoiare il pubblico, in questo caso.

In generale, però, è un film che colpisce positivamente. È approdato in sordina su Netflix, ma è da recuperare al più presto. Per altri consigli sui titoli delle piattaforme streaming, continuate a seguire FRAMED anche su Instagram!

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Tag:, Last modified: 3 Aprile 2021
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