locandina del Karawan Fest 2021

Il parco Giordano Sangalli nelle sere di settembre brulica di forme di vita complesse (persone, persone cucciole, canidi). Nella settimana dal 6 al 12 settembre ospita anche un grande recinto quadrato in mezzo al prato, pieno di sedie e con uno schermo sullo sfondo: è il setting bucolico-urbano della nona edizione del Karawan Fest, che ha appena preso il via nel quartiere di Torpignattara.

Il festival

Era dalla chiusura del Cinema impero nel 1975 che il cinema mancava dal quartiere. Karawan Fest sopperisce a questa mancanza dal 2012, e lo fa con un intento preciso: raccontare l’incontro tra culture attraverso film di viaggio e commedie brillanti. La riconquista degli spazi è il tema di quest’anno, e se il richiamo ai viaggi intergalattici è suggerito dalla locandina e da alcuni film in programma (Cargo, Il Grande Passo), gli spazi che i protagonisti rivendicano per sé sono soprattutto spazi emotivi e sociali.

Il programma dell’edizione 2021 recupera pellicole uscite a ridosso della pandemia e diffuse prevalentemente attraverso lo streaming online. Nessuna anteprima assoluta, ma probabilmente la prima occasione di diffusione dal vivo e sul grande schermo per molti dei film selezionati.

Karawan Fest non ospita solo lungometraggi: verranno proiettati alcuni corti selezionati tra i cento finalisti del festival Visioni Urbane. Le serate saranno aperte dalla Karawan Living Library, approfondimenti su romanzi e saggi legati al territorio.

La serata di apertura

L’impero di Mezzo di Andrea Cotti (Rizzoli 2021)

L’autore e Luca Poldelmengo hanno parlato del secondo romanzo-indagine con protagonista Luca Wu, vicequestore a Torpignattara. Partito dall’Italia per accompagnare i nonni in Cina, si ritrova a collaborare con la polizia cinese nell’inchiesta sulla morte di Carlo Grande, imprenditore larger than life. Wu lavora, suo malgrado, a contatto con una cultura che ha studiato ma che non conosce davvero – e che lo ricambia con diffidenza.

La Gita (Salvatore Allocca, 2018)

Magalie è un’adolescente afro campana che ama gli autobus e Parigi, dove sta per andare in gita. È brava in matematica e aiuta un suo compagno di classe, che senza la sufficienza non potrebbe partire. Un imprevisto la costringe a rivedere i suoi programmi, ma non tutto è perduto.

I WeirDo (Liao Ming-Yi, 2020)

Il primo film asiatico interamente girato con un iPhone XS racconta la storia di Chen Ching e Chen Po-Ching, una ragazza e un ragazzo affetti da OCD (disturbo ossessivo-complusivo). Si incontrano, si innamorano, vanno a vivere insieme, puliscono a fondo casa ogni giorno: cosa c’è di meglio che trovare qualcuno che capisca e condivida la propria assurda routine quotidiana? L’esordio alla regia di Liao Ming-Yi è una riflessione ironica e amara (ma coloratissima e dal forte appeal formale) su cosa ci porta a stare insieme, sull’inevitabilità del cambiamento e sul significato ambiguo di malattia e guarigione.

Gli altri film in programma

Le Miracle Du Saint Inconnu (Alaa Eddine Aljem, 2019). Amine esce di prigione e cerca un bottino sepolto in una fossa nel deserto, ma scopre che nello stesso punto è stato eretto un santuario. Riuscirà a recuperare i soldi? Con una video-introduzione del regista.

My Thoughts Are Silent (Antonio Lukich, 2019). Vadim, registratore di suoni ucraino, deve registare il richiamo d’amore di un volatile semiestinto per un videogame canadese. Un viaggio on the road nell’Ucraina rurale. Presente l’attore protagonista Andriy Lidahovskiy.

Cargo (Arati Kandav, 2020). Prahastha lavora su una base spaziale orbitante dove vengono mandate le persone appena decedute per prepararle alla reincarnazione. Quando arriva Yuvishka, giovane assistente con poteri curativi, la vita solitaria e monotona di Prahasta viene sconvolta. Con video-introduzione della regista, introduce Selvaggia Velo.

Un Divano A Tunisi (Manèle Labidi, 2019). Selma, psicoterapeuta tunisina cresciuta a Parigi, decide di tornare a Tunisi e aprire un suo studio privato. Si confronta con una realtà in cambiamento e una serie di pazienti eccentrici. Introduce Cuoro.

Made In Bangladesh (Rubayat Hossain, 2019). Shimu, operaia tessile in Bangladesh, forma un sindacato con le colleghe per reazione alla morte in un incendio di una di loro. L’attivismo delle operaie si scontrerà con l’ostilità dei dirigenti. Con intervista introduttiva alla regista in video collegamento.

Il Grande Passo (Antonio Padovan, 2020). Marco abita a Roma e gestisce una ferramenta, ma si ritroverà presto in viaggio verso il Polesine per occuparsi del bizzarro fratello Dario e del suo sogno di arrivare sulla Luna. Presenti il regista e il cast.

Easy Living (Orso e Peter Miyakawa). A Ventimiglia un improbabile trio (un ragazzino, una studentessa contrabbandiera e un maestro di tennis americano) aiuta un migrante ad attraversare il confine con la Francia. Evento di chiusura al Nuovo Cinema Aquila, presenti i registi.

Il programma completo del festival e le modalità di accesso sono consultabili sul sito karawanfest.it

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Capelli e occhiali fuori, sarcasmo e senso dell'assurdo dentro. La mia biografia non autorizzata insinua che abbia una laurea in cinema: non smentirò il fatto solo per fingere di essere all’altezza del contesto. Per nutrire i capelli uso il balsamo, per nutrire il senso dell’assurdo scrivo su F.R.A.M.E.D. di comicità.

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