Nirvana- You Know You're Right
Nirvana-You Know You're Right

Un singolo postumo e la voce che ha fatto conoscere il grunge al mondo

Il 20 febbraio 1967 nasceva Kurt Donald Cobain, e non riesco a togliermi dalla testa a come sarebbe stato oggi festeggiare i suoi 54 anni. Perché, come quasi sicuramente sapete se vi è venuta voglia di leggere queste parole, il frontman dei Nirvana si tolse la vita nell’aprile del 1994.

Forse il gruppo si sarebbe sciolto comunque, forse la storia con Courtney Love non sarebbe andata alla deriva, ma sono solo supposizioni. Ciò che ci rimane sono tre album registrati in studio, tre dal vivo, videoclip e live disperati, e raccolte, tra cui una molto particolare.

Sto parlando dell’omonimo NIRVANA, nero con la scritta argento, uscito nel 2002 postumo con all’interno uno dei singoli più potenti tra quelli scritti da Cobain: You Know You’re Right.

Ascoltare You Know You’re Right per la prima volta

Ho tutti gli album dei NIRVANA, acquistati e recuperati durante gli anni di liceo quando pensavo che il Grunge fosse stato creato proprio per me e non per milioni di adolescenti spettinati con la passione per le camicie di flanella. Il primo lo acquistai quando avevo 14 anni, dato che nel 1994 facevo le elementari e di quel 5 aprile avevo scorso solo immagini veloci al telegiornale, tra fiori e ragazzi in lacrime. Li ho consumati con ascolti continui, e non saprei sceglierne uno preferito, ma ciò che mi mancava era quell’ascolto vergine di una prima uscita mai provato.

Ovviamente ascoltando album come Nevermind fui investita da tutta la storia che si portava dentro, diventavo parte anche io della memoria. Continuavo però a domandarmi come sarebbe stato essere presente al lancio di un nuovo singolo di Kurt.

Le mie preghiere furono esaudite quando iniziai a leggere (su Tutto Musica che non esiste più) dell’uscita di un pezzo controverso, mai pubblicato, contenuto in un nuovo album dei NIRVANA, che prenotai immediatamente al negozio di dischi piccolo e magico, in fondo ad un vicolo del centro storico, in cui passavo gran parte dei miei pomeriggi.

Quell’album era un oggetto di culto, svincolato dalle leggi del tempo. Un greatest hits con 15 tracce tra cui tre live e lui, l’inedito più bello del mondo, che finalmente ascoltavo per la prima volta, come altri milioni di adolescenti, con i capelli spettinati e il rilancio di quelle camicie di flanella.

Ricordo di aver premuto PLAY, partecipando ad un qualcosa che ricominciava, anche dopo la morte. Quella canzone aveva tutto: il dolore degli esordi, la maturità dell’irreversibilità della fine, il potere dell’eternità.

NIRVANA – Un nuovo/vecchio album

La registrazione del singolo You Know You’re Right avviene nel gennaio del 1994 ed è una delle ultime composizioni realizzate da Cobain. Dopo il suicidio ciò che rimane del cantante diventa oggetto di scontro e cause legali tra i componenti rimanenti, Dave Grohl & Krist Novoselic, e la consorte del cantante, Courtney Love (frontwoman del gruppo rock Hole).

Mentre i due volevano far uscire il pezzo in un cofanetto dedicato ai NIRVANA, lei voleva farla uscire come singolo, bloccando il progetto iniziale. Solo nel settembre 2002 la causa legale si chiuse in maniera consensuale, dando modo al singolo di vedere la luce in NIRVANA e in una versione demo acustica della canzone inclusa nel cofanetto With the Lights Out (2004).

Come avrebbe preso questo dramma economico e legale Kurt? Lui che si preoccupava solo di non implodere alla fine di ogni esibizione, e di far uscire tutto senza pietà, rigenerando il mondo della musica e creando un nuovo modo di reagire. 

Ad un numero consistente di anni passati dalla morte di Cobain, ma anche dall’uscita del singolo, You Know You’re Right rimane uno dei pezzi più intensi mai realizzati, che ha unito i primi fan e quelli che sono arrivati dopo, sulla scia di un movimento musicale durato e maturato anche con altri gruppi successivi e vibrazioni differenti.

Oggi spero di aver conquistato una terza categoria, che di camicie di flanella ne sa poco, e anche del Grunge. E chissà che tra 15 anni non verrà scovato un nuovo brano, per tornare a premere PLAY come fosse la prima volta.

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Ho una passione smodata per i film in grado di cambiare la mia prospettiva, oltre ad una laurea al DAMS e un’intermittente frequentazione dei set in veste di costumista. Mi piace stare nel mezzo perché la teoria non esclude la pratica, e il cinema nella sua interezza merita un’occasione per emozionarci. Per questo credo fermamente che non abbia senso dividersi tra Il Settimo Sigillo e Dirty Dancing: tutto è danza, tutto è movimento. Amo le commedie romantiche anni ’90, il filone Queer, la poetica della cinematografia tedesca negli anni del muro. Sono attratta dalle dinamiche di genere nella narrazione, dal conflitto interiore che diventa scontro per immagini, dalle nuove frontiere scientifiche applicate all'intrattenimento. È fondamentale mostrare, e scriverne, ogni giorno come fosse una battaglia.

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