La casa: Il rogo del Male, prodotto da Sony Pictures e distribuito da Eagle Pictures
La casa: Il rogo del Male, prodotto da Sony Pictures e distribuito da Eagle Pictures

La stagnazione del cinema americano e la sua indisposizione a fare i conti con una crisi creativa ormai lunga 15 anni si è tradotta in una operazione alla Benedetta Parodi: cotta e mangiata. O meglio, scaldata e mangiata.

Non c’è film o franchise di culto che non sia stato sottoposto a una sorta di lifting generazionale, con seguiti non richiesti, reboot e live action. Tra le tre proposte (di solito a una proposta puoi dire di no, ma questa è un’altra storia), sia lo spettatore medio che il fan accanito è solito guardare con più tolleranza a un seguito che non intacchi lo spirito e la tradizione del film originale e del suo autore.

Basta portare il caso di Evil Dead (La casa). Il franchise più dissacrante dell’horror statunitense prodotto dalla mente di Sam Raimi ha generato da principio tre diversi film, tutti cult classics con distinte fazioni di fan: l’esordio alla regia di Raimi La casa (1981), il più irriverente La casa 2 (1987) e il dark fantasy L’armata delle tenebre (1992), tutti con protagonista Ash Williams, il cacciatore di demoni scavezzacollo armato di motosega e interpretato dall’amico e attore feticcio di Raimi Bruce Campbell

Raimi e Campbell, col passare degli anni e con il successo della serie che va raffreddandosi ipotizzano un remake (tu quoque..), che diventerà La casa (2013) diretta da Fede Alvarez, successo al botteghino, ma non particolarmente amato dai fan. Seguirà la serie Starz Ash Vs Evil Dead (2015-2018), con un anziano Bruce Campbell che riveste i panni di Ash e due film stand alone: La casa – Il risveglio del male (2023) per la regia di Lee Cronin, e l’ultimo arrivato della famiglia, La casa – Il rogo del male, diretto dal francese Sébastien Vaniček, già regista dell’apprezzato horror creature a tinte politiche Infested (2023).

Interno familiare dall’inferno

Come con il capitolo firmato da Cronin, La casa – Il rogo del male decide di esplorare, sul canovaccio dello pseudobiblion Necronomicon Ex-Mortis e dei demoni kandariani, un interno familiare con le sue strutture, i suoi segreti e le sue fragilità: Alice (Souhelia Yacoub) ha appena perso il marito Will (Greg Pullar) in un incidente stradale. Assieme al cognato Joseph (Hunter Doohan) e la fidanzata di lui Thya (Luciane Buchanan), la vedova fa visita alla famiglia del marito per il funerale: la madre Susan (Thandie Wright), donna insoddisfatta con manie di controllo, il rude e misogino Edgar (Errol Shand) e la nonna affetta da demenza Polly (Maude Davey), madre di Susan.

Dopo il funerale, la famiglia si riunisce nella casa delle vacanze, una villa nel bosco vittima del tempo e dell’incuria che è stata anche la location delle nozze tra Alice e Will. L’aria della casa è da subito pesante, un concerto di recriminazioni, frustrazioni latenti e segreti: mentre Alice cerca di fare i conti con la morte del marito e del suo matrimonio segnato da episodi di violenza domestica, Joseph incorre nelle ire della madre esaminando le carte del nonno (padre e marito assente e sedicente mago) racchiuse in soffitta. Tra queste, Joseph scopre l’esistenza di un arma in grado di scacciare i demoni. Un’arma pericolosa e a cui i kandariani vogliono mettere mano.

Molta azione, qualche questione, poca visione

Come per il suo film d’esordio, Sébastien Vaniček forza la lettura sociale del film, creando un horror familiare sulla violenza domestica che lascia indietro i suoi protagonisti, come il personaggio di Alice (interpretato con garbo dalla svizzera Souhelia Yacoub), messa in secondo piano in una storia con potenziale, ma decisamente convenzionale.

La stessa critica ricevuta dal regista per Infested si ripete qui: la fretta di Vaniček di rendere chiaro il nucleo di violenza domestica generazionale rende i personaggi e la storia dei contrattempi, quando, al contrario, avrebbero permesso al messaggio del film di raggiungere meglio lo spettatore. Pure la regia lascia un po’ a desiderare; la scelta di colori desaturati, la macchina ipercinetica, la scelta di adoperare un numero di piani differenti mal si sposa a un franchise irriverente attento al dettaglio e al gore.

La casa – Il rogo del male fallisce nelle sue ambizioni, creando un film finito ma anonimo, forse il peggiore di un franchise che è rimasto aperto a tante vite e tante re-interpretazioni. Ora è il turno di Francis Galuppi, che dirigerà un prequel dal titolo internazionale Evil Dead Wrath. Chissà.

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RASSEGNA PANORAMICA
Voto
5
la-casa-il-rogo-del-male-film-sequel-recensioneLa casa - Il rogo del male fallisce nelle sue ambizioni, creando un film finito ma anonimo, forse il peggiore di un franchise che è rimasto aperto a tante vite e tante re-interpretazioni.