
Gioia e Alessio sono due personaggi ricreati nella fantasia, nell’invenzione cinematografica per dare corpo al sentimento di solitudine, isolamento e vuoto che caratterizza il nostro presente.
Nicolangelo Gelormini
La Gioia di Nicolangelo Gelormini, tratto dall’opera teatrale Se non sporca il mio pavimento di Giuliano Scarpinato e Gioia Salvatori e presentato in concorso alle Giornate degli Autori 2025, arriva nelle sale italiane il 12 febbraio distribuito da Vision Distribution.
La sceneggiatura del film, vincitrice ex aequo del Premio Franco Solinas 2021, è firmata da Giuliano Scarpinato e Benedetta Mori in collaborazione con Chiara Tripaldi e lo stesso Nicolangelo Gelormini. Nel cast Valeria Golino, Saul Nanni, Jasmine Trinca, Francesco Colella e Betti Pedrazzi.
Si è tenuta lo scorso 5 febbraio a Roma la conferenza stampa del film.
Sinossi
Gioia è un’insegnante di liceo che non ha mai conosciuto l’amore, se non quello opprimente dei genitori, con cui vive ancora. Tra gli studenti della sua scuola c’è Alessio che usa il suo corpo come uno strumento per rimediare qualche centinaio di euro e aiutare sua madre, cassiera in un supermercato. Tra Alessio e Gioia nasce un legame proibito, fragile e inspiegabilmente necessario per entrambi.
Ma il desiderio di un riscatto sociale e umano per Alessio è un veleno silenzioso che gli impedisce di farsi conquistare definitivamente dalla dolcezza disarmante di Gioia. Così, distrugge tutto e cancella l’unica persona che lo abbia mai amato.
L’essenza universale di una storia
La Gioia, come viene specificato durante la conferenza stampa, non cerca di appropriarsi di un testo ma ci entra dentro. La genesi dell’opera parte da un caso di cronaca, passando per lo spettacolo teatrale, ma non è una mera ricostruzione, tiene a precisare Gelormini, bensì la possibilità di sviluppare un tema universale, affinché in molti possano identificarsi in quella stessa diseducazione sentimentale che viene raccontata, e di cui i personaggi sono vittime.
«Lo sguardo attentissimo di Nicolangelo, pieno di tenerezza, e allo stesso tempo sempre lucido, rispetta i suoi attori ed è estremamente accogliente. Crea una rete in cui sai che ti puoi muovere, saltare, perché male che vada qualcuno ti prenderà. Questo è stato il nostro modo di lavorare insieme», così Valeria Golino racconta l’esperienza sul set, per un film in cui nessuno si salva, perché si è di fronte a una tragedia che si compie nei confronti dei protagonisti, «per indole o per mancanza di strumenti», dice Gelormini, confermando come il fraintendimento emotivo e l’isolamento stia alla base delle loro azioni.
Dove si pone il giudizio
«È talmente scevro dal giudizio, il mio percorso sul personaggio, che non mi è mai venuto in mente di teorizzare a proposito: nel momento in cui inizio a teorizzare nascono delle sovrastrutture intellettuali personali che non appartengono alla storia». Queste le parole di Valeria Golino, che approfondisce la questione del giudizio, per una narrazione che attinge a piene mani dalla cronaca scrollandosi però di dosso il linguaggio che appartiene al crime, o al true crime nel caso dell’ispirazione iniziale (ovvero il caso di Gloria Rosboch).
Dove si pone in un film come La Gioia il giudizio nei confronti della vicenda tragica realmente accaduta? «Il mio punto di partenza era di provare a raccontare quella storia con l’idea di rappresentare un ragazzo che in fondo era mosso dalla superficialità, dalla paura. Fin dall’inizio sapevo che il racconto fosse dal punto di vista di Gioia, di come lei potesse vivere quell’incontro, un incontro tra due persone poste ai margini della società, due outsider, che per la prima volta si sentono visti. Ho sempre pensato che per il mio personaggio lei fosse stata un’occasione persa» dice Saul Nanni, che si è messo in discussione portando in scena un personaggio controverso come quello di Alessio.
Ricreando attraverso la fantasia Gioia e Alessio, il film diretto da Gelormini approfondisce il profondo senso di solitudine e la crudeltà di una provincia popolata da cinici individui ingabbiati nel loro insoddisfacente spazio, portando alla luce, prima dell’omicidio, una verità umana.
La Gioia è una produzione HT Film, Indigo Film e Vision Distribution in collaborazione con SKY ed è prodotto da Viola Prestieri e Nicola Giuliano.
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