La Padrina - ©Photo Guy Ferrandis
La Padrina - I Wonder Pictures ©Photo Guy Ferrandis

Inizia come un vero e proprio poliziesco La Padrina – Parigi ha una nuova regina di Jean-Paul Salomé: camera a mano e un’operazione della narcotici in pieno svolgimento. È la stessa miseenscène a comunicare un’impostazione drammatica, fino a quando l’attenzione non si sposta sull’unica e impacciata donna fra i poliziotti. È Patience Portefeux (Isabelle Huppert), traduttrice e interprete dall’arabo al francese.

Il lampo di goffaggine intravisto nella prima sequenza permette di vederla da subito come un’estranea al gruppo delle forze dell’ordine. E già sparisce a partire dalla sequenza successiva, delineando un personaggio molto forte e sempre più accattivante. Apparentemente fragile e delicata, come una piuma – così viene descritta – Patience è invece un’onda lunga che coglie alla sprovvista e trascina a fondo.

Funziona bene nel film di Jean-Paul Salomé, il magnetismo di Isabelle Huppert che la rende l’interprete ideale di questa Daronne, “signora della droga” di Parigi, quasi per caso e per necessità. Una donna che vive da sempre nelle zone d’ombra della legalità, senza per questo classificarsi come una criminale.

Isabelle Huppert, una cattiva mancata ma affascinante

L’ambiguità della sua bussola morale la rende una donna profondamente libera e per questo affascinante, senza arrivare mai a essere, realmente, pericolosa. O meglio, questa è la conseguenza dell’impostazione comica scelta da Salomé, perché La Padrina avrebbe, eccome, il sangue freddo e l’attitudine per diventare una stupenda villain, ma è limitata dai confini stessi del film.

La Padrina – Parigi ha una nuova regina è quindi una commedia che oscilla tra l’ironia elegante della sua protagonista e l’esagerazione grottesca (senza connotazioni necessariamente negative) dei rapporti tra i personaggi. Riesce, in ogni caso, a far amare senza remore Isabelle Huppert e l’impenetrabilità del suo personaggio.

La Padrina – I Wonder Pictures ©Photo Guy Ferrandis

La Padrina – Parigi ha una nuova regina esce in sala il 14 ottobre con I Wonder Pictures.

Continuate a seguire FRAMED su Facebook, Instagram e Telegram per altre recensioni.

Classe 1993, sono praticamente cresciuta tra Il Principe di Bel Air e le Gilmore Girls e, mentre sognavo di essere fresh come Will Smith, sono sempre stata più una timida Rory con il naso sempre fra i libri. La letteratura è il mio primo amore e il cinema quello eterno, ma la serialità televisiva è la mia ossessione. Con due lauree umanistiche, bistrattate da tutti ma a me molto care, ho imparato a reinterpretare i prodotti della nostra cultura e a spezzarne la centralità dominante attraverso gli strumenti forniti dai Cultural Studies.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui