
Dall’autrice e regista candidata all’Oscar per La figlia oscura Maggie Gyllenhaal e con protagonisti Jessie Buckley e Christian Bale, La Sposa! arriva in streaming su HBO Max.
Gyllenhaal è affiancata dietro la macchina da presa da una squadra di artisti pluripremiati, tra cui il direttore della fotografia Lawrence Sher, la scenografa Karen Murphy, il montatore Dylan Tichenor, il supervisore alle musiche Randall Poster, la compositrice Hildur Guðnadóttir e la costumista Sandy Powell.
La trama de La Sposa!
Un solitario “Frank” (Bale) si reca nella Chicago degli anni Trenta per chiedere alla pionieristica scienziata Dr. Euphronious (la cinque volte candidata all’Oscar Annette Bening) di creare per lui una compagna. I due riportano in vita una giovane donna assassinata, e così nasce La Sposa (Buckley). Ma ciò che segue va ben oltre ogni aspettativa: tra omicidi e possessioni, e due amanti fuorilegge uniti in una storia d’amore esplosiva.
Lo spirito di Mary Shelley
La Sposa! è prima di tutto un esercizio di stile che, attraverso i riferimenti ai musical dell’età d’oro e al potere escapista e immaginifico del cinema stesso, omaggia la Hollywood classica da cui prende ispirazione. È anche un piacevole gioco di regia che si regge sulle interpretazioni di due grandi protagonisti: un malinconico Christian Bale nei panni della Creatura e una stupefacente Jessie Buckley che si sdoppia, anzi si triplica nel ruolo di Mary Shelley, Ida e La Sposa stessa.
Era infatti il 1935 quando Hollywood osò creare un sequel del romanzo di Mary Shelley. Ma nel film di James Whale, La moglie di Frankenstein (The Bride of Frankenstein) Mary Shelley raccontava l’ideale prosieguo della sua storia, rivolgendosi al marito Percy e all’amico George Byron. Nella versione di Gyllenhaal, innanzitutto, la voce di Shelley è diretta unicamente al pubblico. Si manifesta da un non luogo e infesta la mente, proprio come si impossessa del corpo della giovane Ida, una prostituta degli anni Trenta, collusa con la mafia italoamericana.
È lo spirito di Mary Shelley a provocare in Ida il moto di ribellione che la condanna doppiamente a morte: per l’incidente che accade subito dopo ma soprattutto per aver avuto l’ardire di criticare pubblicamente il boss locale.
La più evidente particolarità della regia di Gyllenhaal, perciò, è proprio lo smembramento di Jessie Buckley nel tempo e nello spazio: voce narrante da un presente eterno, in bianco e nero, ma anche protagonista attiva, con il corpo di Ida e l’anima della Sposa, punto focale del film e oggetto dell’amore della Creatura.
Qui la recensione completa.

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