La vita bastarda, di Gianni Allegra, ComicOut.
La vita bastarda, di Gianni Allegra, ComicOut.

Gianni Allegra riporta Totuccio/Minkiaman a Balarm Town con La vita bastarda, dopo il primo capitolo La Guerra di Minkiaman. Pubblicata da ComicOut, la graphic novel è una storia feroce che lascia strascichi e ferite dopo la lettura: questo grazie allo stile visivamente cinematografico e alla spietata umanità tratteggiata da Allegra.

Una vita crudele e senza salvezza

Il supereroe contemporaneo creato da Gianni Allegra compie un viaggio doloroso sfidando tutto ciò che la vita gli ha scagliato contro. Cosa può salvarlo dal male più oscuro, incarnato da personaggi spietati, una solitudine viscerale e una famiglia disastrata? Totuccio viene accudito da suo nonno, l’uomo meno santo che si potrebbe trovare, e tre cani, uniche anime gentili della narrazione.

In una città denominata Balarm Town (Balarm è l’antico nome arabo di Palermo), tutto è corrotto, dagli individui che la popolano all’avidità violenta che li motiva. La spirale di corruzione e malvagità soffoca il ragazzo protagonista che, in risposta, veste i panni di un supereroe/giustiziere. Risulta quasi difficile arrivare fino alla fine dato che la voragine freudiana in cui cade Totuccio non è che la punta dell’iceberg. Ancor più complesso è accettare come, in sequenza, tanti fatti terribili possano susseguirsi uno dietro l’altro senza dar modo di riprendere fiato. Fino ad arrivare alle pagine finali, vera cura per il lettore ferito, come Totuccio.

Il tratto graffiante di Allegra

I disegni di Gianni Allegra rimangono impressi come se fossero stati puntellati sul fondo nero della nostra percezione: quando i corpi bianchi emergono dalle zone d’ombra della tavola non portano luce, bensì un bisogno emergente di sopravvivere al male che li ingloba.

L’immediatezza e la fluidità del racconto sono il risultato di una concezione narrativa che si rifà al ritmo intrinseco della serialità televisiva e alla poetica tagliente di storie pulp costantemente sull’orlo del precipizio. La tragedia si abbatte sull’eroe costretto a fronteggiare le sue paure, fuori e dentro di sé, dividendosi tra il mondo reale e quello della sua mente, popolato da demoni pronti ad emergere. Con uno stile immaginifico e al tempo stesso crudo, La vita bastarda è una lettura che affonda i denti nella psiche e mostra la nudità in tutte le sue accezioni, eppure tutta la crudeltà è necessaria per mostrare la rivalsa di un giovane uomo, finalmente scardinato da una famiglia “sbagliata” e da una città ferita.

Nelle avventure allucinate di Minkiaman risiede una feroce rilettura della realtà attraverso tutto ciò che di più oscuro può manifestare una rielaborazione artistica come quella di Allegra.

Trovate qui ulteriori informazioni. Ringraziamo ComicOut per la possibilità di leggerlo e per il coraggio di raccontare storie non sempre facili. Della stessa casa editrice abbiamo parlato anche di Giù le zampe.

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Silvia Pezzopane
Ho una passione smodata per i film in grado di cambiare la mia prospettiva, oltre ad una laurea al DAMS e un’intermittente frequentazione dei set in veste di costumista. Mi piace stare nel mezzo perché la teoria non esclude la pratica, e il cinema nella sua interezza merita un’occasione per emozionarci. Per questo credo fermamente che non abbia senso dividersi tra Il Settimo Sigillo e Dirty Dancing: tutto è danza, tutto è movimento. Amo le commedie romantiche anni ’90, il filone Queer, la poetica della cinematografia tedesca negli anni del muro. Sono attratta dalle dinamiche di genere nella narrazione, dal conflitto interiore che diventa scontro per immagini, dalle nuove frontiere scientifiche applicate all'intrattenimento. È fondamentale mostrare, e scriverne, ogni giorno come fosse una battaglia.

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