Set del film L’Abbaglio di Roberto Andò, 2024. Foto di Lia Pasqualino.
Set del film L’Abbaglio di Roberto Andò, 2024. Foto di Lia Pasqualino.

Come dice Salvo Ficarra è probabile che il regista Roberto Andò “abbia voluto rifrequentare un posto dove era stato bene”: così L’abbaglio, il nuovo film del regista, arriva dopo La Stranezza (2022) con un trio di interpreti ormai consolidato, ovvero quello composto da Toni Servillo, Salvo Ficarra e Valentino Picone.

Si è tenuta lo scorso 9 gennaio a Roma la conferenza stampa di presentazione del film, che sarà al cinema dal 16 gennaio con 01Distribution, che ha visto la partecipazione del regista Roberto Andò e dello sceneggiatore Ugo Chiti, degli attori Toni Servillo, Salvo Ficarra e Valentino Picone, Giulia Andò, Leonardo Maltese, Tommaso Ragno, Pascal Greggory e Rosario Lisma.

Passare dal Pirandello de La Stranezza al Garibaldi de L’Abbaglio

“Mentre facevamo La Stranezza un po’ per scherzo dicevo ‘faremo una trilogia’, e poi mi è venuto incontro il ricordo di un retroscena della vicenda dei Mille che mi è sembrato che si potesse incarnare solo attraverso questi attori”, così racconta Andò a proposito de L’Abbaglio, ambientato nel 1860, anno in cui Giuseppe Garibaldi (qui interpretato da Tommaso Ragno) inizia da Quarto l’avventura dei Mille circondato dall’entusiasmo dei giovani idealisti giunti da tutte le regioni d’Italia.

Al suo fianco nel film compare il colonnello palermitano Vincenzo Giordano Orsini (Toni Servillo), un aristocratico fermamente democratico, e tra i tanti uomini reclutati due siciliani, Domenico Tricò (Salvo Ficarra), un contadino emigrato al Nord, e Rosario Spitale (Valentino Picone), un illusionista e baro. Questi tre personaggi, come è stato per La Stranezza, incroceranno indissolubilmente le proprie esistenze, arrivando a nuove consapevolezze, iniziando a capire la Storia che sta cambiando con loro.

“Quella de L’Abbaglio è una vicenda che mi ha permesso, che ci ha permesso, a me e agli sceneggiatori, Massimo Gaudioso e Ugo Chiti, di raccontare questo spazio, quello della Sicilia, questo tempo, il 1860, che sono lo spazio e il tempo di un momento di cambiamento, che è il Risorgimento, con tutte le sue istanze: quel momento in cui tutto potrebbe accadere, in cui si incrociano come in una danza le illusioni e le disillusioni, che qui sono incarnate dai nostri personaggi principali, il colonnello Orsini, e i due personaggi di pura immaginazione Tricò e Rosario”, sottolinea Andò in conferenza.

I personaggi

Nell’interpretazione del duo composto da Ficarra e Picone ritroviamo i vecchi parametri della commedia all’italiana, dove la risata si alterna alla commozione e alla riflessione, tanto da ricordare Alberto Sordi e Vittorio Gassman nel celebre film di Monicelli, La grande guerra.

Interviene Ugo Chiti: “C’è stata una prima soggezione nel confronto con due personaggi come gli antieroi per eccellenza de La grande guerra, ma si è rivelato solo un timore iniziale; perché abbiamo capito che dovevamo improntare i personaggi di Salvo e Valentino quasi come delle figure picare, che poi pian piano sarebbero andate a sgretolarsi acquistando un’altra personalità.”

Parallelamente c’è il personaggio di Vincenzo Giordano Orsini, che Andò definisce un anti Gattopardo per le sue posizioni politiche. Nel film porta uno sguardo del dubbio; sarà una vera rivoluzione?, si chiede. Proprio Servillo aggiunge:” Questo è il mio quarto film con Roberto, il suo cinema alimenta in me un fascino, dato dalla capacità di intensificare la realtà attraverso la fantasia, creando le condizioni perché un affresco storico o politico possa incuriosire il pubblico ad entrare in questi argomenti da una porta laterale, senza essere soffocato dalla cronaca o dalla Storia”.

L’Abbaglio” di Roberto Andò, 2024. Foto di Lia Pasqualino.

L’Abbaglio di Roberto Andò si muove infatti dentro questo spazio in maniera libera, “non solo per raccontare un episodio che forse i libri di scuola raccontano ai giovani in un modo un po’ soffocato sulla retorica, ma per renderlo vivo, per renderlo uno strumento utile oggi e soprattutto per proiettarlo nel nostro presente”, spiega il regista. Su questa linea anche il Garibaldi del racconto di Andò restituisce una grande inquietudine; viene ritratto afflitto da dubbi, derivanti dalla necessità di sottostare a dei compromessi.

Ogni personaggio vive un risvolto umano importante; anche se inizialmente tutti compiono una serie di azioni spinti da scopi personali, o dai loro ideali, la Storia, li rende coscienti.

L’Abbaglio è un’opera che racconta, con un passo alternato tra commedia e dramma, un momento in cui tutto può accadere. Al cinema dal 16 gennaio, con la regia di Roberto Andò, la sceneggiatura dello stesso Andò con Ugo Chiti e Massimo Gaudioso, e la colonna sonora composta da Michele Braga ed Emanuele Bossi ed edita da Edizioni Curci.

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Silvia Pezzopane
Ho una passione smodata per i film in grado di cambiare la mia prospettiva, oltre ad una laurea al DAMS e un’intermittente frequentazione dei set in veste di costumista. Mi piace stare nel mezzo perché la teoria non esclude la pratica, e il cinema nella sua interezza merita un’occasione per emozionarci. Per questo credo fermamente che non abbia senso dividersi tra Il Settimo Sigillo e Dirty Dancing: tutto è danza, tutto è movimento. Amo le commedie romantiche anni ’90, il filone Queer, la poetica della cinematografia tedesca negli anni del muro. Sono attratta dalle dinamiche di genere nella narrazione, dal conflitto interiore che diventa scontro per immagini, dalle nuove frontiere scientifiche applicate all'intrattenimento. È fondamentale mostrare, e scriverne, ogni giorno come fosse una battaglia.