L'Arte della Gioia. Foto di Simona Panzini.
L'Arte della Gioia. Foto di Simona Panzini.

Presentata in anteprima mondiale allo scorso Festival di Cannes e arrivata in sala in due parti la scorsa estate, debutta il 28 febbraio, in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW L’Arte della Gioia, la serie Sky Original diretta da Valeria Golino liberamente adattata dall’omonimo romanzo di culto di Goliarda Sapienza (edito da Einaudi), rifiutato per quasi trent’anni dalle case editrice italiane, finalmente scoperto in Germania e pubblicato in Francia dieci anni dopo la morte della sua autrice.

Prodotta da Sky Studios e da Viola Prestieri per HT Film, la serie racconta la drammatica e avventurosa storia di Modesta, una ragazza orfana della Sicilia rurale di inizio ‘900 che scopre la sessualità e il desiderio di una vita migliore di quella che ha sempre avuto, che la porterà a lottare per la sua emancipazione e la sua felicità, sbaragliando le leggi dei padroni che hanno già scritto il suo posto nel mondo.

Vincitrice del David di Donatello, del Nastro d’Argento, del Globo d’oro, del Ciak d’Oro e della Colpa Volpi alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, Valeria Golino ha anche sceneggiato la serie insieme a Luca InfascelliFrancesca MarcianoValia Santella Stefano Sardo. Il quinto episodio è diretto da Nicolangelo Gelormini (FortunaLucio AmelioNapoli 24).

Si è tenuta lo scorso 24 febbraio la conferenza stampa di presentazione della serie, alla quale hanno partecipato Valeria Golino, regista e co-sceneggiatrice, Viola Prestieri, produttrice per HT Film, Antonella d’Errico, Executive Vice President Content Sky Italia, Emanuele Marchesi, Head of Content Coordination & Development Sky Studios, gli sceneggiatori Francesca MarcianoValia SantellaLuca InfascelliStefano Sardo. Del cast erano presenti Tecla InsoliaValeria Bruni TedeschiGuido CaprinoJasmine Trinca.

L’arte della gioia. Doto di Andrea Gabellone

Una disobbedienza letteraria e narrativa

«Il libro è tantissime cose», racconta la regista, «la disobbedienza di Modesta, di questo personaggio, è anche la disobbedienza sia letteraria sia dei contenuti di Goliarda Sapienza».

L’Arte della Gioia nasce dall’omonimo romanzo di Goliarda Sapienza, scrittrice, poetessa e attrice siciliana nata nel 1924, «che si è sempre distinta, anche nella vita privata, per il suo assoluto anticonformismo», aggiunge la produttrice Viola Prestieri, facendo riferimento alla prima volta che si approcciò all’opera, rimanendone immediatamente colpita, soprattutto per la vicenda editoriale. Solo nei primi anni 2000 l’editoria italiana ha riconosciuto il potenziale del romanzo, e la forza della sua protagonista.

«L’Arte della Gioia è un inno alla libertà, all’autocoscienza e all’autodeterminazione, ma anche al dissenso e alla disobbedienza. Personalmente non credo ci sia messaggio più forte e contemporaneo per il pubblico di oggi», aggiunge Valeria Golino.

Il team di scrittura è composto da Valeria Golino, Francesca Marciano e Valia Santella, già co-autrici dei precedenti film da regista di Golino (Miele ed Euforia), insieme a Luca Infascelli e Stefano Sardo. Adattare un romanzo come L’Arte della Gioia ha presentato da subito molte sfide: lo stile di scrittura che lo caratterizza si distingue per la sua complessità sintattica e semantica, ma è proprio questa forma che permette di accedere alla moderna psicologia della protagonista. Modesta è una giovane donna che rifiuta le ipocrisie che la circondano, anticipando i tempi, nonché ribellioni ancora attuali. La serie si concentra sulla prima parte dell’opera di Sapienza, in modo da restituire i molteplici spunti che il libro offriva con tempi adeguati.

Tecla e Modesta

«A Valeria piacciono molto i personaggi che non portano dietro il moralismo, che non sono immorali nel senso che vanno contro una morale, ma che si costruiscono una morale», dicono Francesca Marciano e Valia Santella, anche a proposito del racconto del desiderio e delle pulsioni.

L’Arte della Gioia è una storia profondamente femminile, al tempo stesso lontana e incredibilmente moderna. Uno dei temi centrali della crescita della protagonista, Modesta, è la libertà sessuale e la sua scoperta: «È stato difficile, è un personaggio complesso, non perché sia conturbante, è un personaggio che si muove sugli eccessi e quindi è un regalo meraviglioso; è il personaggio dei sogni di ogni attrice, di ogni attore probabilmente», dice l’attrice Tecla Insolia, proseguendo: «Mi emoziona sempre ricordare le cose che Valeria mi raccontava del suo trascorso con Goliarda».

Modesta, la protagonista del romanzo, è inizialmente una bambina che porta con sé dei traumi, ma che non perde la sua curiosità sfacciata: la sua spregiudicatezza sfida le convenzioni, proiettando la ragazza che diventerà verso la ricerca di una felicità materiale e immateriale, che ricercherà nei sensi e nei rapporti umani.

«Ricordiamo il periodo delle riprese come una bolla temporale dove poteva succedere di tutto, e noi eravamo sguinzagliati in qualche modo, eravamo liberi di fare qualsiasi cosa, sapendo di avere il filtro dello sguardo di Valeria, che in tutti i modi rifiuta la volgarità; perché Valeria era tutti i personaggi, oltre ad essere una straordinaria regista, parliamo di un’attrice meravigliosa, quindi penso che sia stato fondamentale averla».

La serie andrà tutti i venerdì in prima serata su Sky Atlantic (oltre a essere disponibile on demand – anche in 4K HDR). 

E per svelare la forza rivoluzionaria, sovversiva e perfino scandalosa del capolavoro di Goliarda Sapienza, dal 21 febbraio disponibile su Sky Arte (e su NOW) il documentario L’arte della Gioia. Goliarda Sapienza, un incontro con l’autrice cult de L’Arte della Gioia e la sua eroina ribelle Modesta che mostra le traiettorie intrecciate di due personaggi vulcanici e indimenticabili.

L’Arte della Gioia è stata realizzata con il sostegno della Regione Siciliana – Assessorato del Turismo, Sport e Spettacolo – Sicilia Film Commission e del Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo.

La serie andrà tutti i venerdì in prima serata su Sky Atlantic (oltre a essere disponibile on demand). Continua a seguire FRAMED anche su Facebook Instagram.

Silvia Pezzopane
Ho una passione smodata per i film in grado di cambiare la mia prospettiva, oltre ad una laurea al DAMS e un’intermittente frequentazione dei set in veste di costumista. Mi piace stare nel mezzo perché la teoria non esclude la pratica, e il cinema nella sua interezza merita un’occasione per emozionarci. Per questo credo fermamente che non abbia senso dividersi tra Il Settimo Sigillo e Dirty Dancing: tutto è danza, tutto è movimento. Amo le commedie romantiche anni ’90, il filone Queer, la poetica della cinematografia tedesca negli anni del muro. Sono attratta dalle dinamiche di genere nella narrazione, dal conflitto interiore che diventa scontro per immagini, dalle nuove frontiere scientifiche applicate all'intrattenimento. È fondamentale mostrare, e scriverne, ogni giorno come fosse una battaglia.