Le migliori serie del 2024 secondo FRAMED. Grafica di Andrea Menghini.
Le migliori serie del 2024 secondo FRAMED. Grafica di Andrea Menghini.

Cosa ci ha raccontato questo 2024 attraverso la serialità? Dove il presente si è violentemente rispecchiato in nuove stagioni vissute sul filo del rasoio (come la quarta di The Boys) e il confine tra film e serie TV si è assottigliato ulteriormente, la serialità del 2024 si avvale di grandi sguardi registici, come quello dei fratelli D’Innocenzo, e conferma una qualità in ascesa, sia per il panorama internazionale che per quello italiano.

Questa è la selezione delle serie TV migliori del 2024 secondo la redazione di FRAMED.

Ripley è un adattamento che porta nuove sfumature nella vita del personaggio di Tom Ripley, nato dalla penna di Patricia Highsmith e poi trasposto al cinema (celebri le due versioni, quella del 1960, diretta da René Clément e con Alain Delon, e quella del 1999, con Matt Damon nel ruolo di Ripley). Enigmatico e ambiguo, stavolta prende il volto di Andrew Scott, e vive la sua vita in bilico tra bugie e realtà, cercando di ritagliarsi un posto in un mondo che non l’ha mai voluto.

Dopo The Night Of, Steven Zaillian realizza questo gioiello diviso in otto episodi che tiene col fiato sospeso e dirige con precisione le emozioni di chi guarda. Impossibile non finire risucchiati nel gorgo narrativo della vita di un uomo problematico e solo come Ripley, verso il quale proviamo una perversa empatia, nonostante le sue azioni. Il bianco e nero rende la serie magicamente staccata dal tempo, e ogni dettaglio è una manifestazione attenta verso il particolare, dalle scenografie ai luoghi. Una delle migliori visioni di questo 2024.

Ripley. Cr. Courtesy of Netflix © 2024

Per mesi la serie più vista su Prime Video, anche da chi non conosceva l’origine della storia, ovvero i videogiochi nati verso la fine degli anni ’90 e arrivati al quarto capitolo nel 2015. Sviluppata da Jonathan Nolan e sua moglie Lisa Joy, la prima stagione di Fallout è un viaggio ultra dettagliato in un mondo di superstiti, una wasteland in superficie che si contrappone al popolo sotterraneo, da anni organizzato in rifugi antiatomici.

Divertente, nostalgica, estremamente brillante: Fallout è un adattamento più che riuscito, corredato da una colonna sonora vintage che va da Johnny Cash a Glenn Miller, che trascina in una ridefinizione della società e delle sue regole. La violenza si accompagna all’ironia, i personaggi sono costantemente in bilico tra bene e male in un presente che è il risultato di complotti e guerre segrete. Il futuro si contamina con il passato, il retrofuturismo è un pretesto per mostrare un deserto vicinissimo, una devastazione realizzabile, in cui nessuno si salva, neanche chi vive nei Vault.

Fall Out. Crediti: Courtesy of Prime Video
Fall Out. Crediti: Courtesy of Prime Video

Silvia Pezzopane

Una terza stagione che ferma il tempo, lo manipola e lo attraversa, permettendo ai personaggi di raccontarsi di più e di guarire dai dolori che li tormentano.

The Bear al suo terzo capitolo raggiunge finalmente il centro sanguinante della sua ferita, un lutto insuperabile, e inizia a rimarginarsi, non senza chiedere al pubblico un certo sforzo di concentrazione e pazienza, cura e attenzione, come per il risotto al brasato di Syd. La cucina è solo una metafora per una storia che racconta, ormai lo sappiamo bene, più di salute mentale che di menu. E che anche quest’anno riesce a superare, in questa personalissima classifica, anche dei titoli impareggiabili come Shrinking e Abbott Elementary.

Valeria Verbaro

“THE BEAR” — “Tomorrow” — Season 3, Episode 1 (Airs Thursday, June 27th) — Pictured: Jeremy Allen White as Carmen “Carmy” Berzatto. CR: FX.

Andata in onda per la prima volta nel 2022, From è la dimostrazione che molto spesso i prodotti migliori sono quelli che passano in sordina. Arrivata alla sua terza stagione, ma già rinnovata per una quarta, è la storia di un gruppo di persone che cerca di scoprire il mistero dietro alla misteriosa cittadina in cui sono bloccati, chi da più tempo e chi da meno.

Dai creatori di Lost, From si fonda sulle medesime caratteristiche, che si dimostrano ancora una volta funzionare alla perfezione. Una buona dose di mistero si mescola questa volta con elementi horror che rendono ancora più intrigante una storia ricca di potenziale. Il punto forte risiede nei suoi protagonisti, un gruppo di persone diverse tra di loro ma con un obiettivo in comune: sopravvivere.

Rebecca Fulgosi

From, Paramount+
From, Paramount+

La quarta stagione di The Boys, ancorché non priva di difetti, è forse la serie del 2024 che più di ogni altra ha intercettato e restituito il periodo storico in cui ci muoviamo.

Perché i supereroi più folli, splatter, disturba(n)ti e politicizzati dello schermo (mantenendo e superando la lezione di Watchmen) non sono mai stati così aderenti agli sviluppi di un’America e di un Occidente chiusi nel proprio circolo (auto)distruttivo. Anticipando in tempo (quasi) reale la riscossa del ticket Trump/Musk, attraverso l’ascesa di Patriota/Anthony Starr a colpi di populismo autoritario, fake-news, cervelli in lotta dalla parte sbagliata e (soprattutto) inadeguatezza degli avversari a costituire una reale alternativa.

E offrendo così, dietro l’umorismo acido e lo spettacolo (sempre più) sopra le righe, l’allegoria lucida e inquietante di un sistema marcio le cui derive hanno partorito il mostro destinato a fagocitarlo. Aprendoci le porte del peggio che deve ancora venire.

Emanuele Bucci

Antony Starr in una scena di The Boys 4
Antony Starr in una scena di The Boys 4. Courtesy of Prime Video

La serie dei fratelli D’Innocenzo è senz’altro una tra le più significative di questo anno. I registi riprendono l’oscurità del loro cinema e la traspongono nella serialità. Una serialità forse mai toccata prima in Italia: intensa, claustrofobica, melmosa. Dostoevskij si addentra nella parte più cupa dell’essere umano e la studia chirurgicamente, la vittima e il carnefice sono sostanza della stessa materia e prendono forma esclusivamente attraverso il libero arbitrio. O forse no?

I D’Innocenzo non condannano, ma accarezzano i mostri interiori, con maestria li accudiscono, li addomesticano. Il male non è una scelta. Un padre, una figlia. Un killer, un detective; sangue, vomito, saliva, il tutto diretto dalla mano registica dei due fratelli, che ci fa prendere coscienza del fatto che il male si possa trasmettere. (Qui l’intervista al protagonista Filippo Timi).

Annamaria Martinisi

Dostoevskij, Sky Studios, Paco Cinematografica
Dostoevskij, Sky Studios, Paco Cinematografica

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Qui la lista dei film più attesi del 2025. Continua a seguire FRAMED! Siamo anche su Facebook, Instagram e Telegram.