
Tratto dal romanzo best-seller del New York Times scritto da Andy Weir, con Ryan Gosling e con Sandra Hüller, James Ortiz, Lionel Boyce, Ken Leung, Milana Vayntrub e Priya Kansara, L’ultima missione: Project Hail Mary, diretto da Oscar Phil Lord & Christopher Miller, arriva su Prime Video dal 3 luglio.
Di cosa parla L’ultima missione: Project Hail Mary
L’insegnante di scienze Ryland Grace (Ryan Gosling) si sveglia su un’astronave lontana anni luce da casa senza ricordare chi sia o come ci sia arrivato. Con il riaffiorare della sua memoria, scopre anche lo scopo della sua missione: risolvere l’enigma della misteriosa sostanza che sta causando lo spegnimento del Sole. Dovrà ricorrere alle sue conoscenze scientifiche e alle sue idee non convenzionali per salvare dall’estinzione la vita sulla Terra, ma un’amicizia inaspettata gli farà capire che non è solo in questa impresa.
Perché guardarlo se l’hai perso al cinema
L’aspetto fantascientifico de L’ultima missione: Project Hail Mary è valido, credibile, questo perché ha una regia che porta lo spettatore a un passo dalle stelle, lo fa viaggiare vorticosamente sballottandolo e ribaltandolo, lo pone al centro dell’azione, con più o meno le stesse possibilità di farcela che ha il protagonista. Ad essere però veramente incisivo (apparentemente anche sdolcinato ma chissenefrega, esaurirete i fazzoletti) è lo sviluppo della sfera emotiva, che porta lentamente alla luce l’essenza di un personaggio tutt’altro che superficiale.
Project Hail Mary è inoltre un film che Ryan Gosling regge da solo. Ci sono dei momenti in cui la sua memoria va a prima della partenza, dove c’è il resto dell’equipaggio, la donna che l’ha coinvolto nel progetto (Sandra Hüller), ma nello spazio è letteralmente solo, o meglio, in compagnia di una controparte aliena fatta praticamente di sasso e senza faccia. “Le facce sono sopravvalutate”, dice Grace a Rocky, e sono parole che risuonano anche a livello personale per la carriera dell’attore, che sicuramente non è stata quella che meritava.
Dopo le prove in Barbie e The Fall Guy, qualcuno si è accorto che Gosling sapesse fare proprio tutto, rivelando un potenziale comico inaspettato. Perfetto nel genere action e nel romantic drama, ha dimostrato di funzionare anche con un registro tragicomico come quello scritto per lui da Greta Gerwig, dove ridefinisce i parametri del (fragile) Ken contemporaneo. Gosling porta in Project Hail Mary quella stessa leggerezza, venata di ingombrante malinconia, pronta a sostituirsi all’aspetto da macho con le magliette strette e il pugno pronto. Sebbene inizialmente sembri quasi ridicola l’estetica da sexy professore e poi quella da derelitto in balia dell’universo, qualcosa riesce a scattare grazie alla naturalezza con cui entra nella parte, strappandoci più di un sorriso, commuovendoci senza pietà.
Qui la recensione completa del film.
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