Project Hail Mary
Ryan Gosling stars as Ryland Grace in PROJECT HAIL MARY, from Amazon MGM Studios. Photo credit: Jonathan Olley

Tratto dal romanzo best-seller del New York Times scritto da Andy Weir, con Ryan Gosling e con Sandra Hüller, James Ortiz, Lionel Boyce, Ken Leung, Milana Vayntrub e Priya Kansara, L’ultima missione: Project Hail Mary, diretto da Oscar Phil Lord & Christopher Miller, arriva su Prime Video dal 3 luglio.

Di cosa parla L’ultima missione: Project Hail Mary

L’insegnante di scienze Ryland Grace (Ryan Gosling) si sveglia su un’astronave lontana anni luce da casa senza ricordare chi sia o come ci sia arrivato. Con il riaffiorare della sua memoria, scopre anche lo scopo della sua missione: risolvere l’enigma della misteriosa sostanza che sta causando lo spegnimento del Sole. Dovrà ricorrere alle sue conoscenze scientifiche e alle sue idee non convenzionali per salvare dall’estinzione la vita sulla Terra, ma un’amicizia inaspettata gli farà capire che non è solo in questa impresa.

Perché guardarlo se l’hai perso al cinema

L’aspetto fantascientifico de L’ultima missione: Project Hail Mary è valido, credibile, questo perché ha una regia che porta lo spettatore a un passo dalle stelle, lo fa viaggiare vorticosamente sballottandolo e ribaltandolo, lo pone al centro dell’azione, con più o meno le stesse possibilità di farcela che ha il protagonista. Ad essere però veramente incisivo (apparentemente anche sdolcinato ma chissenefrega, esaurirete i fazzoletti) è lo sviluppo della sfera emotiva, che porta lentamente alla luce l’essenza di un personaggio tutt’altro che superficiale.

Project Hail Mary è inoltre un film che Ryan Gosling regge da solo. Ci sono dei momenti in cui la sua memoria va a prima della partenza, dove c’è il resto dell’equipaggio, la donna che l’ha coinvolto nel progetto (Sandra Hüller), ma nello spazio è letteralmente solo, o meglio, in compagnia di una controparte aliena fatta praticamente di sasso e senza faccia. “Le facce sono sopravvalutate”, dice Grace a Rocky, e sono parole che risuonano anche a livello personale per la carriera dell’attore, che sicuramente non è stata quella che meritava.

Dopo le prove in Barbie e The Fall Guy, qualcuno si è accorto che Gosling sapesse fare proprio tutto, rivelando un potenziale comico inaspettato. Perfetto nel genere action e nel romantic drama, ha dimostrato di funzionare anche con un registro tragicomico come quello scritto per lui da Greta Gerwig, dove ridefinisce i parametri del (fragile) Ken contemporaneo. Gosling porta in Project Hail Mary quella stessa leggerezza, venata di ingombrante malinconia, pronta a sostituirsi all’aspetto da macho con le magliette strette e il pugno pronto. Sebbene inizialmente sembri quasi ridicola l’estetica da sexy professore e poi quella da derelitto in balia dell’universo, qualcosa riesce a scattare grazie alla naturalezza con cui entra nella parte, strappandoci più di un sorriso, commuovendoci senza pietà.

Qui la recensione completa del film.

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Silvia Pezzopane
Ho una passione smodata per i film in grado di cambiare la mia prospettiva, oltre ad una laurea al DAMS e un’intermittente frequentazione dei set in veste di costumista. Mi piace stare nel mezzo perché la teoria non esclude la pratica, e il cinema nella sua interezza merita un’occasione per emozionarci. Per questo credo fermamente che non abbia senso dividersi tra Il Settimo Sigillo e Dirty Dancing: tutto è danza, tutto è movimento. Amo le commedie romantiche anni ’90, il filone Queer, la poetica della cinematografia tedesca negli anni del muro. Sono attratta dalle dinamiche di genere nella narrazione, dal conflitto interiore che diventa scontro per immagini, dalle nuove frontiere scientifiche applicate all'intrattenimento. È fondamentale mostrare, e scriverne, ogni giorno come fosse una battaglia.