I ama afraid to forget your face magma 2021
"I am afraid to forget your face" - Magma 2021

Magma 2021 prosegue con la sua XX edizione dal 15 al 20 novembre, ma la prima serata di proiezioni del ricco concorso internazionale è stata quella di giovedì 18 novembre, al Margherita Multisala. Una selezione corposa: 10 cortometraggi provenienti da Francia, Spagna, Turchia, Egitto, Austria…

Uno sguardo articolato sul cinema breve del presente, che prende forma sia nella narrazione di finzione, sia nell’animazione che nel documentario.

Tra quelli che hanno colpito maggiormente la nostra attenzione, ricordiamo almeno: I am afraid to forget your face, Digestion e One Left. Ecco il perché.

I AM AFRAID TO FORGET YOUR FACE (Egitto, Francia, Belgio, Qatar)

Scritto e diretto da Sameh Alaa, è un cortometraggio narrativo di 15 minuti, vincitore della Palma d’Oro (dei corti) nel 2020.

Siamo probabilmente in Egitto, dove un ragazzo e una ragazza, innamorati, sono obbligati a rimanere separati. Un giorno il ragazzo, approfittando dell’assenza della madre, ne indossa un abito tradizionale (un Niqab) che, gli permette di uscire inosservato e irriconoscibile. Quando giunge dall’amata, scopre però di essere arrivato tardi e che lei, distrutta dal divieto di poterlo riabbracciare, si è tolta la vita.

La trama è davvero semplice, per certi versi simile alla tragedia senza tempo di Romeo e Giulietta. È nella forma, tuttavia, nello stile che Alaa riesce a incantare. Sceglie l’inquadratura in 4:3, privandoci della visione di insieme, quella periferica. Lascia volontariamente fuori dalla storia e dallo spazio filmico elementi che servirebbero per definirne il contesto. Attraverso la nostra ignoranza, forzata da una macchina da presa elegante ma spietatamente artificiosa e lontana, il corto acquista tutta la drammaticità del suo finale.

DIGESTION (Francia)

Di Annabelle Tamic, Sarah Erzen, Chloé Musa, Édouard Delfosse, Louis Lukasik, cortometraggio animato di 4 minuti.

Una premessa è d’obbligo: i cortometraggi animati, soprattutto quando così brevi, sono spesso pura sperimentazione. Digestion non fa eccezione. Realizzato in tecnica stop motion, racconta un conflitto tra due figure antropomorfe e femminili, che possono essere interpretate tanto come una coppia donna-feto quanto come una lotta metaforica con il Sé.

La figura più piccola, dalle sembianze infantili, appare improvvisamente sconvolgendo l’altra che la rifiuta e l’aggredisce per poi riappacificarsi con la sua esistenza. La mancanza di dialoghi apre appunto alle diverse interpretazioni e il bello è proprio che ogni spettatore o spettatrice può riconoscere un pezzo di sé e dei propri tormenti in questi pochi minuti. Il pensiero è libero di vagare e di cercare un appiglio viscerale al sentimento del corto più che alla sua forma. L’ambientazione in uno stomaco gigante e irrealistico ne è forse una conferma in più.

Digestion, Annabelle Tamic, Sarah Erzen, Chloé Musa, Édouard Delfosse, Louis Lukasik - Magma 2021
Digestion, Annabelle Tamic, Sarah Erzen, Chloé Musa, Édouard Delfosse, Louis Lukasik – Magma 2021

ONE LEFT (Austria)

Di Sebastian Doringer, cortometraggio animato di 6 minuti. Incuriosisce e diverte, anzi riesce proprio a far ridere, questo breve racconto ambientato in una clinica in cui i pazienti si recano per scoprire quanti mesi, ore o secondi di vita hanno ancora a disposizione. Dosa bene i colpi di scena e mostra una varietà sorprendente di reazioni e situazioni – per la sua durata – fino al finale perfetto: imprevedibile e in grado di aggiungere un nuovo senso a tutto ciò che si è visto dall’inizio.

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Classe 1993, sono praticamente cresciuta tra Il Principe di Bel Air e le Gilmore Girls e, mentre sognavo di essere fresh come Will Smith, sono sempre stata più una timida Rory con il naso sempre fra i libri. La letteratura è il mio primo amore e il cinema quello eterno, ma la serialità televisiva è la mia ossessione. Con due lauree umanistiche, bistrattate da tutti ma a me molto care, ho imparato a reinterpretare i prodotti della nostra cultura e a spezzarne la centralità dominante attraverso gli strumenti forniti dai Cultural Studies.

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